Il cuore di Celentano

Chissà che non abbia ragione il cuore di Celentano, in mezzo a tutta questa polemica creata ad arte per aumentare il pubblico c’è il cuore di Adriano.

Lui credo sia un po’ vittima del suo ruolo per cui deve fare a tutti i costi quello che rompe gli schemi, quello che denuncia, quello che sa che le cose non vanno e lo denuncia, ecco qui è il punto sa che le cose non vanno.

Manca il Paradiso ha detto a San Remo è il suo cuore che lo cerca che lo reclama, voglio di più, voglio il Paradiso, voglio una felicità che qui non c’è, che qui le cose che non vanno soffoca.

E dice che non lo trova nei giornali come Avvenire e Famiglia Cristiana per cui è meglio chiuderli. E loro questi giornali si indignano e giù titoloni contro Celentano, Ma questo risponde al personaggio Celentano ma al suo cuore chi risponde?

Forse è semplicistico ma Avvenire e FC non avrebbero fatto meglio uscire con uno Speciale Paradiso, con tutte le belle testimonianze a volte anche dolorose che nella Chiesa in questo periodo stanno fiorendo.

Forse sentire la descrizione di una testimonianza riscalda il cuore ma non cambia la vita, rimane sempre la domanda loro sono bravi io no, potrò mai fare quello che fanno loro? Ma il cuore di Adriano cerca non la capacità ma la certezza di un qualcosa di buono per se.

Il Paradiso non è di questa terra ma un accenno di Paradiso su questa terra c’è e si può incontrare.

 

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7 pensieri su “Il cuore di Celentano

  1. Pingback: effetti (collaterali?) | registro di classe

  2. Torno qui seguendo la traccia di profemate.

    Non mi piace Celentano e non mi sono mai piaciuti i suoi sermoni. Credo peschi molte “sue” cose dai luoghi comuni, ma in ogni caso lui non mi è mai interessato.
    La polemica è certo stata creata ad arte nella certezza che avrebbe fatto far soldi; dovendo scegliere, cosa c’è oggi di più semplice e meno impegnativo che sparare sulla Chiesa?

    Ciò detto, se i preti e soprattutto certi preti (o vescovi o giornali) si occupassero più e più onestamente dell’uomo e di Dio (se ho ben capito, semplificando, lui avrebbe detto che non si parla del paradiso) ci sarebbe tanto da guadagnare.

    Per il resto, condivido l’imbarazzo che mi pare di aver percepito in Padre Livio nella sua rassegna stampa (cito un paio di frasi approssimativamente, a memoria): “ne parlo solo perché c’è sui giornali ma non mi interessa”; “io parlo spessissimo di Dio e del paradiso a questa radio, però è vero che certi preti se ne dimenticano”.

    Cito (e condivido) anche l’incipit di Nicoletti nella puntata di Melog in cui affermava: “Nonostante tutto state tranquilli: noi il canone lo paghiamo, anzi: l’abbiamo già pagato. Però smettetela di prenderci per il c…”.

  3. Ottimo l’articolo di Brambilla (pure quello sentito laggere dal solito Padre Livio). Posso scrivere una cattiveria, una cosa scorrettissima? Ma se Celentano se la fosse presa con CL o con l’Opus Dei, qualcuno avrebbe protestato?

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