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aaargh

Non insegnate ai bambini l’orgoglio…

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Non insegnate ai bambini
non insegnate la vostra morale
è così stanca e malata
potrebbe far male
forse una grave imprudenza
è lasciarli in balia di una falsa coscienza.

 

 

ma se proprio volete
raccontategli il sogno di
un’antica speranza.

G.Gaber

 

Gioia

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Lo stupore e l’eco di una gioia

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Prades

 

 

 

 


bimbaoca

 

 

 

 

 

 

 

E non capisci perché poi si alzano steccati, si inizia a vietare e a invocare rispetto…

… e ti pareva

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Ieri ho scritto come risposta su twitter “Ero forestiero e mi avete accolto” un pezzo di Vangelo (Matteo 25,35)

e questo è l’esito…

 

Etipareva

Santi

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Leggere la realtà pensando anche l futuro.

 

“La Chiesa primitiva, dunque, non si sente certo il luogo della gente perfetta.

Lotte di opinioni all’interno della comunità che diventano reali pericoli di scissioni, odi vicendevoli, gente che proponendosi con il possesso di un carisma semina confusione nella comunità, il persistere dei vizi del paganesimo e l’allontanarsi dall’annuncio degli apostoli per seguire proprie e altrui interpretazioni, tutto questo è accaduto in quelle comunità di «santi».

Ma dentro quella realtà così banalmente umana, così misera come i sintomi che abbiamo citato ci indicano, c’è la certezza di una umanità nuova, quella di Cristo, capace di trasformare qualunque povera umanità, purché ci si disponga in quella «corsa» che descriveva l’Apostolo, purché ci si metta in un cammino, secondo le proprie possibilità sorrette dalla grazia.

La certezza è che Gesù Cristo può vittoriosamente attraversare le nostre impotenze con la sua forza e mutarle in una energia operosa per il bene.
Questa è la certezza che noi ereditiamo, insieme alla possibilità del male, da coloro che ci hanno preceduto.” LG “Perchè la Chiesa”

Incontri

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La Libertà incontrò la Verità, non la riconobbe passò oltre, da quel giorno rimase inquieta come se non fosse più se stessa.

Quelli che hanno i diritti dritti

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 Post con musica si prega di attivare il box a lato per ascoltare il ritmo.


Quello che si dice certo che Dio non esiste perché la sua idea di Dio è più forte della sua esistenza*. Oh yeah


Quello che è così certo della sua idea di diritti che non rispetta il Diritto. Oh yeah


Quello che è così omofilo che da dell’omofobo a tutti. Oh yeah


Quello che è così violento da non permettere che gli altri possano pensare diversamente, anzi che possano pensare, anzi che possano, anzi. Oh yeah


Quello che scrive su Internet ovunque, in tanti luoghi, con tanti commenti, con tanti messaggi, con tanti post ma dicendo solo una cosa e quella cosa non l’ha pensata lui. Oh yeah


Quello che cita Popper “Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti.” ma non cita Popper “ La società aperta è aperta a più valori, a più visioni del mondo filosofiche e a più fedi religiose,”. Oh yeah


Quello che pensa che il genere umano è uno, che i sessi sono due, anzi tre , anzi 5, anzi 55, però non li ha creati nessuno. Oh yeah


Quello che ha uno psicologo per spiegare le sue idee, quello che fornisce psicologi a chi diffonde le sue idee. Oh yeah


Quello che afferma che noi siamo quello che mangiamo e nello stesso tempo rifiuta la reincarnazione dei cannibali. Oh yeah


Quello che è contro la cattiva alimentazione, tanto che diventa cattivo, avariato. Oh yeah


Quello che è così nel giusto che non capisce gli altri. Oh yeah


Riassumendo per esempio c’è quello che pensa che le abbreviazioni degli SMS impediscono lo sviluppo dell’intelligenza solo xè nn i capisce, la sua idea è giusta, ha pure uno psicologo che lo conferma e se è violento nel difendere questo è solo perché gli altri sono intolleranti, e se trova su Internet qualcuno che non la pensa così ha il dovere di insulto, perché gente così non ha nessun diritto e non sarà certo lui a darglielo. Oh yeah


 

* (minuscolo perché vale in entrambi i casi sia di chi afferma che di Dio)
A questo punto fermare il primo box e ascoltare lo psicologo qui sotto. Oh yeah

Il sottosuolo è emerso

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“Ma guardate più attentamente!

Se non sappiamo neppure dove abiti, adesso, questa vita, e cosa sia, come si chiami!

Lasciateci soli, senza i libri, e subito ci confonderemo,

ci smarriremo: non sapremo che partito pigliare, a cosa attenerci;

che cosa amare e che cosa odiare, che cosa rispettare e che cosa disprezzare!

Ci è di peso perfino essere uomini – uomini con un corpo e sangue vero, nostro;

ce ne vergogniamo,

lo consideriamo un disonore e ci sforziamo di essere non so che ipotetici uomini universali.

Siamo nati morti, e da tempo non nasciamo più da padri vivi, e la cosa ci piace sempre di più.

Ci prendiamo gusto.

Presto escogiteremo il modo di nascere da un’idea.”

Memorie dal sottosuolo – F.Dostoevskij scritto 149 anni fa…

Mozza Mozilla

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Sei anni fa Eich il CEO di Mozilla ha donato 1.000 dollari per sostenere la Proposition 8, che afferma: “Solo il matrimonio tra un uomo e una donna è valido o riconosciuto in California.” Molti attivisti per i diritti gay sono arrivati alla conclusione che tutti coloro che hanno approvato Prop 8, tra cui Eich, deve essere anti-gay.

Qui la notizia: http://patriotpost.us/commentary/24576

Ora  io mi chiedo chi va a spulciare donazioni di sei anni fa per montare una caso? Perchè uno con i propri soldi non può sostenere chiunque? Dove è questa dicriminazione?

Leggete cosa scrive Eich a marzo:

https://brendaneich.com/2014/03/inclusiveness-at-mozilla/

Siamo arrivati al punto di doversi discolpare non i comportamenti sbagliati ma quelli giusti.

Sarà un altro caso Barilla con tanto di scuse? Peggio Eich per favorire Mozilla si è (o meglio è stato) dimesso.

Qui la notizia: http://recode.net/2014/04/03/mozilla-co-founder-brendan-eich-resigns-as-ceo-and-also-from-foundation-board/

Aggiornamento:

La questione della libertà di pensiero violata:

http://www.tempi.it/caso-mozilla-sullivan-gay-lobby-lgbt-inquisizione-crudele

 

Contro l’omofobia

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Si anch’io sono contro l’omofobia, ma già da come è impostato questo post si rivela tutta l’ambiguità che c’è su questo tema a anche della mia presa di posizione.
Sono contro l'”omofobia” come termine, come linguaggio imposto, come nemico da sconfiggere.
Sono contro qualsiasi cosa divide il mondo in due, sono contro qualsiasi cosa vada contro la dignità della persona, sono contro l’essere contro.
Non si esce da questa spirale, anche l’essere contro alla parola o definizione priva di contenuto come “omofobia” divide il mondo in due.
Ci sarà chi reagisce e chi condivide.
C’è gente che tenta il suicidio a 11 anni perchè è grassa e viene preso in giro.
Siamo alla cicciofobia?
Mi viene in aiuto la lettura di un articolo su LaLettura del corriere della sera del 17.11.2013. E’ la recensione del nuovo libro di E.Borgna, ne riporto dei passi, mi scuso dell’accostamento con l’omofobia che nell’articolo non è citata.
E’ un problema non di fobie, non ideologico quindi, ma di dignità ferita, sanguinante, “di rapoerti umani che trascurano i fondamenti di una vita di relazione fatta di ascolto, gentilezza e pazienza”.

«La dignità è un valore assoluto e universale. lntenderla in questo senso significa comprendere in essa la mancanza di lavoro, ma anche non dimenticare che ci sono ferite inferte alla dignità sul luogo di lavoro o in famiglie in cui tutti lavorano. Certi suicidi nascono dalla percezione che le persone più sensibili hanno delle ferite alla propria dignità, le patiscono più le donne degli uomini, più gli adolescenti degli adulti e nascono nell’ambito di rapporti umani che trascurano i fondamenti di una vita di relazione fatta di ascolto, gentilezza e pazienza»

Ineludibile, a questo punto, la domanda su che cosa sia e dove risieda la dignità. «È l’esigenza che ciascuno di noi ha di essere riconosciuto, rispettato, se possibile interpretato nei gesti, nei comportamenti e nelle parole.»

Esige, per esempio, questa dignità, che si sia rispettati nei propri sentimenti e nelle proprie emozioni da parte delle istituzioni o di chi nella vita ordinaria ha ruoli di comando e che a chiunque, compreso un mendicante che ci chieda qualcosa, si risponda cercando di evitare il distanziamento e il pregiudizio perché la nostra indifferenza, istruttività, incapacità di ascolto non provochino ferite evitabili e per questo più odiose».

Fa poi l’esempio dei migranti che arrivano sulle nostre coste.

“Ma c’è un secondo modo di vivere
che è accompagnato da un’attenzione
più partecipe. Che cosa sappiamo di queste

persone, ignote a noi quanto noi lo siamo
per loro? Proviamo a pensare all’esperienza
del tempo interiore, come esperiranno
le ore della traversata? In che misura
l’angoscia si tempererà con una speranza?
E la nostalgia, quando e quanto morde? Si
tratta di provare a comprendere che cosa si
muova nella vita interiore nostra e degli altri,
soltanto allora, per dirla con un bellissimo
libro di Hoffmannsthal, l’ignoto appare»

Champillon 2013

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Ero in montagna e chissà perchè mi sentivo osservato….

 

champillon

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