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Il tempo di piantare

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Qualche volta devo battere la mia pigrizia nello scrivere, qualche volta succedono cose che vanno ricordate, qualche volta succedono cose per ogni volta, ogni volta che guarderò un amico mi ricorderò di quello sguardo,  quello tra i padri, il vecchio e il nuovo.

Abbraccio

Per ogni cosa c’è il suo momento, il suo tempo per ogni faccenda sotto il cielo.
C’è un tempo per nascere e un tempo per morire,
un tempo per piantare e un tempo per sradicare le piante.

[ …]

Un tempo per gettare sassi e un tempo per raccoglierli,
un tempo per abbracciare e un tempo per astenersi dagli abbracci.

[ …]

Che vantaggio ha chi si dà da fare con fatica?
Ho considerato l’occupazione che Dio ha dato agli uomini, perché si occupino in essa.  Egli ha fatto bella ogni cosa a suo tempo, ma egli ha messo la nozione dell’eternità nel loro cuore, senza però che gli uomini possano capire l’opera compiuta da Dio dal principio alla fine.  Ho concluso che non c’è nulla di meglio per essi, che godere e agire bene nella loro vita;  ma che un uomo mangi, beva e goda del suo lavoro è un dono di Dio.  (Ecclesiaste 3)

Queste parole mi sono venute in mente vedendo quei pochi spezzoni di video in cui  i due Papi  si accoglievano, si volevano bene, si inginocchiavano davanti alla Madonna Nera voluta lì da un altro Papa. Quale vantaggio abbiamo dalla vita se non per avere questo “godere e agire bene”, ma questo è un dono di Dio che possiamo ammirare, vedere e desiderare.

Ora non si può più chiedere che ci dia dei maestri, ci sono, ci sono stati, si può solo domandare che ci tenga sulla buona strada, che ci renda lieti e liberi, è “il tempo per piantare”.

One Stage One World

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Un mio collega mi ha invitato, dicendomi che era un occasione unica: due gruppi storici che per celebrare i 40 anni si riunivano e suonavano insieme.

Mi informo e a leggere quello che dicono i protagonisti qualcosa di interessante c’è:
«… c’è chi dice anche che siamo stati la colonna sonora della loro vita. Gen Verde e Gen Rosso hanno fatto percorsi differenti artistici e professionali. Ed è stata anche la loro ricchezza, che ora viene esaltata sul palco»

Allora vado, un po’ stanco dalla giornata intensa ma curioso di sentire questa colonna sonora, di sentire l’espressione di quello che vivono questi miei amici/colleghi, con in mente quello che è stato Claudio per noi.
Un po’ di nebbiolina fa da compagnia all’ingresso del Palaisozaki, un sacco di gente in quell’enorme ingresso entra, si saluta, e non corre anche se sono in ritardo.  Ancora più gente all’interno almeno 8000/9000 persone, trovo i miei amici e mi fanno posto tra loro, così ho l’occasione di conoscere le loro mogli, (chissà perché di un collega l’ultima cosa che conosci è la moglie).

E’ come quando si va a casa di familiari, non è casa tua ma è come se lo fosse, noto che hanno il loro modo di stare insieme e di farsi compagnia, e li vedo contenti, c’è un buon clima.

Il concerto inizia il volume è alto e il sonoro non è dei migliori, non si capiscono lo parole, difetto che verrà un po’ corretto nel corso del concerto, è uno spettacolo non solo musicale ma c’è anche una ricerca scenografica e le canzoni vengono descritte attraverso la danza, bravi musicisti e bravi i cantanti sopratutto la graziosa coreana che mi è rimasta in mente. Su molte cose la differenza di sensibilità si vede, ma a fare da contraltare a questa differenza ci sono tutte le persone che sono lì.

Sono loro la cosa più bella, anche nello spettacolo viene detto, non ci sarebbe nessuno di loro se non ci fosse stata Chiara, è da lei che è nato questo popolo, questa gente che ha scoperto la presenza di Gesù nella loro vita attraverso l’incontro con Chiara, che gli ha trasmesso un modo di vivere più umano e più bello e che continua dopo la sua morte.

Mi ricordo delle parole di Giussani dopo la strage di Nassirya "La paura o il disprezzo della Croce di Cristo non farà mai partecipare alla gioia di vivere all’interno di una festa popolare o di una espressione familiare." qui era evidente che ero in mezzo a una festa.
 

" La differenza tra gli scribi e il cristianesimo la vediamo in questi giorni [..] in modo spettacolare, perché quello che rimane non sono i discorsi, non sono dei testi – che, fra l’altro, non c’erano ancora! –: rimane la Sua presenza, che prolunga nel presente ciò che c’era stato all’inizio." J.Carron

Chiara un anno dopo.

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Un omaggio a Chiara, pensando all’affetto che ho verso i miei amici, Stefano, Fausto, Giacomo,  Giorgio e altri…

Consigli ai naviganti

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Uno sta qui a pensare perchè è un po’ che non posta e si fa delle domande sui Blog che chiudono, su quelli che rimangono aperti ma non aggiornati, su cosa scrivere perchè sia utile a me e alle persone che ho intorno, a quelle con cui dicimolo si è sviluppata un amicizia via Web, che neanche fosse un veggente il Santo Padre manda un messaggio al mondo della comunicazione dove parla di Internet e amicizia.
Lascio a lui la parola, Ubi maior… (e non parliamo di peso)

occhio x occhio

"…I giovani, in particolare, hanno colto l’enorme potenziale dei nuovi media nel favorire la connessione, la comunicazione e la comprensione tra individui e comunità e li utilizzano per comunicare con i propri amici, per incontrarne di nuovi, per creare comunità e reti, per cercare informazioni e notizie, per condividere le proprie idee e opinioni. …"

".. Questo desiderio di comunicazione e amicizia è radicato nella nostra stessa natura di esseri umani e non può essere adeguatamente compreso solo come risposta alle innovazioni tecnologiche. Alla luce del messaggio biblico, esso va letto piuttosto come riflesso della nostra partecipazione al comunicativo ed unificante amore di Dio, che vuol fare dell’intera umanità un’unica famiglia. Quando sentiamo il bisogno di avvicinarci ad altre persone, quando vogliamo conoscerle meglio e farci conoscere, stiamo rispondendo alla chiamata di Dio – una chiamata che è impressa nella nostra natura di esseri creati a immagine e somiglianza di Dio, il Dio della comunicazione e della comunione."

"Amare è, infatti, ciò per cui siamo stati progettati dal Creatore. Naturalmente, non parlo di passeggere, superficiali relazioni; parlo del vero amore, che costituisce il centro dell’insegnamento morale di Gesù: "Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza" e "Amerai il tuo prossimo come te stesso" (cfr Mc 12,30-31). "

"La nuova arena digitale, il cosiddetto cyberspace, permette di incontrarsi e di conoscere i valori e le tradizioni degli altri. Simili incontri, tuttavia, per essere fecondi, richiedono forme oneste e corrette di espressione insieme ad un ascolto attento e rispettoso. Il dialogo deve essere radicato in una ricerca sincera e reciproca della verità, per realizzare la promozione dello sviluppo nella comprensione e nella tolleranza. La vita non è un semplice succedersi di fatti e di esperienze: è piuttosto ricerca del vero, del bene e del bello. Proprio per tale fine compiamo le nostre scelte, esercitiamo la nostra libertà e in questo, cioè nella verità, nel bene e nel bello, troviamo felicità e gioia. Occorre non lasciarsi ingannare da quanti cercano semplicemente dei consumatori in un mercato di possibilità indifferenziate, dove la scelta in se stessa diviene il bene, la novità si contrabbanda come bellezza, l’esperienza soggettiva soppianta la verità."

Penso di avervi invogliato a leggerlo tutto qui.

Bambini

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Un bambino ha pregato per la sua mamma malata grave:
"Signore, guarisci la mia mamma"

Il Signore ha voluto la sua mamma con sè.

Dal diario del bambino: "Signore, hai visto com’è bella la mia mamma"

 

E’ accaduto, non è una favola.

mamma

E l’ultima?

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Ci sono donne che sanno far felice un uomo….

Immag120

E altre…

Immag121

la seconda strofa

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"Quanto canto popolare potrebbe risorgere, se una educazione del cuore della gente diventasse orizzonte di azione dell’Onu, invece che schermaglia di morte – favorita da quelli che dovrebbero farla tacere – tra musulmani ed eredi degli antichi popoli, ebrei o latini che siano. E questa sarebbe la vera ricchezza della vita di un popolo!
Se ci fosse una educazione del popolo, tutti starebbero meglio.
La paura o il disprezzo della Croce di Cristo non farà mai partecipare alla gioia di vivere all’interno di una festa popolare o di una espressione familiare." L.G.

In un mio vecchio post (la terza strofa) parlai di come il potere tagliava le canzoni napoletane, riducendole a due strofe più il ritornello, perdendo la parte più significativa.
A Bivigliano abbiamo fatto esperienza di un ulteriore taglio che è avvenuto a nostra insaputa nello stare insieme, nel non riuscire ad arrivare alla seconda strofa. Si partiva per cantare una canzone poi ci si interrompeva alla seconda strofa perchè non la si ricordava più o non si era sicuri di come fosse. Siamo così, si canta poco insieme, oggi le canzoni fatte per essere cantate insieme sono solo quelle scritte per gli stadi, se notate qusi tutti i cantanti hanno una canzone fatta per questo scopo ma non è espressione di un popolo come potevano essere le canzoni degli alpini o quelle di Chiesa.

Ma la voglia di stare insieme era tanta e superò brillantemente tutte queste difficoltà, se non si sa la seconda strofa si cantano tanti ritornelli con le prime strofe, e la festa continua.

E a chi mi chiederà come è stato questo Bivigliano 2 dirò "una festa" con tanto di festeggiati: i cogniugi Yensid, senza di loro non ci saremmo trovati, se non ci fosse stato il loro desiderio di fare del loro viaggio di nozze una festa, di rinunciare ai posti esotici e a stare da soli, non l’avremmo fatta.

Com’è rivoluzionario il loro modo nel vivere il sacramento che li unisce, un altra cosa rispetto alla mentalità che abbiamo intorno, e ha già iniziato a dare i suoi frutti. E’ questo che cambia il mondo, ci possono togliere anche la prima strofa ma se il ritornello è Cristo non possono togliere la festa.

Me li vedo tra qualche annetto con tre o quattro pargoli che gli ballonzolano intorno:
– come è stato il vostro viaggio di nozze?
– una "festa".
– perchè non ci avete chiamato? Anche noi vogliamo la "festa".

Oh when the Saints go marchin’ in
Oh, quando i Santi marceranno
O I want to be in that number
Voglio essere uno di loro

 

Chiuso per ferie

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Esercitiamoci è aggiornato, nihil sperò farà la sintesi, io vado in ferie una settimana.

Scatoletta

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Sono tornato dopo tre giorni in montagna con un po’ di amici, vacanze vissute insieme. Insieme si iniziava la giornata con la colazione e la preghiera, insieme si facevano le attività anche le più libere, insieme alla fine ci siamo chiesti una verifica di come erano stati vissuti questi giorni.
Per me è stato un allargamento della vista, e noi possesori di occhiali lo conosciamo bene il fenomeno, quest’anno non ho portato con me dubbi e incertezze ma un po’ di stanchezza e fatica accumulata, e fin dai primi momenti si è presentata questa senzazione: di aver vissuto come in una scatoletta in cui c’era si tutto ma l’orizzonte era piccolo.
Aiutato a guardare da fuori della scatoletta, molte cose, anche quelle dentro si vedevano meglio e con minor fatica, come mettendo un paio di occhiali. E la minor fatica era quella che altri facevano per te. Che strana compagnia questa, conoscendo le persone lo vedi, gente che grida il suo cambiamento con entusiasmo come Cuoredipizza, oppure chi sai che sta vivendo male ed è comunque lì a cercare questo Altro che lo può cambiare, e chi come me che nella sua fatica è stato salutato da più persone di quelle che ha salutato di sua iniziativa.

melezetQuesto l’ho scattato durante la visita al museo diocesano di Melezet.,
è sulla parte posteriore di un polittico, quella parte che non si vede normalmente.

«C’è bisogno di riscoprire che Gesù Cristo
non è una semplice convinzione privata o una dottrina astratta, ma una
persona reale il cui inserimento nella storia è capace di rinnovare la vita di tutti».
Benedetto XVI, Sacramentum Caritatis

Salone del Libro

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Come si legge dai miei post, non sono capace di fare le cronache di cos succede, preferisco far notare dei momenti, dei piccoli segnali che avvengono.
Domenica dedicata al salone del libro, ci sono un paio di incontri a cui tengo, per cui si va.
Il titolo e il tema sono interessanti (vero Marta?):
La bellezza salverà il mondo?
(La domanda che un personaggio dell’Idiota pone al principe Myskin, protagonista del romanzo di Dostoevskij implica una sfida: misurarsi con la Bellezza, riuscire a metabolizzarla significa avviare dentro di noi una metamorfosi spirituale, il tentativo di raggiungere una sfera superiore di conoscenza e di autocostruzione.) il seguito qui
Non sono molto d’accordo sul superiore, perchè vuol dire staccare la terra dal cielo, il Segno dal Mistero, ma così è la presentazione del tema.
Coda per entrare, evitata :), coda per prendere il biglietto dell’incontro, fatta (20min), un incontro dopo 45 minuti dall’apertura segna il tutto esaurito, dico per fortuna non è il mio, e dopo un caffè ci si tuffa in mezzo ai libri, mi viene in mente Nihil, e il suo TP (ma dove l’hanno messo?).

Ore 13:00 Sala Blu
Intervengono: Heinrich Pfeiffer e Gian Maria Vian
La bellezza svelata. La Cappella Sistina. Presentazione del libro.
Grandissimo Pfeiffer, una scoperta notevole, ha anche un po’ smazzolato il direttore dell’Osservatore Romano molto professionale e poco comunicativo.
Mi sono annotato questa chicca: "Nella religiosità odierna, sacrificato l’occhio è rimasto solo l’orecchio, c’è quello che si "sente" e non c’è più quello che si vede, quello che hai di fronte"
Ho visto il libro lo consiglio ha chi ha la borsa più larga della mia (130€). Altro qui.

Gironzolo per la fiera fino alle 15:20, alle 15:30 ho l’incontro con Magdi Allam e il suo nuovo libro "Grazie Gesù".
Arrivo davanti alla Sala dei 500 e c’è un po’ di ressa, aspettimamo…
Dopo un po’ dei tipi nerboruti ci fanno allontanare dall’ingresso, e ci mettono dietro una barriera, aspettiamo…
Dopo mezzora verso le 16 la gente è spazientita, anche perchè non ci danno notizie, inizia a rumoreggiare, qualche urlo, aspettiamo…
Altri 10 minuti e la gente inizia ad urlare "Fuori, fuori" l’incontro prima non è teminato, ed era l’incontro che dava il tutto esaurito alla prenotazione. Vista la velocità della coda penso che non era possibile esaurure tutti i posti in tre quarti d’ora evidentemente erano stati dati via prima dell’apertura. Aspettiamo…
Leggo il programma dell’incontro che non è finito: Mani sporche… Se li conosci li eviti
Intervengono: Gianni Barbacetto, Luigi De Magistris, Peter Gomez, Michele Santoro, Marco Travaglio esce quest’ultimo sorridendo e si becca un coro "Buffone, buffone", chissà perchè è uscito un sorriso anche a me, aspettiamo…
 E’ passata un ora e si entra, l’organizzazione si scusa:
"Notoriamente è vero che quando alcuni italiani hanno in mano il microfono non lo vogliono mollare"
In effetti l’incontro prima era iniziato con mezz’ora di ritardo, perchè c’era gente che voleva entrare senza biglietto, però un altra mezz’ora l’hanno usata per altro, e queste sono le persone che ci fanno la morale…

Poi grandissimo Allam, anche se ritengo che scriva meglio di come parli, le testimonianze di conversione come la sua, sono tra le cose che mi attirano di più, se uno a 56 anni cambia la sua vita, e sceglie quella che seguo anch’io da tempo, le sue ragioni mi interessano, per rivivere le mie, il coraggio di quest’uomo è esemplare, innegabile.
 
Così l’ha descritta qui, e qui altri link e altro…

Grazie Gesù
"Certamente ci vorrà del tempo affinché questa adesione alla fede in Gesù sia sempre più piena e partecipe. Mi sento come un bambino che sta sperimentando i primi passi della sua nuova vita cristiana. Ma la voglia di camminare e di correre da cristiano è tanta! Grazie Gesù." M.Allam

Alla fine non ha fatto fare domande al pubblico, si è scusato, non voleva rubare del tempo, dopo c’è un altro incontro…

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