Contrasti

Questa è una delle domande che mi faccio in questo periodo elettorale. Come si dialoga e cosa ci educa?

Vedo tanti che si esprimono e danno le proprie idee in pasto a FB cercando di educare chi legge, mentre spesso chi legge, o per lo meno tenta di leggere un post o un commento, in tutta libertà non ha nessuna intenzione di essere educato, magari vorrebbe solo approfondire,  qualcosa su cui pensare, riflettere cioè trovare un riflesso nella propria vita di quello che viene pubblicato, qualcosa a cui di cuore possa aderire. Sentirsi educato chiude.

Nel tentativo di educare si dimentica la propria vita, quello che ha educato me, che mi ha fatto fare un passo, è stato nella libertà, ed è un passo mio e non necessariamente adatto a tutti, si dona quel passo nel web o altrove e se educa è un di più. Se il passo è vero nel tempo maturerà, non si perderà.

Le scelte negative e magari scellerate di alcuni, se possono essere discusse in un rapporto personale, in rete vengono amplificate dalla contrapposizione, ma non è tutto negativo c’è il nostro cuore che ci guida non lo riteniamo forse valido?

L’amplificazione della rete non fa per contrasto risaltare il vero?

Il dialogo dovrebbe partire da questo fondo di vero che il cuore riconosce, soprattutto dovrebbe iniziare, esserci, liberamente.

Francesco credo mi chiederebbe quali sono le mie periferie esistenziali per indicarmi con chi iniziare un dialogo.

Qui sotto un esempio di esaltazione del contrasto

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