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Succede una volta

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Mi ha sempre posto domande il fatto che non si possa tornare indietro se succede qualcosa, conosco gente che a causa di incidenti non ha più l’uso di parte del corpo e questo gli rimarrà fino alla morte.

E’ così anche se ti tirano un pugno, è successo non si può cancellare, puoi perdonare, puoi non pensarci ma è successo, un fatto.

Questo è lontanissimo dal nostro pensiero quotidiano basato sulla ripetizione e sulla sperimentabilità del dato: usa questo prodotto perché è provato che da buoni risultati, una cosa è vera se si riesce a ripetere la sua verifica.

Ma per i fatti unici? Ripeteremo il Big-Bang per farlo uscire dalla teoria?

Non avevo mai pensato che questa unicità è propedeutica alla venuta di Cristo.

«Se io gli do un pugno e gli rompo gli occhiali, è un fatto che gli ho rotto gli occhiali, così è accaduto questo: un uomo che si è detto Dio […] Non è una questione di gusto, di chiarezza intellettuale o di mettere le cose al loro posto: è una condizione, è la condizione fondamentale di ogni pensare cristiano e di ogni comportamento cristiano. La categoria “fatto” diventa la categoria fondamentale per il cammino cristiano» LG

Mozza Mozilla

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Sei anni fa Eich il CEO di Mozilla ha donato 1.000 dollari per sostenere la Proposition 8, che afferma: “Solo il matrimonio tra un uomo e una donna è valido o riconosciuto in California.” Molti attivisti per i diritti gay sono arrivati alla conclusione che tutti coloro che hanno approvato Prop 8, tra cui Eich, deve essere anti-gay.

Qui la notizia: http://patriotpost.us/commentary/24576

Ora  io mi chiedo chi va a spulciare donazioni di sei anni fa per montare una caso? Perchè uno con i propri soldi non può sostenere chiunque? Dove è questa dicriminazione?

Leggete cosa scrive Eich a marzo:

https://brendaneich.com/2014/03/inclusiveness-at-mozilla/

Siamo arrivati al punto di doversi discolpare non i comportamenti sbagliati ma quelli giusti.

Sarà un altro caso Barilla con tanto di scuse? Peggio Eich per favorire Mozilla si è (o meglio è stato) dimesso.

Qui la notizia: http://recode.net/2014/04/03/mozilla-co-founder-brendan-eich-resigns-as-ceo-and-also-from-foundation-board/

Aggiornamento:

La questione della libertà di pensiero violata:

http://www.tempi.it/caso-mozilla-sullivan-gay-lobby-lgbt-inquisizione-crudele

 

Il sottotenente

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Come si fa a cantare di Gesù senza essere sentimentali o spiritualisti?

Iniziamo da Jannacci con la sua canzone allegra “il sottotenente” così capiremo un po’ di più quando parla della carezza del Nazareno.

 

 

 

Da questa intervista a Enzo J:

“Pochi capiscono il significato delle canzoni, come pochi hanno capito che il “sottotenente”, da me citato in una canzone, è in realtà Gesù Cristo. Alla gente basta che un ritornello sia divertente, sia associabile a qualcuno. “Ah, quello è Jannacci!”, dicono. “No, Jannacci un cazzo!”, rispondo io. “

C’è una compagnia

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E’ sempre bello rileggerere questo brano, chissà se qualcuno si ricorda da dove è preso…

Cluny

… una volta questa compagnia, o questa strada, aveva un perimetro imponente, imponente dal punto di vista della robustezza delle mura e dal punto di vista del suo slancio estetico.

Nulla di più bello e di più affascinante, nelle lontane epoche, più del monastero. Le mura erano difesa dai nemici anche fisici, la bellezza della sua architettura aveva un solo rivale: la bellezza del canto e della preghiera che in quelle mura e sotto quelle volte si faceva.

Ora la cosa è diventata più spirituale, ora la cosa è diventata più sottile, sembra più inconsistente; non ci sono quelle mura di un metro e più di profondità, non ci sono quelle volute architettoniche, quegli spazi che da soli attiravano l’anima, non c’è più quel suggerimento affascinante del canto e della preghiera regolare.

C’è una compagnia, quella tra di noi, la nostra amicizia, una compagnia in cui tutto quanto dipende dalla buona volontà, dipende dalla volontà dei componenti.

Questa compagnia deve sostituire quelle mura, deve rintracciare l’eco di quei canti, di quelle preghiere, deve saper ispirare uno sguardo che faccia percepire almeno in qualche modo l’attrattiva fisica di Dio nella sua realtà dentro il mondo, l’attrattiva del segno di Cristo, quell’attrattiva che è segno di Cristo.

A noi

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 Anche se non siamo Cardinali penso che le dica anche per noi queste cose.

 

“E mentre siamo così, convocati, “chiamati a Sé” dal nostro unico Maestro, vi dico ciò di cui la Chiesa ha bisogno: ha bisogno di voi, della vostra collaborazione, e prima ancora della vostra comunione, con me e tra di voi. La Chiesa ha bisogno del vostro coraggio, per annunciare il Vangelo in ogni occasione opportuna e non opportuna, e per dare testimonianza alla verità. La Chiesa ha bisogno della vostra preghiera, per il buon cammino del gregge di Cristo, la preghiera – non dimentichiamolo! – che, con l’annuncio della Parola, è il primo compito del Vescovo. La Chiesa ha bisogno della vostra compassione soprattutto in questo momento di dolore e sofferenza in tanti Paesi del mondo. Esprimiamo insieme la nostra vicinanza spirituale alle comunità ecclesiali, a tutti i cristiani che soffrono discriminazioni e persecuzioni. Dobbiamo lottare contro ogni discriminazione! La Chiesa ha bisogno della nostra preghiera per loro, perché siano forti nella fede e sappiano reagire al male con il bene. E questa nostra preghiera si estende ad ogni uomo e donna che subisce ingiustizia a causa delle sue convinzioni religiose.” Papa Francesco

A Cuor Contento

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Posso, dopo aver sentito il concerto magari non apprezzare tutto quello che è stato cantato, ma non posso rinnegare che c’era il cuor contento.

Un concerto punk in cui c’erano molti nostalgici che cantavano i vecchi successi e sul palco un G.L.Ferretti che cantava come se venisse da un altro pianeta, anzi da dentro il pianeta. Ho visto un concerto arrabbiato nel rivelare la rabbia di chi ascoltava, quella che c’è in noi, ma non più in chi cantava.

Solo poche parole alla fine, prima dell’ultima canzone “Spara Jurij”:

Uno

Nessuno

Centomila,

è il relativismo:

Felicitazioni

 

Da un intervista:

Perché chiamare un tour “A Cuor Contento”?

Perché sono sempre stato tutto il contrario. Un’inquietudine fatta corpo. Ora invece ho uno sguardo pacificato. Credo che la vita sia un dono, e che un dono debba essere apprezzato in quanto tale. Sono contento in quanto rendo grazie del vivere. Voglio vedere quanto di positivo c’è, anche nella difficoltà e nella disgrazia. Perché la vita è fatta di cose molto diverse tra di loro: c’è uno spazio forte per la meraviglia, uno Perché chiamare un tour “A Cuor Contento”? Perché sono sempre stato tutto il contrario. Un’inquietudine fatta corpo. Ora invece ho uno sguardo pacificato. Credo che la vita sia un dono, e che un dono debba essere apprezzato in quanto tale. Sono contento in quanto rendo grazie del vivere. Voglio vedere quanto di positivo c’è, anche nella difficoltà e nella disgrazia. Perché la vita è fatta di cose molto diverse tra di loro: c’è uno spazio forte per la meraviglia, uno spazio forte per la tragicità. Per scoprirne il senso, c’è un tempo necessario. L’essere a cuor contento è una forma di preghiera.spazio forte per la tragicità. Per scoprirne il senso, c’è un tempo necessario. L’essere a cuor contento è una forma di preghiera.

beatificazione di don Oreste Benzi

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La congregazione per le cause dei Santi ha concesso il via libera alla causa di beatificazione di don Oreste Benzi.

E’ stata una persona eccezionale, in lui ho visto cosa era uno sguardo pieno di stupore e carità, adesso è sulla strada per diventare beato, ma è sempre stato sulla strada per far diventare gli altri un po’ più beati, vi lascio questi due pezzi tratti da un incontro al Meeting di Rimini qui tutto il testo.

Oreste Benzi: Posso farvi un augurio? Non pensate mai a voi stessi, pensate a Lui e in Lui pensate al mondo intero.
Avrete sempre una voglia di gioire e di vivere e il mondo capirà che ci siete davvero.

 

Partono dalla Nigeria circa centomila ragazze all’anno, la maggior parte bambine.
Molte di esse muoiono nel deserto. La colpa è di tutti i nostri questori.
Perché a Rimini non c’è più prostituzione dal 98?
Perché il questore che adesso è direttore della DIA, ha detto: “Basta! La prostituzione è schiavizzata e deve esser cancellata”.
E noi gli abbiamo dato una buona mano: tre mesi, 150 “magnacci” messi in galera, circa 500 ragazze liberate.
Se tutti i questori d’Italia facessero così sarebbe finito il pianto di queste creature.
Ma chi tace su un’ingiustizia diventa complice. Diceva bene Martin Luter King:
“Io non ho paura della cattiveria dei malvagi, io ho paura del silenzio degli onesti”.
Dai! Uscite da quel branco degli onesti che stanno zitti!? Perché dobbiamo vedere un eccidio simile? Io porto sempre (quando vado da un gruppo e spero di andare anche ad altre grosse manifestazioni) delle ragazze che raccontano i loro drammi, come sono state ingannate, prese, rapite, bastonate. Allora questa legge nostra è di cinque articoli semplicissimi: se venisse approvata!! Ma mi hanno detto che non l’approveranno mai perché non c’è nessun partito che vuol perdere dieci milioni di voti, ma io provo lo stesso, almeno non posso dire che mi sono accodato; io chiedo dappertutto. Non sarà approvato state sicuri, però il cristiano ha il dovere di gridare forte, perché l’elemosina bisogna farla di nascosto anche perché bisogna anche un po’ vergognarsi di fare solo l’elemosina, perché bisogna fare la giustizia; ma ha detto però che l’ingiustizia va denunciata sui tetti, sulle antenne, le paraboliche e poi c’è anche questo mitico Meeting che è meraviglioso, stupendo. Grazie.

Cose da pazzi

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Cose da pazzi, cosa sono le cose da pazzi?

Per primo è un film che ho rivisto in televisione di recente, per secondo sono le cose di tutti i giorni quando non hanno più un senso, un riferimento, un sogno più grande, che bastano a loro stesse (è da pazzi pensare questo) o che seguono un pensiero non corrispondente alla realtà.

In un termine più profondo e ampio si può dire senza religiosità autentica.

Nello spezzone del film, spassosissimo e recitato in maniera strepitosa da Vincenzo Salemme, Felice C. è un uomo che ha vissuto e perso il sogno comunista, si arrende e chiede la pensione, ma conserva ancora la voglia di domandare. La risposta che aveva trovato lo delude, capisce che non c’è scampo vuole uscire da questo mondo che non cambia e che non riesce a cambiare, vuole essere rimborsato per il sogno infranto. Ma che serve un sogno?

Poi c’è l’altro Cucuzza, il funzionario, il cattolico che avrebbe la risposta ai suoi problemi, ma non ha più la religiosità, la domanda, il sogno, c’è la tradizione ma non c’è più il problema, e allora a che serve Gesù?.

E’ solo un caso che solo uno dei due ideali si sia infranto?
Qui si ferma il film.

L’uomo senza Cristo e Cristo senza l’uomo, è solo un caso?

Un opzione, risponderebbe un mio amico.

 

Tre parole per quest’anno

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possibile

«La tua preghiera è stata esaudita», dice l’angelo a Zaccaria, … non c’è solo la promessa, ma anche il suo compiersi, … Questi fatti annunciano a coloro che conservano anche solo un filo di tenerezza verso se stessi che è possibile cambiare, perché a Dio tutto è possibile; a Lui basta trovare in noi la disponibilità del cuore.

toccare

Eri tutto gasato nel descrivere come era rimasto colpito il tuo amico, ma non ti sei reso conto che il Mistero aveva colpito il tuo amico affinché tu potessi toccare con mano un’esperienza vivente. È decisivo che non ci lasciamo scappare la possibilità di essere coinvolti nel presente in un’esperienza che ci faccia toccare con mano Cristo.

le ferite

«Io vedo con chiarezza che la cosa di cui la Chiesa ha più bisogno oggi è la capacità di curare le ferite e di riscaldare il cuore dei fedeli, la vicinanza, la prossimità. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. È inutile chiedere a un ferito grave se ha il colesterolo e gli zuccheri alti! Si devono curare le sue ferite. Poi potremo parlare di tutto il resto. Curare le ferite, curare le ferite…  E bisogna cominciare dal basso».

Buon anno

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DSC_0414 Questa foto l’ho fatta a Cividale del Friuli lunedì scorso.

La uso come augurio per l’anno prossimo, c’è un cigno che insegue delle anatre, e intorno c’è l’inverno e il secco, come se mancasse la speranza, si intravede però in alto il verde che verrà.

Per me un anno movimentato che finisce, tante cose successe e poco scritte.

Ma il cigno insegue sempre le anatre per stare insieme, per correggerle, per giocare.

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