Innanzitutto, da un po’ di tempo questo pensiero che espresse Giussani in una delle ultime interviste mi ritorna in mente, molti me compreso restarono colpiti dalla seconda risposta cioè che la Chiesa si è dimenticata di chi era Cristo.

Ma l’innanzitutto era nella prima risposta: innanzitutto è sparito quel bisogno che nella Chiesa trova riposo, quel desiderio di essere salvati, quell’orizzonte che che ti apre il cuore, quell’importanza che acquista ogni gesto e pensiero, quel bisogno di incontrare il suo Volto in ogni volto.

Se capisco che ho bisogno di quella cosa gli corro dietro, ma senza quel bisogno corro dove mi porta il vento…

Poi se non ho più il bisogno che Cristo mi raggiunga, penserò più alla vergogna che provo nel pronunciarlo, che al desiderio di incontrarlo.

Molto di papa Francesco si può leggere alla luce di questa prima risposta.

qui sotto il brano dell’intervista

«Del resto già Eliot aveva qualcosa da dire con una certa sicurezza di sé quando si domandava: “È l’umanità che ha abbandonato la Chiesa o è la Chiesa che ha abbandonato l’umanità?”. Ma come fa un uomo del mio tempo, un uomo di questo tempo, parlando di cultura, usando la parola cultura, a non tener presente questa frase qui?! Dimentica i quattro quinti del mondo».

È una critica alla Chiesa o all’umanità?

«Tutti e due, tutte e due, perché innanzitutto è l’umanità che ha abbandonato la Chiesa, perché se io ho bisogno di una cosa, le corro dietro, se quella cosa va via. Nessuno correva dietro».

E la Chiesa quando ha abbandonato l’umanità?

«La Chiesa ha cominciato a abbandonare l’umanità secondo me, secondo noi, perché ha dimenticato chi era Cristo, non ha poggiato su… ha avuto vergogna di Cristo, di dire chi è Cristo.

Il concetto di purità o di verginità che hanno i monaci del Duecento con san Bernardo in testa, è un canto di bellezza, un canto in cui la bellezza vince tutto.».
(dall’intervista a don Giussani nel video sui cinquant’anni di Cl)