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gusto

Meditazione del giorno

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Sant’Agostino (354-430), vescovo d’Ippona (Nord Africa) e dottore della Chiesa
Discorso 103, 1,2,6 : PL 38, 613, 615 (Nuova Biblioteca Agostiniana)

« Una donna, di nome Marta, accolse Gesù nella sua casa »

“Ogni volta che avete fatto qualcosa a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, lo avete fatto a me”. (Mt 25, 40)…O Marta, sia detto con tua buona pace, tu, già benedetta per il tuo encomiabile servizio, come ricompensa per questa tua fatica domandi il riposo. Ora tu sei occupata in molte faccende, vuoi ristorare dei corpi mortali, sia pure di persone sante, ma quando sarai giunta alla patria, vi troverai forse pellegrini da accogliere come ospiti? Vi troverai forse affamati cui spezzare il pane? Assetati cui dar da bere? Malati da visitare? Litigiosi da mettere d’accordo? Morti da seppellire? Lì non ci sarà nulla di tutto ciò.

E allora che cosa ci sarà? Ciò che ha scelto Maria; lì saremo nutriti, non daremo da mangiare. Lassù quindi vi sarà completo e perfetto ciò che Maria ha scelto quaggiù; raccoglieva le briciole da quella ricca mensa, cioè dalla parola del Signore. Orbene, volete sapere quel che vi sarà lassù? Il Signore stesso afferma dei suoi servi: « Io vi assicuro che li farà mettere a tavola e passerà lui stesso a servirli » (Lc 12, 37).

Buon compleanno

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Il tiramisù di compleanno di mia figlia 🙂

Buon Compleanno

Scroccafusi (la vera ricetta)

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Ho trovato molte ricette con questo nome,
ma nessuna descriveva quelle frittelle di Carnevale
che si mangiavano a casa mia nelle Marche.
Mia Zia Tuda aveva riportato la ricetta
sul suo quaderno di cucina a uso e consumo di noi nipoti. 
Rendo onore al torto che Internet fa alla mia famiglia e ai miei ricordi
proponendo la ricetta originale corredata da alcune foto odierne.

ll nome di questi dolci deriva dalla forma e dal fatto che sono croccanti.

Altre ricette che trovate in rete danno la forma rotonda
o quadrata quindi pur fregiandosi del nome 
Scrocca-fuso evidenzano la ricetta di un altra cosa, diffidate quindi 🙂

Scroccafusi2

Il fuso è simile alla losanga, ma più allungato.
Simboleggia 
sapienza e lavori femminili

Quattro fusi possono essere attestati a costituire una croce.

Gli ingredienti sono:
3 uova
4 cucchiai di zucchero
2 cucchiai di olio di oliva
la grattata della buccia di un limone
un pizzico di sale
un paio di cucchiaini di semi d'Anice
farina q.b.
(io ne ho usata circa 400 g)

Si sbattono le uova con lo zucchero, il limone, il sale e l'Anice,
si aggiunge la farinia fino a formare una pasta
che si possa tirare con il mattarello.
Si stende fino ad avere uno spessore
leggermente più alto delle tagliatelle (circa 3 mm).

Si tagliano a rombi di circa 4-5 cm di lato
e si friggono in abbondante olio,
si gonfieranno al centro.
Una volta dorati si fanno scolare su carta paglia
infine si spolverano di zucchero a velo.

Gnam!!

Scroccafusi

Costanzo, le tartarughe e il gusto

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A volte nell’accostare le cose che capitano nella giornata si scopre una trama per un piccolo salto di conoscenza, uno le cose le giudica subito magari poi impiega un po’ a razionalizzarle a capire perchè sono lì sotto che lavorano ancora, ma il solo fatto che mentre cammini ti ricordi di quella cosa anche stupida che hai sentito è il segno che un giudizio c’è stato e che questo non è ancora risolto, non è ancora definitivo nella tua conoscenza.

Esemplifico: ascolto l’esaltazione della Tartaruga fatta in Tv da Maurizio Costanzo, io da buon amante del genere lento mi soffermo ad ascoltare (più o meno in un intervista su Libero le aveva già dette):

Come sta trascorrendo le sue giornate di vacanza?

«In realtà sono qui al mare da soli tre giorni. Sto ultimando un libro per Mondadori. Uscirà a Natale. Si chiama “Le strategie della tartaruga”. Sa, da qualche anno colleziono tartarughe di ceramica, ne avrò un migliaio. Ho studiato questo animale, che mi affascina molto. Ci può insegnare molte cose sulla vita e sulla morte».

La tartaruga.

«Sì. Si fa i fatti propri e campa 100 anni. Di recente hanno salvato due grosse tartarughe. Prima le hanno messe nell’acquario, poi le hanno portate sulla spiaggia. Bene, una è andata a destra, l’altra a sinistra. Si sono ignorate, non hanno rapporti tra loro. Questo è il segreto. E poi hanno uno splendido rapporto con l’età: nascono già grinzose, già vecchie. Sanno come stare al mondo».

 

Tartaruga

Domenica pomeriggio faccio un salto a Golosaria, sfidando tutto quanto mi viene detto ultimamente dalla mia dottoressa, è vicino a casa e c’è un bell’incontro con autori che hanno scritto racconti sul tema "Il gusto della vita passa per una strada", tra gli altri Fabio Cavallari, che mi incuriosisce sempre per la sua visione un po’ fuori dalle righe delle cose, Paolo Massobrio il mio capitano di rotte gastronomiche con il suo fido Marco Gatti, inotre la sopresa Rita per gli splinderiani Perle Sparse un suo racconto è in questa raccolta. Rita finisce il suo intervento dicendo "Tutto qui…" lasciando immaginare che ci fosse molto altro che non osava dire.

Cito a memoria Fabio che ci ha raccontato del suo incontro con Paolo Massobrio e la sua compagnia di persone interessate al gusto della vita, raccontava della capacità che ha Paolo di trasmettere il gusto di quello che assaggiava tanto che, a Fabio, veniva fame ogni volta che finiva di leggere un suo pezzo, ma la cosa interessante è che invidiava un certo modo di stare insieme che intravedeva in quella compagnia (cum-panis e non solo 😉 ) che si era formata attorno a Paolo, anzi diceva "che voleva quella compagnia per se".  Com’è lontano il mondo corrazzato e individualista della tartaruga!

E com’è più buono questo.

Lo ammetto poi sono andato a fare "spesa":
due tome provenienti da CAREZZANO (Al): una chiamata Formaggio Patafisico, nato dall’unione di due formaggi, uno di capra e uno di pecora fatti contemporaneamente da due cagliate crude e messi nello stesso stampo. Una volta saldati, si ha un unico formaggio con la crosta fiorita, fine, profumato, e ricco di note derivate dalla fusione dei sapori e degli aromi delle due paste e l’altra affinata con aromi naturali (Nocino) con retrogusto al caffè e cioccolato (provare per credere),

il Salampatata che ho spalmato poi su crostini caldi e dei baci morbidi di nocciole e cacao ricoperti con cioccolato extrafondente chiamti "Nerissimo" il pesto di Imperia era finito e mi rimarrà come desiderio.

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