Mi ha sempre posto domande il fatto che non si possa tornare indietro se succede qualcosa, conosco gente che a causa di incidenti non ha più l’uso di parte del corpo e questo gli rimarrà fino alla morte.

E’ così anche se ti tirano un pugno, è successo non si può cancellare, puoi perdonare, puoi non pensarci ma è successo, un fatto.

Questo è lontanissimo dal nostro pensiero quotidiano basato sulla ripetizione e sulla sperimentabilità del dato: usa questo prodotto perché è provato che da buoni risultati, una cosa è vera se si riesce a ripetere la sua verifica.

Ma per i fatti unici? Ripeteremo il Big-Bang per farlo uscire dalla teoria?

Non avevo mai pensato che questa unicità è propedeutica alla venuta di Cristo.

«Se io gli do un pugno e gli rompo gli occhiali, è un fatto che gli ho rotto gli occhiali, così è accaduto questo: un uomo che si è detto Dio […] Non è una questione di gusto, di chiarezza intellettuale o di mettere le cose al loro posto: è una condizione, è la condizione fondamentale di ogni pensare cristiano e di ogni comportamento cristiano. La categoria “fatto” diventa la categoria fondamentale per il cammino cristiano» LG