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Gioia

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Lo stupore e l’eco di una gioia

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Prades

 

 

 

 


bimbaoca

 

 

 

 

 

 

 

E non capisci perché poi si alzano steccati, si inizia a vietare e a invocare rispetto…

Dato

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“Il corpo era cresciuto in una vasca d’acciaio in quella che

un tempo era stata una fabbrica d’automobili, a Cleveland. II

risultato era perfetto: alto, potente, atletico, bello. Era un negro

nel fiore della vita, con muscoli splendidi, cuore e polmoni

potenti, capelli neri crespi, occhi limpidi, una bella

bocca carnosa, e grandi mani robuste.

Come il mostro di Frankenstein, aveva ricevuto la vita da

una scossa elettrica; era uscito dalla vasca adulto e in grado

di parlare, un po’ faticosamente, all’inizio. Nell’enorme, ingombro

stanzone della fabbrica dove aveva preso conoscenza,

si era guardato intorno, euforico. Era su una barella quando,

per la prima volta, aveva sentito la forza della coscienza

avvolgere il suo essere come un’ondata e diventare il suo essere.

Si sentì stringere la gola, e poi gridò di sbalordimento…

lo sbalordimento d’essere al mondo.” MOCKINGBIRD – Walter Tevis

 

 

“Innanzitutto, per farmi capire, provoco una immaginazione.

Supponete di nascere, di uscire dal ventre di vostra madre all’età che avete in questo momento, nel senso di sviluppo e di coscienza cosi come vi è possibile averli adesso.

Quale sarebbe il primo, l’assolutamente primo sentimento, cioè il primo fattore della reazione di fronte al reale?

Se io spalancassi per la prima volta gli occhi in questo istante uscendo dal seno di mia madre, io sarei dominato dalla meraviglia e dallo stupore delle cose come di una «presenza».

Perciò il primissimo sentimento dell’uomo è quello d’essere di fronte a una realtà che non è sua, che c’è indipendentemente da lui e da cui lui dipende.

Tradotto empiricamente è la percezione originale di un dato. L.G.

Marinella e la lampadina

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Due donne che fanno l'amore per soldi, e due modi di viverle, uno sognante e distaccato, in cui la donna per avere la dignità che non ha mai avuto in vita è relegata lassù nelle stelle, ma con la tristezza di chi dura poco.

L'altra invece è più carnale, una donna vera, crudele e l'amore impossibile, buffo, comico, ma in fondo più umano. Io sto per il secondo si soffre è vero, i piedi fanno male, ma Lina è lì, e continui a volergli bene.
(un click sulla luna e c'è il secondo video) .
 


Questa è la tua canzone Marinella
che sei volata in cielo su una stella
e come tutte le più belle cose
vivesti solo un giorno, come le rose

La luna è una lampadina… attaccata sul plafone
e le stelle sembrano limoni tirati nell'acqua
e io son qui, Lina, sul marciapiede
che cammino avanti e indietro
e mi fanno male i piedi, Lina!

La luna l'è ona lampadina… taccada in sul plafon
e i stell paren limon traa giò in dell'acqua,
e mi sont chi, Lina, 'nsul marciapeè
che cammini avanti e indré
e me fann mal i pee, Lina!

Don Gius e una disincantata Mylene

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Non tutti qui in Italia conoscono Mylene Farmer ma in Francia è una star a livello del nostro Vasco, riempie gli stadi  fa cantare e commuovere la gente, anch'io sono rimasto incantato da lei un giorno in un supermercato, sui televisori in esposizione la si vedeva cantare Point de suture, lei vestita con una grande croce addosso si interrompeva per la commozione. 

I fan di questa cantante festeggiano in questi giorni i vent'anni dell'uscita del video della canzone Désenchantée, e già qui c'è una differenza io incantato e lei disincantata. Sembra un gioco di parlole ma non lo è, rimanere incantati, stupiti è vedere i colori della vita, per lei la fine è una landa grigia di ghiaccio senza colori.

Ho provato a ipotizzare un incontro tra quello che capitava negli stessi giorni del 1991, un video di Mylene che usciva e un richiamo del Don Gius a chi si era riunito per tre gioni a meditare insieme. Non so se sia cristiana Mylene di sicuro è piuttosto dissacrante anche se la figura di Cristo è ovunque nella sua opera, addirittura il palco nel suo penultimi tour era a forma di croce e qui nel video c'è un crocefisso che cade (min 5:23) e una donna che prega: barriere 

di sacralità infrante dalla rivolta. 
I suoi video dei primi anni erano dei piccoli film come questo.


Myléne Farmer Désenchantée di The-Phantom>

Traduzione: DISINCANTATA
Nuotare nelle acque torbide dell’indomani
Aspettare qui la fine
Galleggiare nell'aria troppo pesante
Dal quasi nulla
A chi tendere la mano?
Se devo cadere dall'alto che la mia caduta sia lenta
Non sono riuscita a trovare riposo che nell'indifferenza
Invece vorrei ritrovare l'innocenza
Niente ha più senso
Niente va più come dovrebbe.
Tutto è caos
A fianco dei miei ideali delle parole rovinate
Cerco un'anima che potrà aiutarmi
Sono di una generazione disincantata
Disincantata.
Chi potrà impedirmi di intendere
Quando la ragione crolla
A quale seno volgersi
Chi potrà pretendere di cullarci nel suo ventre?
Se la morte è un mistero
La vita non ha niente di tenero
Se il cielo ha un inferno
Il cielo può ben aspettarmi…
Dimmi, in questi venti contrari
Come vanno le cose
Niente ha più senso
Niente va più come dovrebbe.
 

 
Chiunque,in qualunque stato d'animo, può aderire a questo grido; anche chi ancora fosse nell'oscurità di una ricerca a tentoni o chi sembrasse camminare nelle tenebre e nell'oscurità. Il grido è l'unica cosa in cui l'umano si ricompone e si ritrova, con una sincerità che non c'è in nessun altro gesto.
La giustizia – ci insegna lo Spirito di Cristo – è la fede, è data dalla fede (cfr. Rom 1,17); che la vita abbia una consistenza è per qualcosa di più grande di noi, da riconoscere e a cui aderire.
La vita non è essere ai lavori forzati, ma essere di fronte ad una Presenza che reclama il nostro cuore. Fossi tu – amico mio – arido come pietra e Dio fosse per te una semplice parola, come eco senza significato, quello che dico è vero anche per te: non sei condannato a lavori forzati, ma sei di fronte ad una Presenza che reclama il tuo cuore. A questo anche tu sei chiamato ad arrivare e anch'io: «Questa vita che vivo nella carne, io la vivo nella fede del Figlio di Dio, che mi ha amato e ha dato se stesso per me» (Gal2,20). L.G. 1991

Ma ancora più impressionante a riguardo questo piccolo brano dell'ultima intervista del Gius.

C'è una sorta di diffidenza reciproca tra cultura laica e religiosa? 
«Da parte nostra non c'è nessuna diffidenza, ma la fondata coscienza di una situazione assai problematica che trovo espressa da una poesia di Carducci, "Su Monte Mario": fin che ristretta sotto l' equatore / dietro i richiami del calor fuggente / l'estenuata prole abbia una sola / femina, un uomo, / che ritti in mezzo a' ruderi de' monti, / tra i morti boschi, lividi, con gli occhi / vitrei te veggan su l'immane ghiaccia, / sole, calare». Un'immagine desolata… «In queste parole è segnata la fine dell' uomo. È una posizione dovuta alla negatività della concezione di cosa sia l'uomo e a uno sviluppo non completo della sua sensibilità e intelligenza». 

A meno che non ci sia quel grido…

Un attimo

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"Io vivo in mezzo a troppi cuori
io vivo dentro e vivo fuori
è tutto un attimo"

Anna Oxa canta questa canzone in un modo diverso dal solito, come se il senso della canzone quel "siete voi" mostri il suo limite, anche se il pubblico lo canta lei non è con lui ma in una amara difesa.

"Per il giovane, per il ragazzo,
che ha intravisto dall'altra parte della strada
o poco più avanti la silhouette affascinante della donzella,
c'è un istante prima di lanciarsi al suo inseguimento,
in cui dice "Che bella!".
Ecco sto parlando di quest'istante. […]
In questo chiaroscuro profondo,
quasi sul limitare del subcosciente,
si decide tutto quanto l'atteggiamento che poi assumiamo con Dio,
con il padre, con la madre, con la ragazza, con gli amici,

con il libro, con gli avvenimenti, con le piante, con la luna, con tutto."
L.G. "L'io rinasce…" pag 40

Dolore, sacerdoti e martiri

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"Io preferisco le parole sofferte scritte in queste ore da Robi Damelin, una delle madri del Parents Circle. «Tanti esperti, tante notizie, tanta violenza – scrive -. Autogiustificazioni, maledizioni e morte. Ma chi consolerà le famiglie dei morti e dei feriti, chi li convincerà che valeva la pena che le loro vite andassero perse a causa di decisioni prese da leader folli che non sono in grado neppure per un minuto di avere un pensiero originale? (…) Non possiamo continuare a mettere calce sulla ferita, dobbiamo curarla in modo da non essere costretti a prendere provvedimenti che porteranno solo altro spargimento di sangue, distruggendo ogni possibilità di riconciliazione. E allora malediciamo gli israeliani, non malediciamo i pacifisti sulla barca e non malediciamo i leader che – dopo tutto – li hanno sostenuti. Mi dispiace, ma questo gioco serve solo a farci stare meglio con noi stessi. Dov'è il contributo che possiamo offrire per cambiare questa situazione e costruire un mondo più pacifico? (…) Io credo che tutti dovremmo alzarci e chiedere ai leader del mondo di lasciarsi coinvolgere davvero in questo dramma. La smettano di prendere una parte o di accusarsi l'un l'altro, ma si impegnino a promuovere qualcosa che possa porre fine alla violenza, guardando a una soluzione duratura. Deve essere, però, una soluzione che includa un processo di riconciliazione, non solo un accordo che porterebbe a un cessate il fuoco che non è una vera pace. Lo dice Robi Damelin… nel nome di David, il mio amato figlio che ha perso la vita in questo conflitto»." qui il tutto

giallo e rosa
 

Queste forti parole ci invitano a rispondere generosamente all’invito ad “essere il Cristo” per coloro che ci circondano. Noi siamo il suo corpo adesso sulla terra. Per parafrasare una celebre frase attribuita a santa Teresa d’Avila, noi siamo gli occhi con i quali la sua compassione guarda a coloro che sono nel bisogno, siamo le mani che egli stende per benedire e per guarire, siamo i piedi dei quali egli si serve per andare a fare il bene, e siamo le labbra con le quali il suo Vangelo viene proclamato. E’ quindi importante sapere che quando noi partecipiamo così alla sua opera di salvezza, noi non facciamo memoria di un eroe morto prolungando ciò che egli ha fatto: al contrario, Cristo è vivente in noi, suo corpo, la Chiesa, suo popolo sacerdotale. Nutrendoci di Lui nell’Eucarestia e accogliendo lo Spirito Santo nei nostri cuori, diventiamo veramente il corpo di Cristo che abbiamo ricevuto, siamo veramente in comunione con lui e gli uni con gli altri, e diveniamo autenticamente suoi strumenti, rendendo testimonianza a lui davanti al mondo.
(BXVI a Cipro)     

Il 14 giugno ci saranno i funerali di Mons. Padovese testimone ucciso in turchia.

Dall'intervista con Mons. Ruggero Franceschini, 71 anni, da 6 anni arcivescovo latino di Smirne:

Cosa chiede alla Chiesa italiana e universale?

Prima di tutto la preghiera, ma una preghiera consapevole della posta in gioco, su cui non vogliamo rinunciare malgrado le difficoltà: qui è nata la comunità cristiana e qui sono avvenuti i primi concili e non possiamo abbandonare questi luoghi. Occorre una solidarietà non solo proclamata, ma attiva. Ogni anno abbiamo bisogno di aiuti per riparare qualche chiesa, e non sappiamo come fare. Poi occorre comprare un appartamento per far risiedere il prete, uno per farci vivere le suore e poi occorre che vi siano laici e sacerdoti che vengano a vivere con noi.

 

Avatar finale alternativo (dal film Carlo Magno)

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 Strana analogia di Avatar con il film su Carlo Magno.
Come si vede all'inizio della scena qui sotto l'albero Dio, che si scorge sullo sfondo (l'albero delle anime) è stato abbattuto e i Sassoni (Na'vi) si vendicano uccidendo i monaci cristiani, Carlo Magno nell'ultima scena incontra il suo nemico ma qui finisce diversamente…
(tra parentesi i riferimenti ad Avatar)

"In qualsiasi religione panteistica,
Dio si unisce all’uomo e al mondo per compiere l’ordine
del mondo, per compiere l’ordine dell’uomo,
per compiere l’armonia del tutto. È la frase che mi
son sentito dire dai bonzi a Nagoya, in Giappone,
quando sono andato a fare una conferenza coi buddisti:
«per compiere l’armonia del mondo». Allora io
ho fatto la conferenza e ho descritto il concetto di armonia
– che esaltava tutti i particolari, perfino i
capelli del capo (loro esaltano i fiori, le piante,
ma i capelli del capo no; però i capelli del capo sono
come i fiori!) –, che è in comune col cristianesimo,
che il cristianesimo capisce e afferma. Però gli ultimi
tre minuti ho detto che quest’armonia è entrata nelle
viscere di una ragazza e ne è uscito un uomo: un
uomo. Un uomo è l’armonia del tutto.
In tutte le altre concezioni questa unità di Dio con
il mondo o con l’uomo è detta in modo arido e meccanico.
È come nel dottor Schweitzer: devi dedicarti,
«devi»; come i terzomondisti del dopo concilio e del
dopoguerra: andare, sacrificarsi per l’umanità; devi
andare, non è commozione."
L.G.

Margher.it

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 Margherita Hack si è ben guardata dal fare come alcuni suoi colleghi e (se ci si passa il termine) «correligionari» i quali pretendono di affermare che uno scienziato non può credere in Dio, e che c’è contrasto tra scienza e fede. «La scienza – ha detto – non può dare risposte alla domanda sull’esistenza o sull’inesistenza di Dio. Infatti ci sono scienziati atei, agnostici e credenti. Io non credo, ma non ho una ragione scientifica per non credere. Semplicemente penso che, di fronte al Mistero dell’Universo e della Vita, l’idea di un Dio creatore sia una risposta un po’ facilona. Anch’io sono meravigliata nel constatare che da una zuppa primordiale di particelle elementari si sia sviluppata una vita così complessa. Ma mi accontento di spiegarlo con l’esistenza della materia. Sono atea, ma ammetto che anche il mio ateismo è una fede non dimostrabile».

Margherita

"Direbbe Althusser, in quel suo terribile giudizio: "La differenza tra il credere nella esistenza di Dio e il marxismo non sta in una ragione, è una pura opzione". Scelta di che? Accettare o non accettare l’Essere. Questa è una scelta che si ripropone ogni giorno, perché noi ogni mattina ci alziamo e ci poniamo di fronte alla realtà con lo sguardo spalancato, aperto, ingenuo di un bambino, pronto a dire pane al pane, vino al vino. "Sia il vostro dire sì, no; ogni altra parola viene dalla menzogna". Oppure ci alziamo con il gomito a coprire la faccia, guardinghi, per difenderci dalla realtà (accettare o meno l’Essere, la propria madre o Dio è lo stesso, la posizione è identica), accampando pretesti anche contro l’evidenza, naturalmente. " LG

Il castello dei Pirenei

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E’ la seconda volta che mi trovo faccia a faccia con questo grande quadro (anche come dimensioni) e la senzazione che ti da questa roccia che incombe, che ti cade addosso è al primo istante inquietante, poi cambia si inizia a intuire che nonostante la dimensione è leggera perchè sembra non fare fatica a stare su e nello stesso tempo povera tanto che non ci sono particolari nel castello, e l’inquietudine lascia il posto allo stupore perchè qualcuno ha costruito un castello, ha costruito sulla roccia, anche se questa roccia è sul vuoto. E il segreto è tutto qui "dal cupo oceano" sei costretto seguendo chi ha costruito ad alzare lo sguardo al cielo, e tutto si ricompone.
"Dal cupo oceano sorge la roccia-speranza" R.Magritte.

"Insomma, dobbiamo lasciare le cose, essere
liberi dalle persone: la prima impressione è che questa
povertà sia una grande insidia! Restiamo come
sospesi ad un abisso, a un vuoto: l’ultima parola
dovrebbe essere vuoto, sospesi su un vuoto.

Magritte Il castello dei Pirenei
Il risultato che la povertà invece è destinata a
portare è il contrario; la povertà non è destinata a la-
sciarci sospesi su un vuoto, ma la povertà che nasce
dalla speranza è destinata a fondare, a esaltare, a
ingrandire, a riempire tutto il mondo, che i nostri
occhi avidamente vedono, di fiducia. L’esito della
povertà che nasce dalla speranza si chiama fiducia, che
è il contrario dell’essere sospesi su un vuoto. La fidu-
cia è il contrario dell’essere sospesi a un vuoto:
è l’essere sospesi su un pieno."
© Tutti i diritti riservati – http://scritti.luigigiussani.org

Unita-mente

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Che la divisione dei cristiani sia una cosa dolorosa ma evidente è cosa risaputa, non c’è unità in politica, non c’è unità nei rapporti, insomma ci si vede la domenica in Chiesa e poi ognuno a casa sua, a meno che si faccia parte di qualche movimento o associazione o gruppo. (Grande grazia)
Uno così pensa che questa unità sia solo un desiderio che in pratica non si potrà concretizzare.
C’è la supplica di Cristo "che siano una cosa sola", che rimanda alla nostra libertà, ci sono "differenze addirittura teologiche" ha detto pochi giorni fa una esponente di una Associazione Cattolica riferendosi ad altri cattolici. 
La cosa triste è che questo incide sui rapporti personali come freno per un amicizia, l’amicizia: il mezzo con cui Cristo ha scelto di vivere nel mondo, ("Vi ho chiamato amici" Gv15,15) è sotto scacco.
Ciò nonostante lo Spirito opera, Cristo l’eterno lavoratore lavora, e la bellezza in certi volti risplende.
 
puzzle
 
Nel 1982 a Lahore, capitale del Punjab in Pakistan, ho incontrato dai missionari di Mill Hill di cui ero ospite un docente islamico laico della famosa Università islamica (la più antica nell’islam dopo quella del Cairo), il prof. Kausar Jatoi. Gli chiedo perché l’islam ha così poche società e associazioni missionarie, mentre cattolici e protestanti ne hanno molte. Eppure l’islam si diffonde molto più facilmente del cristianesimo. Risponde: "Noi musulmani siamo tutti spontaneamente missionari, perché abbiamo un senso profondo della nostra identità e della bontà dell’islam. Non abbiamo bisogno di missionari "professionisti". Tra voi cristiani non c’è entusiasmo per la vostra fede, la vivete come un fatto privato personale, quindi avete prodotto molti organismi e istituti missionari, inviati anche nelle regioni islamiche per convertire i musulmani a Cristo". Questo, diceva, indica chiaramente che la religione cristiana è straniera in Asia. E insisteva su questo concetto: "Noi non abbiamo i "missionari" stranieri, le conversioni all’islam avvengono attraverso il commercio e l’emigrazione di credenti in Allah. Inoltre l’islam crea una forte comunità fra i credenti, che protegge, sostiene e accompagna; voi cristiani siete individualisti e la comunità dei credenti in Cristo esiste solo quando andate in chiesa, poi ciascuno va per conto suo". Naturalmente ho ribattuto dicendo che il cristianesimo, specialmente oggi, è una libera adesione alla fede, mentre l’islam è una costrizione, una violenza sull’individuo. In parte Jatoi mi dà ragione ma aggiunge: "Voi mettete in primo piano l’individuo, noi la comunità e senza il sostegno di una comunità, di una famiglia, è molto difficile mantenere viva la fede". P.Gheddo tutto qui 
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