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I Cavalieri e Dalla

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Anche l’uscita di scena di Lucio Dalla ha creato polemiche e confusioni.
Ma è successo un fatto domenica che ha Dalla come protagonista, che racconta di lui più di quello che potremo coi nostri ricordi.
Domenica (vedi post precedente) ero ad Acqui con i ragazzi delle scuole medie per fare con loro la promessa di fedeltà, due giorni belli, anzi bellisimi che solo chi c’è stato può capire. Quasi trecento persone che hanno vissuto un gesto ordinato, bello, per certi versi commuovente come se fossimo una cosa sola. Ed questo era evidente anche ai passanti che ci vedevano sfilare in silenzio, che eravamo una cosa sola, anzi che una cosa sola ci univa perchè eravamo lì in suo nome. E “dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro”.
Una ragazza che partecipava al gesto ha scritto “Cosa desidero veramente? Ho capito che la cosa che desidero di più è volere ciò che già possiedo: voglio desiderare di vivere!”

Vivere la pienezza della vita.

In questi giorni dentro questo gesto c’è stato tutto: il gioco, i canti, la bellezza, la preghiera per noi e per chi ci è caro, (non solo detta ma anche scritta su dei biglietti e lasciati dove riposa un Santo), c’è stata la visita di alcuni amici, di un Vescovo, c’è stato il nostro si e la richiesta di aiuto per rimanere fedeli. E la pienezza.

Come ultimo gesto, prima di ripartire, abbiamo ricordato Lucio Dalla cantando insieme alcune sue canzoni, alla fine i ragazzi sono rimasti tutti seduti come se quei canti non dovessero mai finire, ne aspettavano altri, la bellezza a volte riempe il cuore e vorresti non finisse mai.
“Il genio .. esprime in mezzo all’umana compagnia i fattori sentiti dalla compagnia stessa .. che tutti si sentono più espressi dalla sua creatività che neanche dai loro tentativi.”

Dalla se ne è andato ha chiuso gli occhi, come cantò per Ayrton

e ho capito che Dio mi aveva dato
un potere di far tornare indietro il mondo
rimbalzando nella curva insieme a me
mi ha detto chiudi gli occhi e riposa
e io ho chiuso gli occhi” L.Dalla Ayrton

e per le polemiche di questi giorni basta ascoltare questa canzone:

Promessa 2012

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Domani si va con i cavalieri a fare la Promessa, un paio di persone come vedete ci stanno già aspettando.

 

Se qualcuno c’è stato se le ricorda altrimenti al ritorno vi dico dove siamo stati.

 

Nel frattempo ricordatevi di noi, come potete, ci contiamo.

 

Il Cavaliere ha una regola, per chi non la sapesse la riporto:

1. Recitare la Preghiera del Cavaliere ogni giorno.

2. Condividere i bisogni dei propri compagni.

3. Essere testimoni nel mondo di quello che si è incontrato.

 

Beh, sembra semplice…

Cavalieri ai monti

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Le assemblee coi ragazzi delle medie sono la cosa più interessante, un piccolo esempio si parlava di segni:

"Di fianco a me c'era un ragazzo che ha esclamato – Che belle queste montagne, se avessi gli occhialini 3D le vedrei meglio, più vicino – mi è sembrata una scemenza poi ci ho pensato lui le voleva vedere più belle".
Eh si, la bellezza non basta mai.

Per chi vuole provare clikki qui.

rosa 3d

Io penso positivo

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Sindone positivo

Positivo della Sindone e negativo del volto

"Sul finire dell’Ottocento, Nietzsche scriveva: “Dio è morto! E noi l’abbiamo ucciso!”. Questa celebre espressione, a ben vedere, è presa quasi alla lettera dalla tradizione cristiana, spesso la ripetiamo nella Via Crucis, forse senza renderci pienamente conto di ciò che diciamo. Dopo le due guerre mondiali, i lager e i gulag, Hiroshima e Nagasaki, la nostra epoca è diventata in misura sempre maggiore un Sabato Santo: l’oscurità di questo giorno interpella tutti coloro che si interrogano sulla vita, in modo particolare interpella noi credenti. Anche noi abbiamo a che fare con questa oscurità.

E tuttavia la morte del Figlio di Dio, di Gesù di Nazaret ha un aspetto opposto, totalmente positivo, fonte di consolazione e di speranza. E questo mi fa pensare al fatto che la sacra Sindone si comporta come un documento “fotografico”, dotato di un “positivo” e di un “negativo”. E in effetti è proprio così: il mistero più oscuro della fede è nello stesso tempo il segno più luminoso di una speranza che non ha confini. Il Sabato Santo è la “terra di nessuno” tra la morte e la risurrezione, ma in questa “terra di nessuno” è entrato Uno, l’Unico, che l’ha attraversata con i segni della sua Passione per l’uomo: “Passio Christi. Passio hominis”. E la Sindone ci parla esattamente di quel momento, sta a testimoniare precisamente quell’intervallo unico e irripetibile nella storia dell’umanità e dell’universo, in cui Dio, in Gesù Cristo, ha condiviso non solo il nostro morire, ma anche il nostro rimanere nella morte. La solidarietà più radicale." (BXVI aTorino)


Sindone negativo

Negativo della Sindone e positivo del volto
 

Sono rimasto impressionato dalla quantità di gente che come me ha assistito alla messa del Papa ieri a Torino, ce n'era tanta fino in Piazza Castello, sono rimasto impressionato da come il Papa è stato con la gente di Torino, sono rimasto impressionato da come per la prima volta da Papa ha guardato la Sindone  e mi sono commosso davanti ai malati del Cottolengo che davano i loro piccoli doni al Papa, che cosa potrà dare un malato a un Papa?

"Cari malati, voi svolgete un’opera importante: vivendo le vostre sofferenze in unione con Cristo crocifisso e risorto, partecipate al mistero della sua sofferenza per la salvezza del mondo. Offrendo il nostro dolore a Dio per mezzo di Cristo, noi possiamo collaborare alla vittoria del bene sul male, perché Dio rende feconda la nostra offerta, il nostro atto di amore."(BXVI aTorino)

AGGIORNAMENTI
Il mio amico prete Don Primo ha commentato la visita qui    
Il quotidiano di Torino ha fotografato alcuni Cavalieri durante la messa
Cavalieri da Papa a Torino

Promessa 2010

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Promessa 2010

I Cavalieri di San pellegrino vanno all'Abbazia di Chiaravalle della Colomba per promettere fedeltà.
Confidano nelle Vostre preghiere e nell'aiuto del loro Santo Protettore.

Chiostro

Gesù, redentore, compagnia di Dio per gli uomini,
guarda a noi che umilmente Ti invochiamo:
noi siamoTuoi e Tuoi vogliamo essere,
e per vivere più uniti a Te
ognuno di noi oggi spontaneamente si consacra a Te.
Promettiamo di aiutarci vicendevolmente come fratelli

e di essere fedeli a questa compagnia e alla sua regola,
per crescere nella Tua amicizia
 e per renderTi testimonianza nel mondo.
La Tua Grazia e l’aiuto della Madonna

sostengano il nostro proposito. Amen

Cari Bambini

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Qui l’origine che ripropongo volentieri.

bimbo al pc 
Cari Bambini,
ho pensato di scrivervi questa lettera per comunicarvi che voi più piccoli (o, come vi chiamano gli esperti “nuovi nati digitali”), sarete i nuovi annunciatori e portatori di Gesù nel web. Perché è proprio vero, e ne sono convinto: i bambini salveranno la bellezza del web e la vera comunicazione del Vangelo nell’era digitale.

La Chiesa italiana (come spero vi abbiano comunicato le catechiste e i vostri parroci), si sta preparando a vivere un momento di incontro a Roma dal 22 al 24 aprile prossimi, che culminerà nell’udienza da Papa Benedetto XVI, dove si rivolgerà ai “testimoni digitali”, cioè a tutti coloro che utilizzano i nuovi mezzi di comunicazione per annunciare il Vangelo all’uomo globalizzato. Si rifletterà insieme su come utilizzare bene tutti gli strumenti di navigazione che la tecnologia ci offre, non solo per chattare (perdendo solo del tempo!) ma soprattutto, per lo studio e per la didattica, per la solidarietà e per l’annuncio dell’amico Gesù, il Figlio di Dio, che tutti voi (come noi) avete incontrato e al quale siete felici di appartenere.

Chi di voi, come regalo della Prima Comunione, non ha ricevuto un cellulare o un Computer o un iPod e non si è avventurato a “navigare” – una navigazione che preferiremmo fosse accompagnata dai genitori, con regole ben definite -?

Forse, i genitori o i nonni hanno un po’ esagerato nel regalo, ma bisogna essere “trendy”, cioè alla moda, (un processo irreversibile!) e in esso vogliamo vedere il positivo e non solo il negativo.

Comunque tanti di voi ormai hanno il cellulare e navigano su Internet (circa il 90% dei minori, solo in Europa). Si naviga e gioca, si scrive e studia, si guardano i film e leggono libri e riviste. Ci si incontra con gli amici, quelli veri (vi ricordate il detto “chi trova un amico, trova un tesoro”?, ma attenzione, capita spesso che su internet si facciano incontri di falsi amici che vogliono farvi del male), e se ne cercano tanti altri. Bellissima cosa: chi di noi non vorrebbe avere un amico, e in casi significativi qualche minore ha trovato anche la gioia di essere ascoltato nelle giornate di profonda solitudine e amarezza.

Internet è bello veramente!

Su Internet si può incontrare anche Gesù, che parla attraverso la Parola di Dio (chi di voi sa che esistono tanti siti adatti a questo?) oppure attraverso le pagine web della tua parrocchia, del tuo gruppo. Pensate a una chat solo per voi, fatta per incontrarvi e discutere delle “cose del Padre mio” (come ci dice Gesù stesso), o sui social network dove possiamo creare dei “gruppi per stare insieme”, e anche su Youtube per caricare dei filmati su delle attività di solidarietà e diffondere un messaggio di pace.

Chi di voi, cari bambini, non ha un profilo su Facebook o non mi sa tradurre queste faccine (linguaggio universale) chiamate anche emoticons? Per dire che sto pregando, oppure che ho incontrato il vescovo ed anche che ti voglio tanto bene .

Sono nuovi linguaggi: attraverso le immagini si comunica pensando e parlando di Lui, Gesù il Figlio di Dio che è in mezzo a noi e ci parla attraverso i nuovi mezzi di comunicazione, e noi siamo suoi testimoni e annunciatori mediatici.

Accadeva anche ai primi cristiani, i quali comunicavano attraverso dei segni che rimandavano al significato dell’Eucarestia, e della preghiera. E li incidevano dovunque: sui muri, nelle pergamene, nelle tombe e nelle case. Un segno che comunicava la bella notizia del Vangelo e che tutti comprendevano, anche i lontani e i non cristiani. Erano i segni nuovi che significavano Verità per tutti gli uomini.

Pensate al pesce che in greco si dice IXTHYC (ichtùs). Disposte verticalmente, le lettere di questa parola formano un acròstico: Iesùs Christòs Theòu Uiòs Sotèr = Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. Acròstico è una parola greca che significa …. cercatela nel vocabolario online! Questo è un simbolo diffuso di Cristo, emblema e compendio della fede cristiana.

E pensate anche alla colomba, con il ramoscello d’olivo nel becco, simbolo dell’anima nella pace divina; o all’àncora, simbolo della salvezza, dell’anima che ha felicemente raggiunto il porto dell’eternità.

Faccine del 2° e 3° secolo dopo Cristo, che possiamo altrettanto chiamare “emoticons”, che rimandavano al senso della vita, della fede, della resurrezione. Non solo una semplice emozione: raccontavano la vita cristiana.

Un vecchio e nuovo modo di comunicare tra i coetanei, tra voi bambini e tra voi giovani, che spesso noi adulti non comprendiamo.

Voi siete i primi ad essere coinvolti in questo nuovo e affascinante mondo digitale e noi adulti dobbiamo responsabilizzarci per aiutarvi ad incarnare, attraverso Internet, col vivere bene con gioia ed entusiasmo, l’essere di Gesù, che ha salvato l’uomo dal peccato e dalle brutture della vita ed è venuto a portarci non “eventi di sventura, ma di pace”, amicizia tra Dio, suo Padre, e gli uomini.

Sarà una bella e nuova avventura essere “bambini che diffondono Gesù” nelle chat, attraverso un sito (magari quello della parrocchia), ed anche attraverso un sms mattutino ai tuoi amici, non solo per dire “ciao”, ma per scrivere una frase del Vangelo di Gesù. I bambini digitali saranno i portatori di Gesù nel web. Perché è proprio vero: i bambini salveranno la bellezza del web e la vera comunicazione del Vangelo.

Non dimenticate mai di andare a Messa (in parrocchia), confessarvi (con il parroco e non online), pregare e vivere insieme realmente. Perché il reale non esclude il virtuale, e il virtuale ha più significato se parimenti giochiamo insieme al pallone, nel campetto dell’oratorio, e ci incontriamo non solo in webcam, ma nel fare una bella passeggiata guardando le stelle e il sole tramontare e sorgere.


Avola, 4 febbraio 2010
don Fortunato di Noto
 

Margher.it

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 Margherita Hack si è ben guardata dal fare come alcuni suoi colleghi e (se ci si passa il termine) «correligionari» i quali pretendono di affermare che uno scienziato non può credere in Dio, e che c’è contrasto tra scienza e fede. «La scienza – ha detto – non può dare risposte alla domanda sull’esistenza o sull’inesistenza di Dio. Infatti ci sono scienziati atei, agnostici e credenti. Io non credo, ma non ho una ragione scientifica per non credere. Semplicemente penso che, di fronte al Mistero dell’Universo e della Vita, l’idea di un Dio creatore sia una risposta un po’ facilona. Anch’io sono meravigliata nel constatare che da una zuppa primordiale di particelle elementari si sia sviluppata una vita così complessa. Ma mi accontento di spiegarlo con l’esistenza della materia. Sono atea, ma ammetto che anche il mio ateismo è una fede non dimostrabile».

Margherita

"Direbbe Althusser, in quel suo terribile giudizio: "La differenza tra il credere nella esistenza di Dio e il marxismo non sta in una ragione, è una pura opzione". Scelta di che? Accettare o non accettare l’Essere. Questa è una scelta che si ripropone ogni giorno, perché noi ogni mattina ci alziamo e ci poniamo di fronte alla realtà con lo sguardo spalancato, aperto, ingenuo di un bambino, pronto a dire pane al pane, vino al vino. "Sia il vostro dire sì, no; ogni altra parola viene dalla menzogna". Oppure ci alziamo con il gomito a coprire la faccia, guardinghi, per difenderci dalla realtà (accettare o meno l’Essere, la propria madre o Dio è lo stesso, la posizione è identica), accampando pretesti anche contro l’evidenza, naturalmente. " LG

Amici Cavalieri

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Saremo domani con i Cavalieri ad Aosta per la giornata di inizio anno, vedranno la mostra e i luoghi di Sant’Ansemo, spero scoprano maggiormente il valore e il senso dell’amicizia, Anselmo una delle migliori menti della storia del Cristianesimo stimava e viveva e ricercava l’amicizia. Dai pannelli della mostra:

cenotafio_anselmo 

Anselmo considera l’amiciazia la profonda vocazione dell’uomo, il fondamento della sua vita personale e sociale.

"Nelle Orazioni, nelle meditazioni e nelle Lettere c’è un tema che eclissa tutti gli altri: il tema dell’amicizia; l’amicizia che stringe, con sentimenti forti, l’uomo a DIo e tra loro gli uomini che ricercano con passione Dio" (Southern).

Egli intende per amicizia il legame spirituale tra gli uomini accumunati dalla passione per la ricerca della verità.

"Cercate di procurarvi degli amici ovunque. Nè dovrete credere di avere mai amici quanto basta; ma siano essi ricchi o poveri, uniteli tutti a voi in fraternità di affetto (Anselmo, lettere).

"Spingeva tutti all’amicizia e alla familiarità"

Cavalieri Gressoney

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Sono tornato da una vacanza con i Cavalieri del Piemonte e annessi, gente tosta, come queste foto documentano:

Prima gita e prima salita

Cavalieri Grassoney 015

Che spettacolo, e il meteo dava brutto 🙂

Cavalieri Grassoney 027La messa all’arrivo

Cavalieri Grassoney 049

Il giocone: costruire il castello più bello e non rompere le scatole

Cavalieri Grassoney 070

Seconda gita: al Ghiacciaio del Lys sotto il Monte Rosa

Cavalieri Grassoney 098

Ritorno
Cavalieri Grassoney 144etc.. etc… etc….

La prima battaglia

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Parlo ancora dei Cavalieri, i ragazzi delle medie inferiori con cui faccio un pezzo di cammino insieme, sabato abbiamo chiesto loro di dire cosa è stato per loro il gesto della promessa, e che cosa gli è rimasto.
Dopo un attimo di incertezza iniziale non li si fermava più dal raccontare, due Cavalieri hanno raccontato di una loro personale battaglia, che non finirà e che si ripeterà ancora.

il primo dice: Sono venuto alla promessa anche se avevo delle partite da giocare, ne avrei perse due, non ero molto convinto questa scelta, poi ne ho parlato con un mio amico che fa i Cavalieri  che mi ha convinto a venire, l’ho visto molto sicuro di quello che diceva e mi sono fidato, in effetti ho vissuto una cosa molto bella e devo ringraziarlo.

Il secondo: Anch’io come lui avevo delle partite ma non mi è mai venuto in mente di saltare la promessa, la volevo fare.

Ne avranno da fare di queste scelte nella vita per alcuni saranno facili "per grazia" dico io, per altri un po’ più sofferte, e qui il valore della compagnia nell’aiutarli alle scelte è innegabile, anche perchè altri, e in questo caso le società sportive, hanno un progetto su di loro già a quell’età, e si deve scegliere, per la maggioranza i Cavalieri è il primo ambito ecclesiale in cui uno decide di stare, non è più il catechismo in cui in fondo uno è obbligato a partecipare altrimenti non fa la cresima o la comunione, qui decidi tu.

Ebbene c’è qualcosa che è stato suscitato in loro che è più grande dello sport, che anche loro hanno visto, che fragilmente si può dimenticare e perdere, ma che ha dentro anche il senso dello sport.

Cavalieri battaglia

 (per sapere della promessa vedere post precedenti con tag cavalieri)

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