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natale

i fiori sono buoni in principio

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 Stiamo arrivando al Natale, un nuovo inizio nella storia dell’umanità, un nuovo inizio nella mia vita, c’è sempre un qualcosa di buono in un inizio, si rinnova il senso delle cose, si è più vicini a come sono state pensate e volute, come in un amore all’inizio non ci sono i se, i ma, le fatiche, i dolori, c’è il cuore che batte.

“Io sono esattamente ai loro antipodi. Io sono molto più sicuro del fatto che le cose sono buone in principio, piuttosto che andranno bene alla fine. Questo mosaico di cose, questa carne, queste pietre sono cose buone; di tutto ciò sono più sicuro di quello che sono capace di esprimere. Ma dire ciò che accadrà a tutte queste cose, significa addentrarsi nel dogma e nella profezia. Quello che dico è, certamente, solo l’espressione dei miei sentimenti, non riguarda neppure ciò che professo con la mia fede ragionata. Basandomi sui miei soli istinti, io non sarei mai in grado di dire quale sarà la fine di questo mondo materiale, che penso sia così meraviglioso. Perché tutto ciò che so è che, letteralmente e non figurativamente, verrà fatto un fascio di tutte le erbacce perché siano bruciate e che l’albero giacerà lì dove cadrà. Sono un agnostico, come la maggior parte delle persone che hanno una teologia positiva. Ma affermo, con la massima sincerità, che gli alberi e i fiori sono buoni in principio, qualunque cosa accada loro alla fine; che le vite umane sono buone in principio, qualunque cosa accada loro alla fine. La moderna e ordinaria opinione progressista afferma che l’universo è cattivo, ma certamente migliorerà. Io dico che è sicuramente un universo buono, anche se peggiorerà. Io dico che gli alberi e i fiori, le stelle e i sessi, sono buoni all’origine, non solo alla fine. In Principio la potenza indicibile creò il cielo e la terra. In principio Egli li guardò e vide che erano cose buone.” Chesterton

 

Deve essere un virus, molti citano Chesterton in questo periodo.

Il tuo nome è qualcuno

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Non avevo mai pensato a questo ma la frase qui sotto mi ha fatto comprendere che tra i nulla e l’essere c’è, come ben dice la Treccani, una scelta compiuta per un libero atto della volontà.

E questa scelta all’origine ti distingue da quello che hai intorno, questa scelta si evidenzia in un nome, con due conseguenze: se hai un nome è per tutti, e senza gli altri il nome, la scelta, la preferenza non esisterebbero.

Qualcosa diventa qualcuno, attraverso una preferenza, con e per gli altri.

Come a Natale dove comincia una storia…

 

 

«C’era il nulla, il nulla di tutto, ma, più puntualmente, il nulla di te e di me:

la parola “elezione” segna il limite, la soglia, tra il nulla e l’essere.

L’essere fiorisce, dal nulla, come scelta, come elezione:

non esiste altra condizione proponibile, non esiste altra pensabile premessa.

Questa scelta e questa elezione sono la pura libertà del Mistero di Dio in azione,

la libertà assoluta del Mistero che si esprime»

«Il Mistero di Dio, che si esprime come libertà nella scelta o nella elezione,

vibra, può e deve vibrare, con timore e tremore, con umiltà assoluta, dentro la preferenza umana,

perché la preferenza umana è l’ombra della scelta della libertà di Dio» L.G.

C’è sempre una preferenza per un nome, due filmatini per documentare questo, per il secondo magari anche solo il primo minuto, è la storia di uno senza memoria e quindi senza nome.

“Dobbiamo guardare al cuore delle cose e avere fede.”

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L’ultima battaglia si compie dinanzi alla Porta della Stalla il cui «interno è molto più vasto dell’esterno. “Sì” – disse la Regina Lucy. “Una volta, anche nel nostro mondo ci fu una stalla che ospitava all’interno qualcosa di molto, molto più grande di noi”» (Le cronache di Narnia, III,L’ultima battaglia, Mondadori, Milano, 2000, p. 268).

SANYO DIGITAL CAMERA

“Dobbiamo guardare al cuore delle cose e avere fede.” è il nostro compito, non sta a noi decidere sul Natale, è già successo duemila e più anni fa in una grotta.

Sta a noi guardare al cuore del presepe e riconoscere che la festa è già iniziata, e che c’è una grande promessa che si realizzerà.

 

 

 

La melodia del leone chiama all’esistenza tutto ciò che esiste, finché, al culmine della sua opera, vengono destati la coscienza e l’amore negli animali parlanti: «“Narnia, Narnia, Narnia, svegliati. Ama. Pensa. Parla. Che gli alberi camminino. Che gli animali parlino. Che le acque siano sacre”. Quella era la voce del leone. I bambini avevano sempre saputo che prima o poi il leone avrebbe parlato, ma quando sentirono la sua voce provarono un’emozione fortissima. […] E tutte le creature e tutti gli animali, con voci diverse, alte o basse, cupe o chiare, salutarono con queste parole: “Salute, o Aslan. Abbiamo udito e ti obbediamo. Noi siamo svegli. Noi amiamo. Noi pensiamo. Noi parliamo. Noi sappiamo”. […] “O nobili creature, io vi faccio dono di voi stessi”» (Le cronache di Narnia, I, Il nipote del mago, Mondadori, Milano, 2000, pp. 87-88).

 

 

Auguri a tutti

Buon Natale a tutti

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Che sia un buon Natale a chi mi legge, un Natale cioè vissuto bene, solo per Lui. Scusate se il Vangelo che riporto è un po’ duro mi è ritornato in mente ieri, mentre ero al presepe vivente contento, lieto e un po’ commosso del partecipare a quel gesto, pensavo che questa era un po’ la ricompensa dell’essere nella sua strada.

Prsepe Vivente 2011

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: “Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; non sono venuto a portare pace, ma una spada. Sono venuto infatti a separare ”il figlio dal padre, la figlia dalla madre, la nuora dalla suocera: e i nemici dell’uomo saranno quelli della sua casa”.
Chi ama il padre o la madre più di me non è degno di me; chi ama il figlio o la figlia più di me non è degno di me; chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me. Chi avrà trovato la sua vita, la perderà: e chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà. Chi accoglie voi accoglie me, e chi accoglie me accoglie colui che mi ha mandato. Chi accoglie un profeta come profeta, avrà la ricompensa del profeta, e chi accoglie un giusto come giusto, avrà la ricompensa del giusto. E chi avrà dato anche solo un bicchiere di acqua fresca a uno di questi piccoli, perché è mio discepolo, in verità io vi dico, non perderà la sua ricompensa”.
Quando Gesù ebbe terminato di dare queste istruzioni ai suoi dodici discepoli, partì di là per insegnare e predicare nelle loro città.

Santi Stefani

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"La celebrazione liturgica di s. Stefano è stata da sempre fissata al 26 dicembre, subito dopo il Natale, perché nei giorni seguenti alla manifestazione del Figlio di Dio, furono posti i “comites Christi”, cioè i più vicini nel suo percorso terreno e primi a renderne testimonianza con il martirio. " Da Santiebeati

Da RadioVaticana

Attentati anticristiani in Nigeria e Filippine nella Notte di Natale

Escalation di violenza a Natale in Nigeria e nelle Filippine. Attentati contro le Messe della vigilia, ad opera di estremisti islamici. In Nigeria una ventina di persone sono rimaste uccise in diverse esplosioni nella città di Jos, che segna il confine tra musulmani e cristiani; altre sei sono morte durante le celebrazioni del Natale in una chiesa cristiana nel nord del Paese, cui è stato appiccato il fuoco. Nell’isola di Jolo, arcipelago delle Filippine, invece, una bomba è esplosa sul tetto di una chiesa cattolica, ferendo sei persone all’interno, tra cui il sacerdote che stava celebrando il rito. 

Nigeria

Auguri di Natale

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Ditemi come si fa fare gli auguri di Natale quando c'è di meglio qui, poi anche qui, poi anche qui, per non parlare di qui che arrivano da tutto il mondo, e poi anche le tagliatelle sono un occasione per fare gli auguri. E gli amici di Samizdatonline.

Anche il Papa che ci invita a non farci trovare impreparati all'arrivo di Gesù.

Potrei andare avanti ancora a lungo ma manca qualcuno, già manco io.

Ma io sono Factum e domani allora è anche il mio compleanno “verbum caro hic factum est” beh allora Auguri vivete bene questo giorno, fate festa ricordando Lui e la Sua presenza qui adesso, così Lui cambia il mondo.

Qui sopra le luci di una casa che danzano al ritmo di una delle più festose musiche di Natale.

Nino Lindo

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 Dopo Santa Claus vi lascio i miei auguri
ricordando quel bimbo che ci ha cambiato, e che ci accompagna.

Bel bambino, davanti a te mi prostro,
bel bambino, tu sei il mio Dio.

Questa tua bellezza, questo tuo candore mi ruba l’anima, mi ruba l’amore.
Con i tuoi begli occhi guardami, Gesù, e solo con questo mi consolerò.
Prostrato ai tuoi piedi, colmo di gratitudine ti offro la vita e anche l’anima, o mio bene.
Non ti allontanare da me, perché senza di te cosa farò?
Quando te ne andrai portami con te.

 

Feste e Guastafeste

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Che vi devo dire a me questo video piace, sa di festa di quelle feste a cui vorrei partecipare anch’io, di quelle in cui si invita tutti pure il Guastafeste in persona, ed è lui che liberamente sceglie di non starci, di non cantare con noi, di rompere tutto. Noi che sopportiamo anche Babbo Natale. Ci ricordiamo del Festeggiato leggendo la sua storia, come fa Bob all’inizio e ci ricordiamo della nostra che continua oggi.

Buon Natale

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Questa canzone sembra non portare a nulla, con la sua frase "Voglio tornare a credere in qualunque cosa" se non fosse per quell’inno di San Bernardo musicato da Palestrina con cui inizia e termina la canzone dando così un nome a quel desiderio di credere. (E poi è il mio primo video su Youtube)

Jesu! Rex admirabilis
et triumphator nobilis,
dulcedo ineffabilis,
totus desiderabilis.

O Gesù! Re ammirabile,
nobile trionfatore,
ineffabile dolcezza,
tutto da amare.

Field of Innocence

Ricordo ancora il mondo
visto dagli occhi di un bambino,
lentamente quelle sensazioni
venivano annebbiate da ciò che so adesso.
Dove è andato il mio cuore?
Uno scambio non alla pari
con il mondo reale…

Voglio tornare a
credere in qualunque cosa e non sapere assolutamente niente.
Ricordo ancora il sole
che bruciava sulla mia schiena…
In qualche modo, sembra più caldo adesso…
Dove è andato il mio cuore?
Intrappolato negli occhi di uno straniero…
Voglio tornare a credere in qualunque cosa…

Dove è andato il mio cuore?
Uno scambio non alla pari
con il mondo reale…
Voglio tornare a credere in qualunque cosa…
Oh dove…?
Dove è andato il mio cuore?
Intrappolato negli occhi di uno straniero…
Voglio tornare a credere in qualunque cosa…

Se c’è una cosa che voglio, se c’è una cosa che vale
è abitare la tua casa, tutto il resto è banale.
E parlare con te
di quand’ero piccino
e vedevo le cose
con gli occhi di un bambino.

C.Chieffo

Attesa

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Mia figlia ha finito il liceo e ancora ci arrivano gli auguri dalla sua Ex-Scuola, li uso anche per il Blog.
 “Si squarciassero i cieli e Tu scendessi!” è il grido del profeta Isaia che descrive il cuore dell’uomo in attesa.
Ogni uomo attende: cos’è il nostro quotidiano mettere mano alla fatica, alla durezza del vivere, tra lampi di bene e d’allegria, se non l’attesa che nella realtà si compia la nostra umanità, nelle persone e nelle cose che amiamo, nei progetti che coltiviamo, nei figli a volte guardati come lo sperabile approdo della nostra sete di felicità?
E chi aspetta guarda le cose con interesse, con avidità, a volte con amore, perché da esse può balzare il fatto, l’evento risolutore dell’attesa.
In fondo all’anima, tuttavia, essa attendeva un avvenimento. Come i marinai che si sentono perduti, essa volgeva di qua e di là degli sguardi disperati, cercando in lontananza qualche vela bianca tra le nebbie dell’orizzonte. Non sapeva che cosa aspettasse, quale caso; né da qual vento questo sarebbe portato, né a qual riva condurrebbe lei; se fosse scialuppa o bastimento grande, se carico d’angosce o pieno di felicità fino alle murate”. Chi non riconoscerebbe in questo ritratto di Madame Bovary di Flaubert la propria condizione umana, la trama sottile delle sue giornate segnate d’inquietudine, di smania, di malinconia?
In questi mesi gli uomini, soprattutto in Occidente, vivono la paura di perdere la sicurezza del domani, e questo getta un ombra sull’oggi e soffoca la capacità di aspettare. E ci dimentichiamo di guardare la bellezza che, pur in tanta contraddizione, affiora nella realtà.
In questi giorni ho visto i nostri bambini disporsi sul palcoscenico del nostro teatro per dar vita alle rituali recite natalizie, tra il compiacimento e l’orgoglio dei loro cari. Bisogna però guardarla bene la bellezza di quei volti bambini e riconoscere da dove essa ha origine, di che cosa è segno: è la luce di uno sguardo che si fida della vita, delle persone care, dei giorni passati e di quelli che devono ancora venire, e soprattutto, in tanti bambini, è la luce di chi si fida di Gesù, di chi crede alla verità che sta dentro quel nome, quel canto, quelle parole recitate e offerte con tremore alle loro maestre, ai loro familiari in sala.
Io penso che la ragione semplice di questi bambini, libera da preconcetti e banalità, sia più vicina al Vero di quanto non possa esserlo la presunzione malinconica di chi pensa di sapere tutto e di aver capito il gioco. 

Sguardo

Certi incontri mi facevano trovare ancor più bello un mondo che fa crescere così, su tutte le strade di campagna, fiori a un tempo singolari e comuni, tesori fuggitivi di un giorno, fortune inaspettate” (M. Proust).
Questa bellezza non è solo una consolazione che lascia l’uomo nell’inerzia dello scetticismo e della paura, ma la fonte necessaria dell’agire umano, l’energia che lancia in una costruzione carica di speranza e di positività. Un alunno mi ha scritto in un tema: ‘ogni speranza nasce dal vedere una cosa bella’.
Cosa può ricostituire in noi uno sguardo così sulla realtà, uno sguardo che non arretra di fronte all’apparente negatività di tante cose, ma vi si immerge per una curiosità speranzosa del bene che la ragione ed il cuore, pur feriti, non possono negare o escludere?
Gesù nasce per aiutarci a ritrovare questo modo di guardare, semplice e profondo come quello dei nostri bambini, ma rinvigorito dalla consapevolezza dell’adulto che abbraccia la certezza di un Fatto reso evidente alla ragione dalla operosità affascinante di tanti Testimoni e dagli infiniti segni diffusi nella nostra storia personale e nella nostra Tradizione.
Possa Gesù Bambino renderci così liberi da ospitarlo nella nostra vita come unica ed amata sorgente di speranza per tutto quello che siamo e viviamo.
 
Buon Natale!
  
 Il Rettore
 (prof. Vincenzo Arnone )
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