Corrispondenze e diritti umani

Corrispondenza

“La modalità con cui l’avvenimento cristiano diventa presente è l’imbattersi in una diversità umana che ci colpisce e ci attrae perché – sotterraneamente, confusamente, oppure chiaramente – corrisponde ad una attesa costitutiva del nostro essere, alle esigenze originali del cuore umano” LG

corrispondenze

I diritti umani

"In senso stretto, questi diritti umani non sono verità di fede, sebbene si possano scoprire, e di fatto acquistano piena luce, nel messaggio di Cristo che "rivela l’uomo all’uomo stesso" (Gaudium et spes, n. 22). Essi ricevono ulteriore conferma dalla fede. Tuttavia non si può negare che, vivendo e agendo nel mondo fisico come esseri spirituali, uomini e donne constatano la presenza pervasiva di un logos che permette loro di distinguere non solo fra vero e falso, ma anche fra buono e cattivo, migliore e peggiore, giustizia e ingiustizia. Quest’abilità di discernere, questo intervento radicale, rende ogni persona in grado di cogliere la "legge naturale", che non è altro che una partecipazione alla legge eterna: "unde… lex universalis nihil aliud est quam participatio legis aeternae in rationali creatura" (San Tommaso d’Aquino, ST I-II, 91, 2). La legge naturale è una guida riconoscibile da tutti, sulla base della quale tutti possono reciprocamente comprendersi e amarsi. I diritti umani, quindi, sono definitivamente radicati in una partecipazione di Dio, che ha creato ogni persona umana con intelligenza e libertà. Se si ignora questa solida base etica e politica, i diritti umani restano fragili perché privi del loro saldo fondamento." BXVI qui tutto