Ieri è cominciata la Quaresima, un tempo liturgico, un tempo dell’anno.
Un tempo che si ripete ma ogni volta diverso, perché sono io diverso, un anno cambia comunque la persona.
Quest’ultimo mese ho vissuto un periodo in cui la liturgia mi ha accompagnato con più forza, un periodo in cui ho riscoperto la bellezza e la potenza del cammino accompagnato.
Cos’è la liturgia se non questo essere accompagnato nella scoperta di me e del mio rapporto con le cose.
La Domenica ci si ferma e si pensa al Signore, in Quaresima ci si ferma e si reimpara a vivere, a usare delle cose e di noi secondo il suo scopo in attesa che la sua promessa si compia.
E in questo ci si riposa.
“Proprio perché l’inizio della conversione è l’ascolto, la liturgia
è il luogo dove si attende la venuta del Signore. Infatti, quando
una persona prega, o legge, mangia o lavora, che cosa fa in realtà,
se è cristiano, se ha il cuore convertito? Attende la venuta del Signore
e basta. E nella misura in cui vive questa attesa cambia tutto
ciò che ha tra le mani, e già quella venuta incomincia.”L.G.


Grazie di questo tuo post . . .
Ciao, Fior
Ops, non ti ho detto che, in parte, te l’ho “rubato”!
Ciao, Fior
«…La conversione è passare dal puntare l’occhio su di sé al puntare l’occhio su Cristo…»
[don Giussani]
Buona Quaresima, con tutto il cuore (di pizza)!
Noi ambrosiani siamo più furbi: come diceva il tizio l’altra sera, in Duomo, solo lunedì prossimo sarà “…il primo giorno effettivo di Quaresima”.
DA ragazzo abitavo da quelle parti ed ero anch’io di rito ambrosiano, e un po’ vi invidio.