<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>F a c t u m</title>
	<atom:link href="http://factum.altervista.org/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://factum.altervista.org</link>
	<description>La mia liberazione non e’ nella rinuncia, sento l&#039;abbraccio della libertà in mille vincoli di gioia   Tagore</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 22:53:37 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Abbiamo tanta strada da fare – A gente come noi si conviene seguire</title>
		<link>http://factum.altervista.org/abbiamo-tanta-strada-da-fare-a-gente-come-noi-si-conviene-seguire/</link>
		<comments>http://factum.altervista.org/abbiamo-tanta-strada-da-fare-a-gente-come-noi-si-conviene-seguire/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 22:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>factum</dc:creator>
				<category><![CDATA[carron]]></category>
		<category><![CDATA[citazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://factum.altervista.org/?p=1597</guid>
		<description><![CDATA[Continuo il post precedente con la prima cosa che mi è venuta in mente dopo la prima lettura. PRANZO NATALIZIO A GRECCIO (dalla LEGGENDA PERUGINA) 1579 32. In altro tempo, venne un ministro dei frati da Francesco, che soggiornava a Greccio, per celebrare il Natale del Signore insieme con lui. I frati dell&#8217;eremo, in occasione della festa e per riguardo &#8230; <a href="http://factum.altervista.org/abbiamo-tanta-strada-da-fare-a-gente-come-noi-si-conviene-seguire/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="natale perugino" src="http://www.operasanfrancesco.it/OSF/media/perbox/sacrafamiglia2.jpg" alt="" width="254" height="211" />Continuo il post precedente con la prima cosa che mi è venuta in mente dopo la prima lettura.</p>
<p>PRANZO NATALIZIO A GRECCIO (dalla LEGGENDA PERUGINA)</p>
<p>1579 32. In altro tempo, venne un ministro dei frati da Francesco, che soggiornava a Greccio, per celebrare il Natale del Signore insieme con lui. I frati dell&#8217;eremo, in occasione della festa e per riguardo all&#8217;ospite, prepararono la mensa con cura, coprendo le tavole con belle tovaglie bianche, che avevano acquistato, e guarnendola di bicchieri di vetro. Quando Francesco scese dalla celletta per desinare, vedendo la mensa alzata da terra e allestita con tale ricercatezza, uscì senza farsi notare, prese il cappello e il bastone di un mendicante venuto là quel giorno e, dopo aver chiamato sottovoce uno dei compagni, andò fuori dalla porta del romitorio.</p>
<p>I frati non si accorsero di nulla. Si misero a tavola tranquillamente, poiché era volontà del Santo che, se non veniva subito all&#8217;ora della refezione, i frati cominciassero a mangiare senza di lui. Intanto il suo compagno chiuse la porta e rimase dentro, accanto all&#8217;uscio. Francesco bussò, e quello subito gli aprì. Entrò con il cappello sul dorso e il bastone in mano, come un pellegrino. Affacciatosi all&#8217;entrata della stanza dove i frati desinavano, egli disse al modo dei mendicanti: “ Per amore del Signore Dio, fate l&#8217;elemosina a questo povero pellegrino malato! “.</p>
<p>Il ministro e gli altri frati lo riconobbero immediatamente. E il ministro gli rispose: “ Fratello, siamo poveri anche noi, ed essendo numerosi, le elemosine che stiamo consumando ci sono necessarie. Ma per amore del Signore che hai invocato, entra, e divideremo con te le elemosine che Dio ci ha mandato “. Francesco si fece avanti e si accostò alla tavola. Il ministro gli diede la scodella, da cui stava prendendo cibo, con del pane. Il Santo prese l&#8217;una e l&#8217;altro, sedette a terra vicino al fuoco, di fronte ai fratelli che stavano a mensa in alto.</p>
<p>Disse allora sospirando: “ Quando vidi questa tavola preparata con tanto lusso e ricercatezza, ho pensato che non era la mensa dei poveri frati, i quali vanno ogni giorno a questuare di porta in porta. <em><strong>A gente come noi si conviene seguire</strong></em> in ogni cosa l&#8217;esempio di umiltà e povertà del Figlio di Dio più che agli altri religiosi: poiché a questo siamo stati chiamati e a questo ci siamo impegnati davanti a Dio e davanti agli uomini. Adesso, mi sembra, io sto a mensa come si addice a un frate “. Quelli ne arrossirono, comprendendo che Francesco diceva la verità. <strong><em>Alcuni presero a lacrimare forte, nel vedere Francesco seduto per terra e ripensando a come li aveva corretti con tanta santità e ragione.</em></strong></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://factum.altervista.org/abbiamo-tanta-strada-da-fare-a-gente-come-noi-si-conviene-seguire/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Abbiamo tanta strada da fare &#8211; The Times They Are A Changin</title>
		<link>http://factum.altervista.org/abbiamo-tanta-strada-da-fare-the-times-they-are-a-changin/</link>
		<comments>http://factum.altervista.org/abbiamo-tanta-strada-da-fare-the-times-they-are-a-changin/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 14 May 2012 22:07:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>factum</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://factum.altervista.org/?p=1592</guid>
		<description><![CDATA[Una lettera ha provocato non solo me ma molta gente. Reagisco come posso e con quello che riesco a dire. Inizio con una citazione da un libro di cui non ricordo il titolo, ma che rende l&#8217;idea. I tempi sono cambiati, ma cosa tiene nel tempo che cambia? Non può sostenere la lotta con il tempo una cosa non vera. &#8230; <a href="http://factum.altervista.org/abbiamo-tanta-strada-da-fare-the-times-they-are-a-changin/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" title="lettera scritta" src="http://us.123rf.com/400wm/400/400/olgalis/olgalis0704/olgalis070400054/864900-antica-lettera-scritta-a-mano-da-bellissimi-e-una-piuma-d-39-inchiostro.jpg" alt="" width="114" height="157" />Una <a href="http://it.clonline.org/testi-julian-carron/default.asp?id=559&amp;id_n=19550">lettera </a>ha provocato non solo me ma molta gente.<br />
Reagisco come posso e con quello che riesco a dire.<br />
Inizio con una citazione da un libro di cui non ricordo il titolo, ma che rende l&#8217;idea.<br />
I tempi sono cambiati, ma cosa tiene nel tempo che cambia?<br />
Non può sostenere la lotta con il tempo una cosa non vera.</p>
<blockquote>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Negli anni &#8217;90 i capi azienda non si dovevano preoccupare troppo di catastrofici scandali che avrebbero potuto danneggiare gravemente la loro reputazione o quella della loro azienda. Secondo una ricerca dell&#8217;Oxford Metrica, Una società di consulenza inglese, venti anni fa in media ogni cinque anni, le probabilità che un dirigente dovesse affrontare un incidente tale da mettere a rischio il proprio brand erano del 20%. Oggi, la probabilità di un tale disastro aziendale è dell&#8217;82%. In altre parole, è praticamente certo che In un periodo di cinque anni un&#8217;azienda si trovi a rispondere a una situazione che minaccia di macchiare la sua reputazione, quella dei suoi manager o dei suoi prodotti.</p>
<p style="text-align: justify;">Come molti altri rischi, l&#8217;aggravarsi di questa situazione è conseguenza della globalizzazione e delle nuove tecnologie. Al giorno d&#8217;oggi, marca e reputazione viaggiano su scala globale più velocemente che un tempo, ma subiscono attacchi con più facilità da blogger solitari, comunità di Facebook che crescono a velocità incredibile, video su YouTube e messaggi su Twitter che si diffondono in modo virale e raggiungono milioni di utenti in pochi giorni, da citizens journalist che forniscono informazioni ai media tradizionali e da tutti i tipi di nuovi media che giustamente o <strong>erroneamente</strong> <strong>possono</strong> Ora causare danni irreparabili ai prodotti, all&#8217;azienda o ai suoi leader.&#8221;</p>
</blockquote>
<p><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/1AG-NY7ujQk?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/1AG-NY7ujQk?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://factum.altervista.org/abbiamo-tanta-strada-da-fare-the-times-they-are-a-changin/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Quel Mistero che si rigenera in ogni nascita</title>
		<link>http://factum.altervista.org/quel-mistero-che-si-rigenera-in-ogni-nascita/</link>
		<comments>http://factum.altervista.org/quel-mistero-che-si-rigenera-in-ogni-nascita/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 07 May 2012 14:50:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>factum</dc:creator>
				<category><![CDATA[segnalazioni]]></category>
		<category><![CDATA[testimoni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://factum.altervista.org/?p=1588</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Tutto intorno riluce bellezza; sulle cime chiazze di neve, trame di verde in tonalità pallide risalgono i crinali e nei prati, ovunque si posi lo sguardo, fioriscono gialli sgargianti. Una giornata di sole già caldo, un vento ancora freddo; ben vestito sbuffo appena comincio ad affaccendarmi, tolgo il giubbotto e mi gela il sudore addosso. Non c&#8217;è soluzione. Il fuori &#8230; <a href="http://factum.altervista.org/quel-mistero-che-si-rigenera-in-ogni-nascita/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://factum.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/29082010008.jpg"><img class="aligncenter size-large wp-image-1589" title="29082010(008)" src="http://factum.altervista.org/wp-content/uploads/2012/05/29082010008-1024x106.jpg" alt="" width="584" height="60" /></a>&#8220;Tutto intorno riluce bellezza; sulle cime chiazze di neve, trame di verde in tonalità pallide risalgono i crinali e nei prati, ovunque si posi lo sguardo, fioriscono gialli sgargianti. Una giornata di sole già caldo, un vento ancora freddo; ben vestito sbuffo appena comincio ad affaccendarmi, tolgo il giubbotto e mi gela il sudore addosso. Non c&#8217;è soluzione. Il fuori e il dentro coincidono e posso solo rimirare la mia inadeguatezza. Mesi fa avevo accettato la proposta di partecipare al convegno sulla vita che si terrà a Roma il 12 maggio; spinto da moto di umana simpatia: vedere, ascoltare persone ed organizzazioni che mai hanno intersecato il mio vivere quotidiano ma hanno contribuito, solo per il fatto di esistere, al mio riposizionarmi nel mondo. Impegni sopraggiunti non me lo permettono ma non si placa un disagio a cui non trovo soluzione, come avessi contratto un debito che non posso estinguere. Non possiedo, non trovo, parole capaci di esprimere l&#8217;urgenza e la centralità, sia in ambito intimo familiare che sociale politico, del difendere la vita dei nascenti; ogni parola pubblica, essendo la comunicazione merce d&#8217;eccellenza nel contemporaneo, sconta l&#8217;impotenza, l&#8217;inadeguatezza. Posso solo rifarmi alla mia vita, farne scarno resoconto. Ricordo il giorno dello spoglio nel referendum sul divorzio: vibravo di felicità per una vittoria che sommava, nelle mie aspettative, ogni positività e relegava ad un passato clamorosamente sconfitto un&#8217;indistinta tenebra in cui religione, reazione, tradizione tramavano contro la possibile liberazione dell&#8217;uomo. Il referendum sull&#8217;aborto, che doveva sancire definitivamente l&#8217;avvento della nuova società dei diritti, pur nella soddisfazione politica mi lasciò l&#8217;amaro in bocca. Nessuna vibrazione intima, anzi un senso di pesantezza. Ci sono voluti anni, l&#8217;amaro s&#8217;è fatto acidità, s&#8217;è impossessato dello stomaco e l&#8217;ha perforato, perché potessi guardarmi e guardare intorno me con occhi nuovi. Nessun programma politico, nessun ordinamento sociale, per quanto in una scala che contempla il buono, l&#8217;accettabile, il pessimo, il malvagio, può avere ragione della tensione che anima l&#8217;uomo. La banalizzazione, lo sguardo sentimentale, la superficialità nell&#8217;affrontare gli accadimenti del vivere offrono facili soluzioni che presentano poi conti amari. Una società che fa dell&#8217;aborto un diritto civile sanitario è una società profondamente malata e c&#8217;è una vena di follia malefica nell&#8217;esibire la propria malattia come paradigma di salute pubblica. Il mistero della vita nella sua totalità si rigenera continuamente nel mistero di ogni singola nascita, arricchendosi nel racconto di ogni singola esperienza umana. Ho vissuto ogni giorno degli ultimi anni di vita di mia madre prendendomi cura di lei, tra mille difficoltà quotidiane ho avuto modo di percepire nella sua potenza, miscuglio di tragico e meraviglia, il legame filiale che dall&#8217;amore deriva e nell&#8217;amore rifluisce; ne sono stato partecipe e testimone. Ho avuto modo di sapere di difficoltà che potevano sembrare insormontabili, di un dolore che annichiliva la mente e il corpo, della volontà cieca sorda e muta di mia madre nell&#8217;accettare, come dono, la mia nascita. Tutto un ragionare informato e civilmente educato, rispettoso di parametri medico-sociali di sostenibilità, è miseramente franato lasciando spazio ad un senso di beatitudine così profonda da farmi sicuro: «Io, mamma, comunque ti avrei perdonato». Benefica follia prodotta dall&#8217;amore. Bisogna essere vivi per concedersi al perdono, all&#8217;amore.&#8221; <em>(A cura di Giovanni Lindo Ferretti)</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://factum.altervista.org/quel-mistero-che-si-rigenera-in-ogni-nascita/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dedicato a &#8230;</title>
		<link>http://factum.altervista.org/dedicato-a/</link>
		<comments>http://factum.altervista.org/dedicato-a/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 04 May 2012 21:22:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>factum</dc:creator>
				<category><![CDATA[aforismi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://factum.altervista.org/?p=1584</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Giacché, come diceva spesso agli altri e a se stessa, tutto il suo studio era di secondare i voleri del cielo: ma faceva spesso uno sbaglio grosso, ch&#8217;era di prender per cielo il suo cervello.&#8221; A.Manzoni]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="promessi sposi" src="http://www.cesareangelini.it/img/manzoni_ps_frontespizio_gonin.jpg" alt="" width="267" height="387" />&#8220;Giacché, come diceva spesso agli altri e a se stessa, tutto il suo studio era di secondare i voleri del cielo: ma faceva spesso uno sbaglio grosso, ch&#8217;era di prender per cielo il suo cervello.&#8221; A.Manzoni</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://factum.altervista.org/dedicato-a/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Notte (Peguy)</title>
		<link>http://factum.altervista.org/notte-peguy/</link>
		<comments>http://factum.altervista.org/notte-peguy/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 22:17:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>factum</dc:creator>
				<category><![CDATA[poesie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://factum.altervista.org/?p=1577</guid>
		<description><![CDATA[Non mi piace chi non dorme, dice Dio.. Il sonno è l’amico dell’uomo. Il sonno è l’amico di Dio. Il sonno è forse la mia più bella creatura. E io stesso mi sono riposato il settimo giorno. Chi ha il cuore puro, dorme. E chi dorme ha il cuore puro. E’ il grande segreto per essere instancabili come un bambino. &#8230; <a href="http://factum.altervista.org/notte-peguy/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://images4.fanpop.com/image/photos/15500000/Metropolis-metropolis-1927-15539854-2560-1904.jpg"><img class="alignleft" title="Metropolis" src="http://images4.fanpop.com/image/photos/15500000/Metropolis-metropolis-1927-15539854-2560-1904.jpg" alt="" width="256" height="190" /></a></p>
<p>Non mi piace chi non dorme, dice Dio..<br />
Il sonno è l’amico dell’uomo.<br />
Il sonno è l’amico di Dio.<br />
Il sonno è forse la mia più bella creatura.<br />
E io stesso mi sono riposato il settimo giorno.<br />
Chi ha il cuore puro, dorme.<br />
E chi dorme ha il cuore puro.<br />
E’ il grande segreto per essere instancabili come un bambino.<br />
La pigrizia<br />
Non è un più grande peccato dell’inquietudine<br />
E della disperazione e della mancanza di fiducia in me.<br />
Non parlo, dice Dio, di quegli uomini<br />
Che non lavorano e non dormono.<br />
Quelli sono peccatori, s’intende.<br />
E’ ben fatto per loro.<br />
Grandi peccatori.<br />
Non hanno che da lavorare.<br />
Parlo di quelli che lavorano e non dormono.<br />
Li compiango.<br />
Innocenti nelle braccia della mia Provvidenza.<br />
Hanno il coraggio di lavorare.<br />
Non hanno il coraggio di non far nulla.<br />
Hanno la virtù di lavorare.<br />
Non hanno la virtù di non far nulla.<br />
Di distendersi.<br />
Di riposarsi.<br />
Di dormire.<br />
Disgraziati non sanno cos’è buono.<br />
Governano benissimo i loro affari durante il giorno.<br />
Ma non vogliono affidarmene il governo durante la notte.<br />
Come se io non fossi capace di assicurarne il governo durante una notte.<br />
Chi non dorme è infedele alla Speranza.<br />
Ed è la più grande infedeltà.<br />
Perché è l’infedeltà alla più grande Fede.<br />
Poveri ragazzi amministrano nella giornata i loro affari con saggezza.<br />
Ma venuta la sera non si risolvono,<br />
Non si rassegnano ad affidarne il governo alla mia saggezza<br />
Per lo spazio di una notte ad affidarmene il governo.<br />
E l’amministrazione e tutto il governo.<br />
Come se non fossi capace, forse, di occuparmene un po’.<br />
Di farvi attenzione.<br />
Di governare e amministrare e via discorrendo.<br />
Ne amministro ben altri, poveracci, io governo la creazione, è forse più difficile.<br />
Potreste forse senza grandi danni lasciarmi in mano i vostri affari, uomini saggi.<br />
Sono forse saggio quanto voi.<br />
Potreste forse rimettermeli per lo spazio di una notte.<br />
Lo spazio che voi dormiate.<br />
Infine E l’indomani mattina li ritrovereste forse non troppo sciupati.<br />
L’indomani mattina non starebbero forse peggio.<br />
Sono forse ancora capace di condurli un po’.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://factum.altervista.org/notte-peguy/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Vado</title>
		<link>http://factum.altervista.org/vado/</link>
		<comments>http://factum.altervista.org/vado/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 18 Apr 2012 21:26:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>factum</dc:creator>
				<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[meditazioni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://factum.altervista.org/?p=1575</guid>
		<description><![CDATA[Sono fuori per esercitarimi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono fuori per esercitarimi.</p>
<p><img class="alignnone" title="esercizi spirituali" src="http://www.gesuiti.it/img/second/immagini/esercizispirituali.jpg" alt="" width="322" height="239" /></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://factum.altervista.org/vado/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Meditazione del giorno</title>
		<link>http://factum.altervista.org/meditazione-del-giorno/</link>
		<comments>http://factum.altervista.org/meditazione-del-giorno/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 13:37:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>factum</dc:creator>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://factum.altervista.org/?p=1569</guid>
		<description><![CDATA[Ho trovato questa bellissima meditazione al Vangelo di oggi. Basilio di Seleucia ( ?-circa 468), vescovo Omelia per la Risurrezione «Abbiamo visto il Signore» Nascosti in una casa, gli apostoli vedono Cristo; egli entra, a porte chiuse. Ma Tommaso, quella volta assente&#8230;, si tappa le orecchie e vuole vedere coi suoi occhi&#8230; Lascia sfogare la propria incredulità, sperando così che &#8230; <a href="http://factum.altervista.org/meditazione-del-giorno/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://factum.altervista.org/wp-content/uploads/2012/04/Particolare_Le_Caravage_-_Lincrédulité_de_Saint_Thomas.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1570" title="Particolare_Le_Caravage_-_L'incrédulité_de_Saint_Thomas" src="http://factum.altervista.org/wp-content/uploads/2012/04/Particolare_Le_Caravage_-_Lincrédulité_de_Saint_Thomas-300x210.jpg" alt="" width="300" height="210" /></a>Ho trovato questa bellissima meditazione al Vangelo di oggi.</em></p>
<p>Basilio di Seleucia ( ?-circa 468), vescovo<br />
Omelia per la Risurrezione</p>
<p>«Abbiamo visto il Signore»</p>
<p style="text-align: justify;">
<p>Nascosti in una casa, gli apostoli vedono Cristo; egli entra, a porte chiuse. Ma Tommaso, quella volta assente&#8230;, si tappa le orecchie e vuole vedere coi suoi occhi&#8230; Lascia sfogare la propria incredulità, sperando così che il suo desiderio sia esaudito. «I miei dubbi scompariranno solo alla sua vista – egli dice &#8211; . Metterò il dito nei segni dei chiodi, e stringerò quel Signore che tanto amo. Biasimi pure la mia poca fede, ma mi riempia della sua vista. Ora sono incredulo, ma quando lo vedrò, crederò. Crederò quando lo stringerò fra le braccia e lo contemplerò. Voglio vedere quelle mani forate, che hanno guarito le mani malvagie di Adamo. Voglio vedere quel fianco, che ha cacciato la morte dal fianco dell&#8217;uomo. Voglio essere io stesso testimone del Signore e la testimonianza di altri non mi basta. I vostri racconti esasperano la mia impazienza. La gioiosa notizia che portate non fa che ravvivare il mio turbamento. Guarirò da questo male solo toccando il rimedio con le mie stesse mani». Il Signore riappare e dissolve nel contempo la tristezza e il dubbio del discepolo. Che dico? Non dissolve il dubbio, colma l&#8217;attesa. Entra, a porte chiuse.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://factum.altervista.org/meditazione-del-giorno/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dali Dante</title>
		<link>http://factum.altervista.org/dali-dante/</link>
		<comments>http://factum.altervista.org/dali-dante/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 15 Apr 2012 19:11:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>factum</dc:creator>
				<category><![CDATA[coincidenze]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://factum.altervista.org/?p=1558</guid>
		<description><![CDATA[&#160; &#8220;Cred&#8217;io ch&#8217;ei credette ch&#8217;io credesse&#8221; &#160; &#160; Pero&#8217; disse ’l maestro: &#8220;Se tu tronchi qualche fraschetta d’una d’este piante, li pensier c’ hai si faran tutti monchi&#8221;.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<h4 style="text-align: center;">&#8220;Cred&#8217;io ch&#8217;ei credette ch&#8217;io credesse&#8221;</h4>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone" title="Dali bomb" src="http://greensurrealism.pbworks.com/f/bomb.jpg" alt="" width="560" height="431" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;">Pero&#8217; disse ’l maestro: &#8220;Se tu tronchi<br />
qualche fraschetta d’una d’este piante,<br />
li pensier c’ hai si faran tutti monchi&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://factum.altervista.org/dali-dante/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>«I ribelli ci uccidono. L’esercito deve restare» &#8211; Testomonianze</title>
		<link>http://factum.altervista.org/i-ribelli-ci-uccidono-lesercito-deve-restare-testomonianze/</link>
		<comments>http://factum.altervista.org/i-ribelli-ci-uccidono-lesercito-deve-restare-testomonianze/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 14 Apr 2012 09:32:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>factum</dc:creator>
				<category><![CDATA[politica]]></category>
		<category><![CDATA[testimoni]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://factum.altervista.org/?p=1551</guid>
		<description><![CDATA[Viviamo in Siria da più di sette anni, amiamo questo Paese e il suo popolo. Ci sentiamo indignati e impotenti di fronte al tipo di informazioni che circolano in Europa e fanno opinione, sostenendo le sanzioni internazionali, una delle armi più inique che l’Occidente usa per tenersi le mani pulite e dirigere comunque la storia di altri popoli. Pulite fino &#8230; <a href="http://factum.altervista.org/i-ribelli-ci-uccidono-lesercito-deve-restare-testomonianze/">Continua a leggere <span class="meta-nav">&#8594;</span></a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" title="Siria" src="http://www.giornalettismo.com/wp-content/uploads/2012/04/142662108-770x512.jpg" alt="" width="276" height="185" /></p>
<div id="ctl00_PlaceHolderMain_ctl00_ctl10__ControlWrapper_RichHtmlField" style="text-align: justify;">Viviamo in Siria da più di sette anni, amiamo questo Paese e il suo popolo. Ci sentiamo indignati e impotenti di fronte al tipo di informazioni che circolano in Europa e fanno opinione, sostenendo le sanzioni internazionali, una delle armi più inique che l’Occidente usa per tenersi le mani pulite e dirigere comunque la storia di altri popoli. Pulite fino a un certo punto: si moltiplicano le segnalazioni della presenza di personale militare inglese, francese (e di altri Paesi) a fianco degli insorti per organizzare le azioni di guerriglia, grave violazione internazionale che passa sotto silenzio.<br />
Sono state raccolte firme e fondi per aiutare la “primavera” del popolo siriano.Ma chi ha dato – in perfetta buona fede – offerte e sostegno della “liberazione” della Siria deve sapere che ha finanziato assassini inumani, procurando loro armi, contribuito alla manipolazione dell’informazione, fomentato una instabilità civile che richiederà anni per essere risolta. Sconvolgendo l’equilibrio in un Paese dove la convivenza era pane quotidiano. Perché intervenendo senza conoscere la realtà non siamo più liberi, ma funzionali ad altri interessi che ci manipolano.Non è nostro compito fornire una lettura socio-politica globale della vicenda siriana, altri lo stanno facendo meglio di noi. E chi lo vuole davvero può trovare informazioni alternative. Noi ci limitiamo a raccontare solo ciò che i nostri occhi vedono, qui nel piccolo villaggio di campagna dove viviamo. E dove, quasi ogni notte, i soldati presenti nella piccola guarnigione che lo presidia sono attaccati. Sia dagli insorti presenti nella zona, sia da bande mercenarie che passano il confine siriano nel tentativo di sopraffare l’esercito e aprire un varco per il flusso di armi e combattenti. I militari rispondono? Certo, e la gente ne è contenta perché di armi e mercenari il Paese è già pieno.</p>
<p>Sta per scadere l’ultimatum per il ritiro dell’esercito, che qui nessuno – nel senso letterale del termine – vuole. La gente si sente sicura solo quando i militari sono presenti. Ormai le violenze compiute dai cosiddetti liberatori nelle città, nei villaggi, sulle strade, sono tante e così brutali che la gente desidera solo vederli sconfitti. Gli abusi sono continui: uccisioni, case e beni requisiti o incendiati, persone, bambini usati come scudi umani. Sono i ribelli bloccare le strade, a sparare sulle auto dei civili, a stuprare, a massacrare e rapire per estorcere denaro alle vittime? Invenzioni? La notte del Venerdì Santo, non lontano da dove abitiamo, hanno ucciso un ragazzo e ne hanno feriti altri due: tornavano alle loro case per celebrare la Pasqua. Il ragazzo morto aveva 30 anni ed era del nostro villaggio. Non sono i primi tra la nostra gente a pagare di persona. Ormai prima di spostarsi a fare la spesa o anche solo per andare a lavorare ci si assicura che l’esercito controlli la zona. Anche a noi è capitato di trovarci bloccati dalle sparatorie per tre ore in un tratto di autostrada e siamo riusciti a ripartire solo quando si è formato un corridoio di carri armati che proteggevano gli automobilisti in transito dai tiri dei rivoltosi.</p>
<p>Perché di tutto questo non si parla? Perché non si parla dei tanti militari assassinati in vari agguati, gli ultimi ieri ad Aleppo? Sono tanti i drammatici esempi che potremmo citare. Il fratello di un nostro operaio, tenuto prigioniero a Homs dai ribelli insieme ad altri civili, è ormai considerato morto, due padri di famiglia del nostro villaggio sono stati sempre a Homs dai rivoltosi perché compravano e distribuivano pane a chi era rimasto isolato. La questione che qui, però, ci preme sottolineare e per la quale invitiamo tutti a mobilitarsi è quella delle sanzioni internazionali. Chi sta pagando e pagherà ancora di più fra poco, è la gente povera.<br />
Non c’è lavoro, non ci sono le materie prime e le esportazioni di prodotti locali, come bestiame e uova, sono ferme. Quel poco che c’è, poi, si vende a prezzi esorbitanti.</p>
<p>Tra le principali urgenze c’è quella del latte per i bambini. I prezzi dei cartoni sono raddoppiati, passando da 250 lire siriane a 500 (la paga giornaliera di un operaio è di 7-800 lire). Scarseggia il mangime per il bestiame: le poche confezioni disponibili sono passate da 650 a 1850 lire. Mancano i medicinali specialistici, scarseggia l’elettricità perché i ribelli hanno fatto saltare più volte le centrali e le linee di conduzione. Non c’è gasolio (e l’inverno è stato molto freddo quest’anno), perché la Siria non può più esportare il suo greggio in cambio di petrolio raffinato. I trattori quindi sono fermi e non si può lavorare la terra. Sono bloccati perfino i camion che prelevano la spazzatura. Ci sono problemi con l’acqua perché le pompe funzionano col gasolio. Il nostro villaggio e quello vicino – che condividono lo stesso pozzo – hanno acqua un unico giorno alla settimana e solo per 3-4 ore. Si rischia una vera carestia per l’avvenire: presto mancherà il grano e quindi anche il pane, il solo alimento che, per ora, il governo riesce a distribuire a un prezzo calmierato, anche ai più poveri. E poi si protesta perché la Croce Rossa non può portare aiuti. È possibile arrivare a sanzionare addirittura l’importazione di pannolini per i lattanti?</p>
<p>Tutto questo è profondamente ingiusto. Non si è riusciti a rovesciare il governo con le armi, lo si vuole fare esasperando la gente. Certo, è proprio questa la logica delle sanzioni. Quando, però, una grande maggioranza della popolazione – che piaccia o meno – non vuole un cambiamento violento della situazione, tale sistema diventa una vera sopraffazione. Chiediamo con forza a chi può fare qualcosa di sospendere le sanzioni e di intervenire. Che la nostra tanto osannata democrazia si dimostri capace di servire il vero bene del popolo.</p>
</div>
<p style="text-align: justify;">
<div style="text-align: justify;">Un gruppo di italiani che vive in Siria (Testo raccolto da Giorgio Paolucci) &#8211; da Avvenire</div>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://factum.altervista.org/i-ribelli-ci-uccidono-lesercito-deve-restare-testomonianze/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>100 anniversario di Marcello Marchesi</title>
		<link>http://factum.altervista.org/100-anniversario-di-marcello-marchesi/</link>
		<comments>http://factum.altervista.org/100-anniversario-di-marcello-marchesi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 14:58:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>factum</dc:creator>
				<category><![CDATA[aforismi]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://factum.altervista.org/?p=1539</guid>
		<description><![CDATA[“L’importante è che la morte ci trovi vivi” &#160; &#160;]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1>“L’importante è che la morte ci trovi vivi”</h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="alignnone" title="marchesi" src="http://m2.paperblog.com/i/20/204212/marcello-marchesi-bella-tardonasono-vivo-1963-L-ca_41o.jpeg" alt="" width="320" height="318" /></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://factum.altervista.org/100-anniversario-di-marcello-marchesi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

