Un giorno o l'altro dovrò iniziare a scrivere una serie di post sull'ideologia nella musica leggera, ci sono cose che non mi vanno giù e visto che la musica entra nelle nostre teste e con lei i testi delle canzoni (anche quelli che non lo meritano) se riesco mi divertirò un po' scrivendole.

Ieri ero all'auditorium di Milano per un concerto di Massimo Priviero, autore che ho conosciuto qui nel web tramite amici, e ne ho scoperta un altra che non conoscevo.

Tutti sanno della vicenda di Luigi Tenco, cantautore ligure che si tolse la vita a SanRemo dopo aver cantato “Ciao amore, ciao” ma pochi sanno che il testo cantato è completamente diverso dal primo scritto, anch'io non lo sapevo e ieri sentendo la canzone ho subito pensato non è la stessa: questa è più umana, sa meno di ideologia parla di guerra e non di emigranti, c'è l'espressione “Avrei dato la vita per essere con loro” con chi partiva. Molti dicono che è stata censurata ma questa espressione non mi piace, si c'era la censura in quegli anni ma c'erano anche tanti altri tipi di potere. Era l'umanità dei soldati che era scomoda. Quella che i canti alpini fanno venire fuori. E io non sono per la guerra, anzi.

Qui potrete trovare tutti e due i testi e qui sotto l'interpretazione di M.Priviero che dicono musicalmente molto somigliante a quella fatta da Bennato all'ultimo festival, solo che quest'ultimo l'ha cantata quattro anni dopo.

Ma altre sorprese ci sono state in questo concerto, ne riparlerò.