Crea sito

citazioni

Delusione

0

Capita che qualcuno col suo comportamento ti deluda, non sembra possibile che anche lui possa comportarsi male, ma il suo male non toglie nella a quel vero che ti ha aiutato a intravedere, è così che ti viene restituito più umano e non si perde nulla.

“Non ti ardeva il cuore…”

“L’episodio dei discepoli di Emmaus è la risposta a questa domanda. In esso vediamo come, nel momento in cui la presenza di Cristo scompare dall’orizzonte di coloro che Egli aveva affascinato, i discepoli tornano a casa delusi. Malgrado Lo avessero riconosciuto come «profeta potente in opere e parole», la Sua condanna a morte li aveva talmente frastornati da far crollare la loro speranza. L’espressione «noi speravamo» sarebbe rimasta per sempre come l’epitaffio dell’avventura da essi vissuta, se non fosse accaduto qualcosa di imprevisto su cui nessuno faceva affidamento: la Sua presenza viva. Per spiegare il ritrovarsi dei discepoli dopo lo scandalo della morte di Gesù non basta il desiderio di portare avanti la Sua causa, il proposito di divulgare i Suoi insegnamenti, né l’interesse a diffondere la Sua ispirazione. Nessuna di queste ragioni sarebbe stata sufficiente per ricostruire il gruppo e infondervi l’impeto missionario che sin da principio lo caratterizzò e che unicamente giustifica una così rapida diffusione del cristianesimo. Basta lasciarsi interrogare dai fatti: come i discepoli poterono superare lo scandalo della croce? Solo per l’imponenza del Risorto. Allo stesso modo, senza la presenza di Cristo vivo, non sarebbero stati concepibili lo slancio e lo sviluppo missionari.” da La Bellezza disarmata J.Carron

innanzitutto

0

Innanzitutto, da un po’ di tempo questo pensiero che espresse Giussani in una delle ultime interviste mi ritorna in mente, molti me compreso restarono colpiti dalla seconda risposta cioè che la Chiesa si è dimenticata di chi era Cristo.

Ma l’innanzitutto era nella prima risposta: innanzitutto è sparito quel bisogno che nella Chiesa trova riposo, quel desiderio di essere salvati, quell’orizzonte che che ti apre il cuore, quell’importanza che acquista ogni gesto e pensiero, quel bisogno di incontrare il suo Volto in ogni volto.

Se capisco che ho bisogno di quella cosa gli corro dietro, ma senza quel bisogno corro dove mi porta il vento…

Poi se non ho più il bisogno che Cristo mi raggiunga, penserò più alla vergogna che provo nel pronunciarlo, che al desiderio di incontrarlo.

Molto di papa Francesco si può leggere alla luce di questa prima risposta.

qui sotto il brano dell’intervista

«Del resto già Eliot aveva qualcosa da dire con una certa sicurezza di sé quando si domandava: “È l’umanità che ha abbandonato la Chiesa o è la Chiesa che ha abbandonato l’umanità?”. Ma come fa un uomo del mio tempo, un uomo di questo tempo, parlando di cultura, usando la parola cultura, a non tener presente questa frase qui?! Dimentica i quattro quinti del mondo».

È una critica alla Chiesa o all’umanità?

«Tutti e due, tutte e due, perché innanzitutto è l’umanità che ha abbandonato la Chiesa, perché se io ho bisogno di una cosa, le corro dietro, se quella cosa va via. Nessuno correva dietro».

E la Chiesa quando ha abbandonato l’umanità?

«La Chiesa ha cominciato a abbandonare l’umanità secondo me, secondo noi, perché ha dimenticato chi era Cristo, non ha poggiato su… ha avuto vergogna di Cristo, di dire chi è Cristo.

Il concetto di purità o di verginità che hanno i monaci del Duecento con san Bernardo in testa, è un canto di bellezza, un canto in cui la bellezza vince tutto.».
(dall’intervista a don Giussani nel video sui cinquant’anni di Cl)

Gnosi

0

Sogni, bisogni, bisognosi, gnosi…

L.Bruni sta facendo una serie di articoli interessanti sulle esperienze carismatiche. Interessa a pochi? Non so..

Inizio con una citazione dell’Evangelii gaudium:

94 … “Uno è il fascino dello gnosticismo, una fede rinchiusa nel soggettivismo, dove interessa unicamente una determinata esperienza o una serie di ragionamenti e conoscenze che si ritiene possano confortare e illuminare, ma dove il soggetto in definitiva rimane chiuso nell’immanenza della sua propria ragione o dei suoi sentimenti. ” …

Da qui

“Non deve allora stupire che in queste comunità la fase gnostica arrivi puntuale. Minaccia soprattutto quelle con i carismi più luminosi e spirituali, perché è anche una malattia del carisma stesso, che si sviluppa come una forma di nevrosi: è la sua parte più brillante che si ammala. Le esperienze spirituali restano autentiche e generatrici di vita buona finché non perdono contatto con la storia, finché restano esperienze incarnate e quindi limitate, parziali e intrecciate con il buio. Finché lo spirito resta nella carne, e l’uno segue le leggi e i ritmi dell’altra. Molte esperienze carismatiche si perdono sul loro nascere perché lo spirito si disincarna ed evapora in cerca di una perfezione senza ombra.
[..]

Di fronte alla fine dei veri “miracoli” e delle “resurrezioni” che avevano costituito la vita normale della stagione fondativa della comunità, qualcuno inizia a pensare di poter ricreare gli antichi miracoli con tecniche e droghe spirituali.

Fanno come quegli atleti che non riuscendo più a ripetere i primi record, invece di cambiare allenamento e lavorare sodo, cadono nella trappola del doping. Lo gnosticismo è una forma di doping spirituale, che promette le performance della giovinezza senza lavoro e fatica, che se non è decisamente contrastato infetta rapidamente l’intera comunità.” L.Bruni

 

So che di queste cose ognuno gnosticamente accurserà gli altri, ma seguirà chi renderà bello quel volto diviso.

 

Don Giussani: il Papa ammonisce chi tiene le sorti del mondo

0

Sono passati quasi dodici anni, ma il giudizio di allora lascia commossi e colpiti anche oggi che risuonano i tamburi di guerra e che dai fatti ha avuto ragione.

 

Caro Direttore,
negli scoppi delle bombe e negli incendi delle città ciò che ai miei occhi riporta la verità sulle cose è il pensiero della morte di Gesù. Non sono in grado di darmi altra spiegazione se non questa: seguire Cristo che va a morire sulla croce, essere come Lui, e basta. Per questo abbiamo aderito con semplicità ai sentimenti di amore e di pace propri del Papa, riconoscendo con lui che essi non vengono dall’adesione a una condanna di quelli che vogliono la guerra, ma dall’impegnare tutte le energie a riattivare un’educazione che alleni al riconoscimento di un’ingiustizia annidata alle origini di tutte le decisioni umane — quello che nel nome di Cristo si chiama peccato originale —. Ci è impossibile dare un giudizio a partire da un’analisi psicologica o naturale, mantenuto poi dal groviglio del potere concepito dalla mentalità di Saddam, ma anche di Bush. Un giudizio è possibile se si ammette che tanto quanto è certo che la colpa è da una parte e dall’altra (e ne risponderanno), altrettanto è evidente che l’origine di essa non è né nell’uno né nell’altro. La colpa originale, e quindi la possibilità del dispotismo, è un veleno che ha il suo habitat, la sua genesi in un mistero. Ed è a questo livello per noi insondabile che la misericordia di Dio pone rimedio.
Ora, ciò di cui sto parlando non riguarda solamente l’aldilà, perché la misericordia di Dio pone rimedio già nell’esistenza terrena, per cui già in questo mondo c’è la possibilità della pace per gli uni e della disperazione per gli altri. Dio è misericordioso, il Mistero è una misericordia che porta con sé la croce. Una croce che per gli uni è un destino di castigo, penitenza e umiltà in un cammino dentro la pace, per gli altri è un mistero di rabbia senza confini.
Così nella misericordia la faccia del soldato americano è identica a quella del soldato iracheno che si trova di fronte la bocca del cannone che lo frantumerà. Sono tali e quali, non sono più l’uno contro l’altro. Che grande mistero! Nella misericordia si realizza il vantaggio dell’amore, che arriva fino al perdono. Se non si giunge a questo, tutto è menzogna; e la ragione si incista in una contraddizione: si accusa l’altro o si accusa se stessi, finendo nella disperazione pura.
La salvezza è data dal seguire Cristo, dall’immedesimazione col Suo sentimento dell’uomo e invocando la grazia che l’uomo faccia con la sua libertà ciò che Cristo ha fatto con la Sua: l’abbandono della propria debolezza mortale nelle mani della misericordia del Padre, cioè del Mistero dell’essere.
Si pensi ai Salmi o alle parole profetiche contenute nella Bibbia. Dio interviene nel cammino del popolo con profezia o con autorità e dice, per esempio: «Vi castigo! Sei castigato, popolo mio!». Oppure si serve del profeta per parlare al popolo tremebondo perché sotto il peso di un padrone pagano, e il profeta Neemia dice: Dio è più forte, è il signore di tutto, perciò «non vi rattristate, perché la gioia del Signore è la vostra forza» (Neemia, 8,10). Sta parlando di Dio che porta il bene, la bellezza, la bontà, nel quale il popolo trova l’energia per giudicare ciò che accade.
Quando un popolo sta attraversando un momento brutto o penoso della propria storia, esso può dare un giudizio su ciò che è giusto o no nella misura in cui viene educato: se è educato, se ha un cammino guidato, se è indirizzato, allora seguendo i suoi maestri può dire di sì o di no a evidenze storiche — storicamente chiare —. In questi tempi il Papa ha motivi adeguati per dire di no alla guerra, anche se la guerra è fatta da gente che dì per sé avrebbe ragione di farla; perciò teniamo presente quello che dice il Papa, perché il giudizio spetta a persone che sono state educate a considerare quel che accade dal punto di vista della legge di Dio e della memoria del popolo. Giovanni Paolo II, dopo avere detto che è sbagliato fare la guerra — sbagliato perché non c’è motivo adeguato —, ha aggiunto: «Dio vi giudicherà», che è un modo per mettere in guardia chi ha un compito di responsabilità storica per il futuro del mondo (questo è il motivo per cui proviamo innanzitutto una profonda pietà per chi si è assunto la terribile responsabilità della guerra).
Certamente mia mamma non avrebbe mai indicato come ragione in favore della guerra quella che portano i suoi sostenitori. Ma neppure avrebbe seguito coloro che vi si oppongono per un calcolo di politica contraria; osservando gli uni e gli altri, mia mamma avrebbe concluso: «Preghiamo il Signore affinché ci aiuti Lui». E questo giudizio l’avrebbe lasciata tranquilla — non perché indifferente, ma perché certa che Dio è il signore di tutto, che tutto conduce a un destino di bene — di fronte a qualunque grave momento della storia.
* fondatore di Comunione e liberazione

Vedi anche quest’articolo di Tempi

Je suis Factum

0

Senti dire rispetto a quanto successo in Francia che è colpa nostra, dell’occidente, si fanno manifestazioni, tutti quanti a dire, Je suis Charlie Hebdo.

No, non lo sono, non sono la reazione a qualcosa, non sono le colpe dell’occidente, non sono la satira a volte blasfema di Charlie Hebdo, non sono la risata che vi seppellirà, perché la vita è seria, anzi drammatica.

E solo dicendo e approfondendo chi siamo, che cosa desideriamo, cosa in fondo ci rende contenti che tutto questo si quieterà, come la tempesta nella Pastorale di Beethoven.

E’ una guerra religiosa? Vedo poca religione e molta ideologia.

Una prova di questo: da quello che si è visto in questi giorni, da tutti i protagonisti nel bene e nel male può nascere una preghiera profonda e calma come questa? La dedico alle vittime e a chi le ha provocate.

Preghiera dell’incenso

della tradizione Copta

O Re della pace, dacci la tua pace e perdona i nostri peccati.
Allontana i nemici della Chiesa e custodiscila, affinché non venga meno.
L’Emmanuele nostro Dio è in mezzo a noi nella gloria del Padre e dello Spirito Santo.
Ci benedica e purifichi il nostro cuore e risani le malattie dell’anima e del corpo.
Ti adoriamo, o Cristo, con il Tuo Padre buono e lo Spirito Santo, perché sei venuto e ci hai salvati.


Permettetemi un altra citazione:

“Viviamo infatti in una società in cui quell’esigenza di fondo, che emerge inevitabilmente dentro ogni uomo e che si può definire senso religioso, non solo non è presa in considerazione da tutte le culture diverse da quella cristiana, ma anzi viene censurata e repressa. Se infatti c’è oggi un desiderio umano radicalmente oppresso, questo è proprio il senso religioso.

E sarebbe forse interessante fare delle ricerche per studiare quali danni e deviazioni derivino da tale repressione alla psiche dell’uomo moderno.

Sempre a causa di questa censura, la Chiesa – anche quando viene accolta come una presenza di cui comunque tener conto – è vista o come centro di potere politico o come centro di potere culturale e sociale o come pulpito di richiamo etico mentre invece è nata e miracolosamente permane nella storia per questo solo scopo: dare risposta esauriente e definitiva al bisogno religioso dell’uomo, che è il suo bisogno fondamentale.” L.G. 1976

i fiori sono buoni in principio

2

 Stiamo arrivando al Natale, un nuovo inizio nella storia dell’umanità, un nuovo inizio nella mia vita, c’è sempre un qualcosa di buono in un inizio, si rinnova il senso delle cose, si è più vicini a come sono state pensate e volute, come in un amore all’inizio non ci sono i se, i ma, le fatiche, i dolori, c’è il cuore che batte.

“Io sono esattamente ai loro antipodi. Io sono molto più sicuro del fatto che le cose sono buone in principio, piuttosto che andranno bene alla fine. Questo mosaico di cose, questa carne, queste pietre sono cose buone; di tutto ciò sono più sicuro di quello che sono capace di esprimere. Ma dire ciò che accadrà a tutte queste cose, significa addentrarsi nel dogma e nella profezia. Quello che dico è, certamente, solo l’espressione dei miei sentimenti, non riguarda neppure ciò che professo con la mia fede ragionata. Basandomi sui miei soli istinti, io non sarei mai in grado di dire quale sarà la fine di questo mondo materiale, che penso sia così meraviglioso. Perché tutto ciò che so è che, letteralmente e non figurativamente, verrà fatto un fascio di tutte le erbacce perché siano bruciate e che l’albero giacerà lì dove cadrà. Sono un agnostico, come la maggior parte delle persone che hanno una teologia positiva. Ma affermo, con la massima sincerità, che gli alberi e i fiori sono buoni in principio, qualunque cosa accada loro alla fine; che le vite umane sono buone in principio, qualunque cosa accada loro alla fine. La moderna e ordinaria opinione progressista afferma che l’universo è cattivo, ma certamente migliorerà. Io dico che è sicuramente un universo buono, anche se peggiorerà. Io dico che gli alberi e i fiori, le stelle e i sessi, sono buoni all’origine, non solo alla fine. In Principio la potenza indicibile creò il cielo e la terra. In principio Egli li guardò e vide che erano cose buone.” Chesterton

 

Deve essere un virus, molti citano Chesterton in questo periodo.

Il tuo nome è qualcuno

0

Non avevo mai pensato a questo ma la frase qui sotto mi ha fatto comprendere che tra i nulla e l’essere c’è, come ben dice la Treccani, una scelta compiuta per un libero atto della volontà.

E questa scelta all’origine ti distingue da quello che hai intorno, questa scelta si evidenzia in un nome, con due conseguenze: se hai un nome è per tutti, e senza gli altri il nome, la scelta, la preferenza non esisterebbero.

Qualcosa diventa qualcuno, attraverso una preferenza, con e per gli altri.

Come a Natale dove comincia una storia…

 

 

«C’era il nulla, il nulla di tutto, ma, più puntualmente, il nulla di te e di me:

la parola “elezione” segna il limite, la soglia, tra il nulla e l’essere.

L’essere fiorisce, dal nulla, come scelta, come elezione:

non esiste altra condizione proponibile, non esiste altra pensabile premessa.

Questa scelta e questa elezione sono la pura libertà del Mistero di Dio in azione,

la libertà assoluta del Mistero che si esprime»

«Il Mistero di Dio, che si esprime come libertà nella scelta o nella elezione,

vibra, può e deve vibrare, con timore e tremore, con umiltà assoluta, dentro la preferenza umana,

perché la preferenza umana è l’ombra della scelta della libertà di Dio» L.G.

C’è sempre una preferenza per un nome, due filmatini per documentare questo, per il secondo magari anche solo il primo minuto, è la storia di uno senza memoria e quindi senza nome.

Quelli che hanno i diritti dritti

0

 Post con musica si prega di attivare il box a lato per ascoltare il ritmo.


Quello che si dice certo che Dio non esiste perché la sua idea di Dio è più forte della sua esistenza*. Oh yeah


Quello che è così certo della sua idea di diritti che non rispetta il Diritto. Oh yeah


Quello che è così omofilo che da dell’omofobo a tutti. Oh yeah


Quello che è così violento da non permettere che gli altri possano pensare diversamente, anzi che possano pensare, anzi che possano, anzi. Oh yeah


Quello che scrive su Internet ovunque, in tanti luoghi, con tanti commenti, con tanti messaggi, con tanti post ma dicendo solo una cosa e quella cosa non l’ha pensata lui. Oh yeah


Quello che cita Popper “Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti.” ma non cita Popper “ La società aperta è aperta a più valori, a più visioni del mondo filosofiche e a più fedi religiose,”. Oh yeah


Quello che pensa che il genere umano è uno, che i sessi sono due, anzi tre , anzi 5, anzi 55, però non li ha creati nessuno. Oh yeah


Quello che ha uno psicologo per spiegare le sue idee, quello che fornisce psicologi a chi diffonde le sue idee. Oh yeah


Quello che afferma che noi siamo quello che mangiamo e nello stesso tempo rifiuta la reincarnazione dei cannibali. Oh yeah


Quello che è contro la cattiva alimentazione, tanto che diventa cattivo, avariato. Oh yeah


Quello che è così nel giusto che non capisce gli altri. Oh yeah


Riassumendo per esempio c’è quello che pensa che le abbreviazioni degli SMS impediscono lo sviluppo dell’intelligenza solo xè nn i capisce, la sua idea è giusta, ha pure uno psicologo che lo conferma e se è violento nel difendere questo è solo perché gli altri sono intolleranti, e se trova su Internet qualcuno che non la pensa così ha il dovere di insulto, perché gente così non ha nessun diritto e non sarà certo lui a darglielo. Oh yeah


 

* (minuscolo perché vale in entrambi i casi sia di chi afferma che di Dio)
A questo punto fermare il primo box e ascoltare lo psicologo qui sotto. Oh yeah

A noi

0

 Anche se non siamo Cardinali penso che le dica anche per noi queste cose.

 

“E mentre siamo così, convocati, “chiamati a Sé” dal nostro unico Maestro, vi dico ciò di cui la Chiesa ha bisogno: ha bisogno di voi, della vostra collaborazione, e prima ancora della vostra comunione, con me e tra di voi. La Chiesa ha bisogno del vostro coraggio, per annunciare il Vangelo in ogni occasione opportuna e non opportuna, e per dare testimonianza alla verità. La Chiesa ha bisogno della vostra preghiera, per il buon cammino del gregge di Cristo, la preghiera – non dimentichiamolo! – che, con l’annuncio della Parola, è il primo compito del Vescovo. La Chiesa ha bisogno della vostra compassione soprattutto in questo momento di dolore e sofferenza in tanti Paesi del mondo. Esprimiamo insieme la nostra vicinanza spirituale alle comunità ecclesiali, a tutti i cristiani che soffrono discriminazioni e persecuzioni. Dobbiamo lottare contro ogni discriminazione! La Chiesa ha bisogno della nostra preghiera per loro, perché siano forti nella fede e sappiano reagire al male con il bene. E questa nostra preghiera si estende ad ogni uomo e donna che subisce ingiustizia a causa delle sue convinzioni religiose.” Papa Francesco

Fango

0

C’è la storia del panettiere che ripulisce il negozio, riattiva le macchine in trentasei ore e subito si mette a panificare gratis per gli alluvionati. Ci sono i cuochi delle mense che cucinano e scendono per strada a distribuire viveri di persona, nelle case degli alluvionati impossibilitati a spostarsi.

Ci sono le storie di “solidarietà di condominio”, gente che fino al giorno prima si diceva a mala pena “buongiorno” e ora si ritrova ad aiutare, ospitare e sfamare altri vicini meno fortunati. Una mia infermiera mi dice: «C’è voluta l’alluvione per diventare amici!». Oggi nella lettera di uno studente che ha avuto la nonna morta nell’alluvione leggo: «La fine di tante acrimonie familiari è forse il dono che lei ha voluto farci da lassù».

Ci sono le storie dei cosiddetti “angeli del fango”, quelli che ti hanno aiutato anche nel buttare via la roba dicendoti: «Signora ci penso io, lo so che a lei fa male il cuore». Ci sono le storie di tutti quelli arrivati dai paesi vicini, organizzati con vanghe, secchi, idropulitori, stracci. Spedizioni di pullman pieni di gente e pieni di viveri. Storie infinite. (Martina Mureddu)

Da La Terra Santa e altre poesie, III
ho vissuto dieci anni nella giungla odorosa,
ero una rosa dormiente
ferma su una panchina ad aspettare
che un soffio di vento sanasse le piaghe dell’anima,
coglievo l’erba come si colgono i fiori
non piangevo ma guardavo fiduciosa il cielo bianco di Affori
sperando che apparissero le stelle,
a volte guardavo un folle negli occhi
e vi trovavo scolpita l’umanità che avevo perduta,
questa era la verità dell’o.P.,
questa fu la luce della mia anima inerte
che come un ferro rovente mi trapassò da una parte all’altra
ma era una giusta risoluzione dei miei destini
perché da una stazione imbrattata di fango
si può partire verso le vie del cielo

Alda Merini

 

Go to Top