Riassumerei così i punti lungo i quali si potrebbe muovere una nostra energica azione educativa:
1. Proporre Cristo come principio risolutore di ogni cosa.
2. Impegnare i ragazzi in un fare cristiano, unico modo per verificare vitalmente quella proposta che è Cristo.
3. Ridestare a prospettive di responsabilità universali, perché la prospettiva senza responsabilità è una astrazione.
4. Instillare il profondo senso della comunità.
Uno sforzo educativo che rispetti queste direttive, offre immediatamente, per esperienza già fatta, risultati insperati.
E necessario però tener presente sempre che quanto più il male è umano, tanto più la terapia deve essere un tentativo umile, illuminato dalla speranza di un grazioso incontro con una forza e un ordine che non sono in nostro potere.
Le possibilità di ripresa, quindi, saranno date assai più da una penitenza per i nostri errori, che da nostre genialità innovatrici o profetiche scoperte. LG