Il Manifesto del Gusto per le Feste

Francesco Alberoni, Giorgio Calabrese, Primo Vercilli, Padre Enzo Bianchi, Camillo Langone, Marco Gatti, Giovanna Ruo Berchera sono stati tra i primi firmatari del Manifesto lanciato da Papillon per scacciare il disagio e lo stress delle feste di fine anno. Qui di seguito il testo completo del manifesto. Per leggere le altre adesioni e dare la propria andate sul blog!

NATALE E CAPODANNO?

DIECI CONSIGLI PER MANDARE A QUEL PAESE IL MENU

Oddio le feste, il pranzo di Natale e quello di Capodanno, il sovrappeso, lo stare tanto a tavola, il cerchio alla testa, dove vado poi a dormire quando è finito il pranzo?
Il disagio avanza, incombe, soprattutto quando si è ospiti. E la chiamavano festa…
Diciamola tutta, i festeggiamenti di fine anno sono un cumulo di stress e nel 90% risultano anacronistici, fuori misura e fuori attualità.
Dieci consigli? Eccoli

1- Non sia la quantità a ispirare un pranzo: lo fai solo per ostentazione, ma il dopoguerra è ormai lontano. Allora si doveva esorcizzare la fame; oggi siamo tutti ipernutriti e accanto a noi c’è sempre qualcuno che ha patologie legate all’alimentazione. Perché metterlo a disagio? Già la festa… per chi?

2- La donna di casa non stia più relegata tutto il tempo in cucina. Per celebrare il dio cibo, lui e lei si fanno in quattro, ma chi è venuto a casa nostra vuole stare insieme con noi, non con il bicchiere di vino in mano e la faraona in tavola, mentre chi ci ospita è in ritardo con i contorni o i dolci.

3- Abolire una volta per tutte il menu italiano (così detto “menu alla russa”) con la sequenza di portate: antipasti, primo, secondo, dessert (comprensivo di formaggi e dolci).

4- Mettere in tavola in due sequenze, come fossero due quadri, le pietanze.
Prima scena con antipasti e assaggi vari di cui ognuno possa servirsi a piacimento e in quantità desiderata. E anche i padroni di casa non siano impegnati a cuocere. Secondo scena, con zuppe, insalate varie e piatti di sostanza.

5- Durante i festeggiamenti sia uno il piatto importante che segni quella festa, il resto siano assaggi di contorno. Se è una faraona ripiena, si celebri la faraona con i contorni rinfrescanti di almeno tre verdure (una cotta e due fresche), e i vini adeguati. Ma non si ceda a far diventare importante anche il primo, che forse è un piatto in più nell’economia del menu.

6- A Natale e a Capodanno si uccidano i tempi morti a tavola con questo esempio di menu alla francese, già in uso alla corte dei Savoia nell’Ottocento.

7- Si aboliscano le paste ripiene. Anche perché la farcia nasce come recupero – il giorno dopo – del piatto importante della festa, avvolto nella pasta. Quindi rimandiamo questo piatto al suo posto: il giorno dopo.

8- Che in casa quando si fa festa ci sia musica (e anche musicanti), possibilità di giocare insieme, spazi socializzanti per i fumatori (almeno una volta l’anno facciamo loro un regalo), che non condizionino gli altri.

9- Il vino sia dosato al massimo in spumante come apertura, ma lasciando la possibilità a chiunque di concederselo a tutto pasto. Quindi un vino bianco e un vino rosso (importante quanto l’importanza del piatto) e infine si chiuda con un vino dolce leggero, un Asti, un Fior d’Arancio, una Malvasia, un Brachetto. Qualcuno può avere anche il disagio di mettersi in auto; in ogni caso aboliamo i vini passiti a fine pasto (si chiamano infatti – secondo Veronelli – “vini da conversazione” o “vini da meditazione”, non da fine pasto). Questi, alla fine, non fanno altro che appesantire un lauto pranzo.

10- Se con il panettone e i dolci vanno bevuto vini e spumanti dolci (errore e gusto stridente mettere un brut con un dolce), a Capodanno non fate il botto sciocco, ma per augurare ogni bene a chi vi sta accanto aprite la miglior bottiglia della vostra cantina. Non farà il botto, ma almeno sarà memorabile.

Alla fine di tutto questo avremo recuperato:
– il senso della festa e dello stare insieme
– la simpatia dei nostri ospiti che non si saranno sentiti imbrigliati in una forma a cui dire di no
– il tempo dello stare insieme che veniva regalato solo alle mandibole (che palle!)
– e infine avremo anche risparmiato, il che non guasta in questi tempi.

Su tutto si scelga la qualità dei prodotti di stagione, senza far mancare la frutta fresca e le verdure. Si fa festa quando si mangia una cosa memorabile, non quando si segue una forma. Buone feste a tutti!

Paolo Massobrio

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cioccolato

Natale

Per chi c’era e chi non c’era.

Telefoto008_smallPresepe vivente alla Chiesa del Cafasso da Don Gottardo, (eravamo tantissimi, non ci si girava).

Sou feliz, Senhor,
porque tu vais comigo:
vamos lado a lado,
es meu melhor amigo.

Sono felice,Signore,
perchè tu cammini con me:
andiamo lato a lato,
tu sei il mio migliore amico

Buon

Cercherò per questo post di essere meno criptico del solito quindi:

 

Buon Natale
 
Vi lascio con ascolto di un mio mito Dolores O’Riordan

 
 Grazie a mia figlia per l’idea

Il piccolo tamburino

Vieni, mi dissero, a vedere il nostro re appena nato.
Portiamo i nostri doni più belli Per deporli ai suoi piedi,
così gli renderemo onore, quando giungeremo là.

“Piccolo Gesù, come te sono un ragazzo povero.
Non ho doni da portare che siano adatti ad essere offerti al nostro Re.
Vuoi che suoni per te sul mio tamburino?”

Maria fece cenno di sì chinando il capo. Il bue e l’agnello battevano il tempo.
Ho suonato il mio tamburo per Lui. Ho suonato meglio che potevo per Lui.
E allora egli sorrise, a me e al mio tamburo.

CompeBlog 1

Sono uno smemorato, e rischio come l’aliena ,
di dimenticarmi il compleanno del mio Blog.
Gioco d’anticipo, una settimana,
e come la prima volta posto un testo consigliato per il prossimo Natale.

Sì, (questa storia) è accaduta realmente.
Gesù non è un mito, è un uomo fatto carne e sangue,
una presenza tutta reale nella storia.
Possiamo visitare i luoghi e seguire le vie
che Egli ha percorso.
Possiamo, per tramite dei testimoni, udire le sue parole.
Egli è morto e risorto… e i miti hanno aspettato Lui,
in cui il desiderio è diventato realtà.

Benedetto XVI

Natale 2007

Il cristianesimo non nasce come frutto di una nostra cultura
o come scoperta della nostra intelligenza…
si rivela in fatti, avvenimenti,
che costituiscono una realtà nuova dentro il mondo,
una realtà viva, in movimento.
La realtà cristiana è il mistero di Dio
che è entrato nel mondo come una storia umana.

Luigi Giussani

Nativity

Con i ragazzini delle medie abbiamo visto Nativity, alla fine del film c’è stato un applauso inaspettato. Forse tecnicamente non è un gran film, e sicuramente l’avremmo fatto meglio, ma che dire davanti all’applauso.

Nativity

Pastore a Giuseppe: La tua donna ha freddo.

Maria a Giuseppe: Fermiamoci solo un momento.

Maria al Pastore: Voglio raccontare di te a nostro figlio, gli parlerò della tua gentilezza.

Pastore: Mio padre mi disse tanto tempo fa che ad ognuno di noi viene dato qualcosa:riceviamo un dono, il tuo dono è la creatura che è dentro di te.

Maria: Tu che dono hai ricevuto?

Pastore: Ah nessuno, nessuno. Se non la speranza di riceverlo.

"Ci fu un vento impetuoso e gagliardo da spaccare i monti e spezzare le rocce, davanti al Signore.
Ma il Signore non era nel vento ne nel terremoto ne era nel fuoco, e dopo quel fuoco un mormorio di un vento leggero."

Maria al Pastore dopo la nascita: Lui è per l’umanità intera, abbiamo tutti ricevuto un dono.

S.Stefano

Nel giorno di Natale i negozi i supermercati e i mercati si sono fermati, svuotati,
le Chiese hanno parlato, hanno annunciato che nel mondo è venuta la Speranza.

Dopo la Speranza, nella Speranza, la persecuzione:

"E’ difficile per coloro che non hanno mai conosciuto persecuzione,
E che non hanno mai conosciuto [perciò] un cristiano.
Credere a questi racconti di persecuzione cristiana."
Eliot


Perchè pur se perseguitati lo seguivano?

Ste

Buon Natale

Con i colleghi abbiamo con AVSI in sostegno a distanza due bambini Olga del Burundi e Leonardo del Brasile.

Olga ci ha scritto, vi posto la lettera quale miglior augurio di Natale:

Caro padrino,

Vi abbraccio, augurandovi la pace di Dio.

Sto bene e spero che lo siate anche voi.

Sono molto contenta di ricevere la vostra lettera e sono stata anche molto contenta per il modo con cui mi avete presentato ai colleghi. Saluto anche loro. Attraverso la lettera ho percepito quanto voi amate me e mia madre. Grazie anche per presentarmi mio fratellino Leonardo del Brasile, continuerò a pregare per lui e spero che Gesù lo guarisca. Prego volentieri per gli altri bambini in difficoltà o malati che conosco e per gli altri, e anche per gli adulti. Mi è molto piaciuta la bambina di cui mi avete parlato Nennolina. Che essa sia il mio esempio! Scriverò anch’io una lettera a Gesù pregando per Leonardino e per voi affinché Dio continui a guidarvi in tutte le vostre attività e che vi conceda molte benedizioni. Prego anche per quelli che non conoscono Dio, affinché vedano la sua luce.

Quest’anno scolastico 2006-2007 entro nella 6^ primaria. Ho già avuto tutto il materiale scolastico necessario, come me l’avete inviato e vi ringrazio molto.

Vi prometto di studiare con serietà e impegno, con l’obbiettivo di farvi piacere, perché vi date molto per me. D’altra parte, lavorare bene in classe è un onore anche per me e mi fa piacere soprattutto perché presto inizierò la scuola secondaria che comincia dalla 7^.

Termino augurandovi la pace nelle vostre attività e tra i vostri cari.

Vi ringrazio.

La vostra bambina che non vi dimenticherà mai.

Olga

Aggiungo una foto di questa sera, per chi conosce i posti.

nat

Andavo a lavorare

Andavo a lavorare, osservavo i palazzi notando con una certa inquietudine la forma e le dimensioni, sempre più imponenti e colorati, nei nuovi palazzi il colore è di casa, le case sono sempre meno abitabili, le pareti non sono più come quelle di una volta e altre amenità del genere mi riempivano lo sguardo.
Quando ad un tratto li vidi, un invasione silenziosa e implacabile. Dai balconi, dai davanzali, dalle serrande dei garage niente li poteva fermare, pensai con ansia alla mia famiglia, ai miei amici, ai colleghi: saranno salvi?
Che cosa è successo per permettere questo?
Siamo stati troppo accoglienti?
Perché visto che il Natale è vicino Gesù il bambinello non fa niente per salvarci?
Per lui sarebbe semplice, basta che si sostituisca a loro, che nella sua infinita bontà si esponga al posto loro, ma non accade. 
Quello che in passato sembrava un gioco, è diventata una cosa obbligata se non ne accogli uno sei messo alla berlina.
E li hai pure pagati, hai dovuto, la libertà costa soldi a questo mondo!
E loro avanzano, prendono il potere, se ne stanno lì immobili nella stessa posizione senza guardarti in faccia, aspettando la loro occasione: i Babbi Natale da balcone.
 
Non c’è qualcosa di perverso in questo?
E’ solo trash o è un volersi impossessare, inconsciamente, del Mistero?
Il Babbo Natale non ti stupire arriverà, è già lì sul balcone.
 

Natale 2006

Dio non ci lascia brancolare nel buio;
si è mostrato come uomo.
Egli è tanto grande da potersi permettere di diventare piccolissimo.
Dio ha assunto un volto umano.
Solo questo Dio ci salva dalla paura del mondo
e dall’ansia di fronte al vuoto della propria esistenza.

Benedetto XVI


Cristo arriva proprio qui, al mio atteggiamento di uomo,
di uno cioè che aspetta qualcosa perchè si sente tutto mancante;
si è messo insieme a me, si è proposto al mio bisogno originale.

Luigi Giussani