Ho letto questo brano, e mi sono domandato quale è la posizione più giusta?
“La donna sente che sta per morire e vuole mettere ordine nei suoi affari. Ha molti soldi. Comincia a parlare: «Ho chiesto alla città di Friburgo di mandare qualcuno a trovarmi. Non è mai venuto nessuno. Sono stata membro dell’Apostolato della preghiera e vorrei donare il mio denaro a un’opera pia. Potrebbe consigliarmi?». Ne esistono così tante! Ne cito alcune, ma lei non vuole dare il suo denaro a un’associazione friburghese. Preferisce donarlo all’estero; istintivamente le domando: «Madre Teresa o suor Emmanuelle del Cairo?». Sceglie Madre Teresa e mi chiede di fare da intermediario. Chiamo un mio contatto dell’associazione Madre Teresa e spiego che una persona anziana desidera versarle sei milioni di franchi svizzeri. È una cifra astronomica. La signora muore quella settimana. Il notaio mi convoca per firmare e invia il denaro. L’assegno torna indietro con una lettera scritta in inglese, firmata da Madre Teresa. In sostanza dice questo: «Qui, a Calcutta si muore nella dignità. Da voi ci si suicida. Tenetevi i soldi». Che schiaffo! Li rifiuta! Decidiamo allora, con il notaio, di mandare il denaro a suor Emmanuelle. Ovviamente, conoscendola, so che non avrò la stessa reazione. E infatti! Non appena le arriva il denaro mi chiama: «Ho ricevuto i soldi, ma è strano, non è una cifra tonda, ci sono dei centesimi. Non è che ti sei tenuto qualcosa?». Suor Emmanuelle era una donna straordinaria, ma completamente fuori dagli schemi.” da Pittet, La perdono Padre

Il problema non sono i soldi, queste due anime ci sono da sempre nella Chiesa e qui vengono allo scoperto.

Il quesito forse è malposto occorre andare più in la, non delle due una, ma del cosa sei chiamato a fare.