Who’s Your Hero?

Anche questa volta mi hanno messo in mezzo, e anche questa volta coinvolgo i primi cinque blogger che mi leggono, che si senta obbligato a proseguire chi mi legge! Mi raccomando non barate siate Santi!

Eroi
Il "gioco" si chiama Who’s Your Hero?, dice l'inventrice: "invece di elencarmi cinque cose che non so di voi, vi andrebbe di raccontarmi quali sono i cinque Santi a cui siete più vicini, o che comunque ammirate più di tutti"

Regolamento Elencate i cinque Santi che sentite più vicini, che ammirate di più, o per i quali avete una particolare simpatia. Siccome son di manica larga, mi vanno bene anche i Beati, o qualsiasi individuo per cui sia stato avviato, a qualsiasi livello, il processo di canonizzazione.
A questo punto, scegliete cinque amici blogger e aiutateli a santificarsi attraverso un poco di martirio. Ovverosia, smollategli la catena, e pregateli di unirsi al gioco. (tradotto: nominateli e avvisateli).

Ora passo alle nomine:

Innanzi tutto non posso esimermi da nominare SAN FRANCESCO, entrò a un certo punto della mia vita e mi cambiò strada, mi diede un piccolo scossone che non dico raddrizzò il cammino ma mi fece vedere che la strada poteva essere dritta.

Mi raccomando su questo Santo poco sentimentalismo e molta realtà, fu così aderente alla realtà che ogni cosa gli parlava, non era lui che parlava alle cose, lui rispondeva.

Mi portò quindi a far parte, indegnamente, della comunità dei Santi sopratutto gli amici che incontrai di li a poco, per cui la seconda scelta è TUTTI i SANTI che oggi festeggiamo.

Capiamoci non sono e non erano Santi nel senso stretto, cioè nominati e posti a esempio, ma in fondo un Santo è quello che ti richiama a vivere da uomo in mezzo al mondo senza dimenticarsi di nulla quindi anche di chi ci ha creati. E la compagnia che ho incontrato ha questo merito.
Cipriano di Cartagine e Cornelio di Roma
Aggiungo due Santi SAN CORNELIO E CIPRIANO che sono una festa sola, erano i Santi della mia prima parrocchia, vissero nel III secolo, il primo fu Papa e visse a Roma, il secondo africano di nascita, fu Vescovo di Cartagine e non mise mai piede in Italia.

"Si intesero perfettamente lo stesso, così da lontano: appoggiandosi e incoraggiandosi vicendevolmente, come due vecchi amici, senza però essersi mai incontrati".
Due blogger ante litteram.

sAN bERNARDOCome non nominare SAN BERNARDO DI CHIARAVALLE.
Lo ricordo anche per l'inno alla Vergine di Dante che ancora ci accompagna nella preghiera.
 

Nella notte di Natale del 1111, Bernardo ha una visione del Bambino Gesù e, profondamente colpito da questo fatto, decide immediatamente di farsi monaco e convince 4 fratelli e altre 26 persone tra parenti e amici a seguirlo nel monastero di Citeaux nel quale fa il suo ingresso nel 1113.

Su di lui vi consiglio "La famiglia che raggiunse Cristo" di Raymond.

San Matteo
Per ultimo metto il Santo del mio giorno di nascita,
SAN MATTEO Evangelista.

In effetti spesso mi chiedo:
"ma sei sicuro?",
"perchè proprio a me?",
e Caravaggio questo sentimento l'ha espresso molto bene.

 

Ci sono altri Santi oggetto di culto da parte mia, come San Daniele, San Giovese, San Simone, San Guinaccio, San Sazio che però esulano da questo discorso…

Gesù non serve a niente

Spesso mi chiedo perchè ho incontrato un certo movimento e a cosa mi serve, condivido la risposta di questo prete e ho deciso di seguirli perchè amavano Gesù Cristo.

"Sia benedetta la Santa Messa delle 18.30 nella chiesa di San Pio X, Monza, dove domenica 9 ottobre un vecchio parroco ha iniziato la sua omelia promettendo di dire cose «scomode», «irritanti» e «sulle quali molti di voi non saranno d’accordo». «E comunque le dico perché non mi candido alla presidenza del Consiglio e perciò non ho bisogno dei vostri voti».

Ed ecco don Silvano Casiraghi che in un crescendo drammatico spiega: «Primo, voi sapete che tra noi sacerdoti c’è chi gode di una certa reputazione e che di loro parlano i giornali perché sono preti impegnati nel sociale, chi per i poveri, chi tra gli immigrati, chi contro la mafia. E, secondo, sapete quanta irritazione ci sia, invece, per la Chiesa che si ostina a parlare di Dio. Ebbene, fratelli e sorelle, oggi voglio confessarvi che io non ho fatto il prete per servire i poveri o per fare del bene; non ho fatto il prete per senso di giustizia o per costruire opere sociali. E non l’ho fatto nemmeno perché me l’ha ordinato mia madre, mio padre o il Papa. Ho fatto il prete per amore di Gesù Cristo». (Perbacco, sarà mica un ciellino integralista? No, è solo un prete!).

«E voglio dirla tutta, cari fratelli e care sorelle: se mi chiedete a cosa serve Gesù Cristo, rispondo: a niente. Gesù non serve a niente. Come non servono a niente la moglie e il marito, il padre e la madre, gli amici e i figli. Nessuno serve a niente. E allora perché il marito, la moglie, il padre, la madre, gli amici, i figli? Semplicemente perché sono il marito, la moglie, il padre, la madre, gli amici, i figli. Semplicemente perché sono le persone che noi amiamo». E in molti siamo usciti da San Pio X sapendo finalmente perché andiamo ancora in chiesa invece che nelle sagrestie di un cristianesimo portato a spasso. Ieri dal “Vaticano II me”, oggi dal primo moralista ubriaco che passa." L.A.

Anzi rilancio, riesco ad amare, almeno tentativamente anche chi non credevo possibile prima…

Quattro domande al Card. Ruini

Si schernisce, un po’ “ è una questione secolare, e questo ridimensiona di molto il ruolo del Cardinal Ruini, Il Cardinal Ruini in quello che proponeva non era in fondo che colui che cercava di attuare in Italia le grandi indicazioni che venivano dal Vaticano II da Paolo VI e nel mio tempo, da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI. La stessa espressioneValori non negoziabilinon è mia ma di Benedetto XVI.Quattro domande di questo discorso sono state particolarmente illuminanti, alla luce dei nuovi fermenti che ci sono nel mondo cattolico.
1 la crisi demografica,
2 la scuola e il capitale etico
3 valori non negoziabili
4 la testimonianza

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D: La crisi demografica, il problema del calo della natalità, che sta investendo anche le popolazioni immigrate che si adeguano, in questo, al paese in cui vivono, cosa fare?

R: … Non credo che sia un problema dei cattolici questo, viene falsamente inteso come un problema dei cattolici, è un problema nazionale, di cui vorrei dare un esempio banale, quando in una famiglia ci sono quattro nonni, due genitori e un figlio, se per caso i nonni si ammalano non si sa come fare, per quanto sia efficiente la sanità o tutto quello che volete: è una cosa diversa, questo solo per dare l’aspetto più immediato.

I figli sono un aspetto pubblico non soltanto un bene personale, e questo deve passare nella cultura, oggi siamo lontanissimi da questo. Golini che è il maggior demografo forse italiano insieme a Blangiardo, non cattolico che insegna alla Sapienza dava un esempio molto semplice e diceva “Io chiedevo ai miei studenti fatta salva la libertà di ognuno di lavorare o non lavorare, però siete d’accordo che in generale complessivamente il lavoro è necessario? La risposta di tutti era “Si, il lavoro è necessario, perché se non si lavora non si campa: il paese non campa”.

Ecco poi lui faceva la domanda “fatta salva la libertà di ognuno di avere figli più o meno eccetera, siete d’accordo che complessivamente avere figli è un dovere, una necessità come il lavorare?” Praticamente nessuno si pronunciava, c’era silenzio, c’era astensione fra gli studenti è questo per mostrare quanto cè da fare sul piano culturale per queste categorie.

Io credo che questo va fatto comunque da parte dei cattolici e dei non cattolici. Io credo che ci voglia una grande sinergia nel paese che riguarda non solo i politici, loro comprensibilmente hanno il problema del consenso immediato, quindi sono i meno portati a guardare i problemi a lungo termine, a lunga scadenza, in Italia ma anche negli altri paesi infine è così, pochi paesi hanno veramente una classe politica, sostenuta, supportata da grandi istituzioni di studio che affrontano i problemi di fondo e suggeriscono al mondo politico seriamente delle politiche di lungo termine. Sono gli uomini di cultura, la Chiesa, i giornalisti, gli imprenditori, i sindacalisti, tutta questa gente qui che deve anche farsi carico di questo problema, ma anche la gente comune. Soltanto così si potrà avere una svolta, altrimenti non si ha.

D: E la scuola?

R: … Parlando anche con gli imprenditori in fondo si rendono sempre più conto che non è tanto importante che la scuola mi dia la tale abilità specialistica che dopo tre anni è già obsoleta. La scuola che mi insegni a ragionare, a pensare, che mi dia la capacità critica e anche per quanto possibile, e qui la scuola non può farlo da sola, capacità di guidare la mia libertà, di avere cioè una libertà responsabile, e questo è il ruolo dell’educazione, formare alla cultura vera ma anche alla libertà responsabile, questo è il compito dei genitori, della scuola, della famiglia, del gruppo dei giovani, dei media.

Una delle mie fonti principali di preoccupazione è che vedo che questa cultura mediatica nel suo complesso, anche non solo mediatica anche la cultura più alta italiana, tende a consumare ancora le riserve etiche del nostro paese, senza preoccuparsi invece di generarne, di aiutare la loro riproduzione, come cè una riproduzione in senso fisico dei figli così cè una riproduzione dei valori, una trasmissione dei valori da una generazione allaltra. E questo è troppo ostacolato.

A me fa tristezza quando si polemizza con la Chiesa su questo, secondo me si dovrebbe ringraziare non me o il Mons. Nosiglia, ma ringraziare in modo speciale Dio se ci credi o ringraziare la fortuna che c’è qualcuno che cerca di mandare avanti e tener vive quelle che sono le strutture portanti della vita, se ci mangiamo questo capitale etico è peggio che la questione del debito pubblico che naturalmente ci affligge molto e credo che la questione del debito pubblico nelle sue radici profonde abbia anche un fondamento di questo genere, cioè il fatto che oguno vuole subito per se più che può.

D: (Prof. Franco Garelli) Valori non rinunciabili, non rischia di essere frenante per chi è impegnato in politica? Cioè per i cattolici che sono impegnati in politica. Un area culturale non può non assumersi le responsabilità, in un momento un podi crisi dei riferimenti, economica, strutturale e anche culturale è importante che larea cattolica non si limiti allimpegno, pur importante, nel campo del volontariato ma si assuma delle responsabilità nei ruoli istituzionali sociali e politici. Però chi affronta limpegno in campo politico non può essere frenato da questi valori irrinunciabili perché qui si tratta non si tratta di metterli in discussione ma di attuarli, e quindi cè il problema di attuarli in campo pluralistico. Chiaramente spetta ai laici ma qual è il contributo della Chiesa?

R: Per quanto riguarda questa parola, valori non negoziabili, il senso non è che non si può discuterne, che non si può trattare, fare un confronto politico o culturale su questi valori, il senso non è questo. Il senso è che sono dei criteri di orientamento, ai quali il cattolico non può rinunciare, se vuole essere coerente con la sua posizione. Dopo di che è chiaro che riuscirà a realizzarli più o meno secondo le circostanze, è accaduto molte volte, e penso accadrà anche in futuro che non riesce a realizzarli, ma vuol dire soltanto che non può lui a contribuire a che non siano realizzati, o contribuire a che siano mutilati in qualcosa di essenziale, questo è il senso, e questo è un potente indirizzo, non esclusivo, perché è chiaro che se pensiamo alla questione della vita, la questione della famiglia, vita inizio e fine: famiglia, come unici valori non negoziabili restiamo con un orizzonte un po’ ristretto, però questi sono certamente punti sui quali è difficile avere posizioni diverse volendo essere coerenti, al di di quello che dice il magistero, prima di tutto è una questione di coerenza interna con le proprie convinzioni profonde, con la propria appartenenza, questo è il punto secondo me sostanziale, ed io devo dire che la mia valutazione personale è questa, che una famoso teologo Karl Rahner diceva riguardo ai dogmi della fede (Trinità, Incarnazione, resurrezione) “il teologo che sta fermo su questi punti, e che su questi non rinuncia comunque, non è meno creativo del teologo che invece li mette in discussione, “mah… si, ma fino a un certo punto…”, è più creativo: è il teologo che apre il futuro” io ricordo questa parte che io lessi almeno 40 anni fa quando insegnavo teologia, e mi colpì profondamente. Credo che in una sede diversa che non è quella della teologia ma che è la sede della vita culturale, sociale, politica, economica questi criteri sono criteri generativi, non limitativi, ma generativi. Questo è il mio personale parere, grazie.

D: Eccellenza le volevo chiedere della speranza nel futuro, mi ha colpito lespressionelorizzonte del cristiano è meta-storico, io come cattolico mi accorgo che questo potere del mondo è fortissimo soprattutto questa pressione di questa cultura mediatica di cui lei parlava, se questa speranza non è sorretta da un esperienza, fatta di testimoni, una realtà presente che cambia la mia vita, mi accorgo che cedo, che vengo schiacciato anchio da questo potere e quindi le chiederei che cosa si può fare?

R: Meta-storica vuol dire una speranza che si protende verso la vita eterna evidentemente. E questo credo è parte fondamentale del cristianesimo, la grande rivoluzione portata da Gesù di Nazareth rispetto alla religione ebraica alla quale pure profondamente apparteneva, sta proprio qui, non tanto in quello che esattamente ha detto ma il fatto che i cristiani ritengono che sia risorto dai morti. Questa è la base del carattere escatologico cioè meta-storico del cristianesimo. Crediamo in un uomo che è risorto dai morti, e che ci ha detto con la sua concreta realtà che la morte non è la fine ultima, questo è un punto fondamentale della fede. Nella chiesa apostolica, delle origini, quale era il compito degli apostoli? Essere testimoni del Gesù risorto. Tu parlavi di testimonianza giustamente, la prima testimonianza era quella, oggi forse si è perso un po’ questo orizzonte.

Quando facevo le omelie nelle parrocchie, oggi ne faccio poche, battevo sempre su questo punto, perché sapevo che questo punto rimane un po’ fuori dalla predicazione, rimane un po’ marginale e questo secondo me cambia tutta la prospettiva della fede del cristianesimo, diventa un umanesimo soltanto terreno alla fine se non cè questo aspetto.

Questo però questo lascia intatta la tua osservazione che è vera, io quando ho accennato ai compiti della chiesa dicevo certo insegnare la fede, dare cultura, ma sopratutto dare possibilità di esperienze di vita in cui la vita cristiana non sia soltanto detta, ma sia vissuta, sperimentabile.

E questo in primo luogo attraverso persone che sono testimoni. Ma qui dobbiamo, ecco, rovesciare un po’ l’ottica, di solito pensiamo “io ho bisogno di trovare dei testimoni” ed è verissimo, io per esempio nella mia vita ho avuto la fortuna matta di trovare per 20 anni un testimone come Giovanni Paolo II, col quale ho potuto collaborare vedendolo settimanalmente e vedendo come lui viveva e come lui interpretava la vita, per esempio il peso enorme che lui dava alla preghiera, di fronte alle scelte concrete non soltanto per sua formazione, per sua vita spirituale diciamo, ma di fronte alle scelte concrete spesso non facili che era chiamato a fare il suo ministero, sia all’interno della Chiesa sia nel rapporto tra Chiesa e società, Chiesa e politica, quello che volete voi, bene ora io non posso dire, “Ah, ho perso questo testimone ora sono..” no, devo io per quel che posso dare testimonianza.

Voi avete visto che parlo forse accalorandomi un po’ troppo, questo viene da quello che sento dentro, dal dovere per quel che posso di dare testimonianza certo la mia vita non è quella di Giovanni Paolo II e non posso dare quella testimonianza che dava lui però per quel che posso cerco di darla nonostante i miei peccati e miei limiti. E credo che ognuno di noi deve porsi in questa ottica, non solo di ricevere testimonianza, ogni credente chiaro, ma di dare testimonianza, in particolare a voi ragazzi dico la testimonianza che voi potete dare ai vostri compagni è fondamentale perché pesa di più di quella che può dare il prete, il papà linsegnante, se la date veramente so che questo è molto difficile, perché urta contro un idea radicata cioè lidea del rispetto degli altri per cui io vivo da cristiano, se ci riesco, ma non sto a premere sullaltro che diventi cristiano, non si tratta di premere e di costringerli, che sarebbe ridicolo oggi, ma si tratta certamente di non nascondere la fede anche nei rapporti personali. Ecco così si diventa testimoni e così si genera il cristianesimo altrimenti il cristianesimo rimane scritto nei libri ma non scritto nella vita, grazie.

«La scuola: un bene per tutti» è il titolo della «Settimana diocesana della scuola» voluta dallArcivescovo, che si è tenuta a Torino dal 9 al 15 ottobre 2011. Nellambito della Settimana è stato organizzata una conferenza su «I cattolici e il ruolo dellItalia nella storia» con lintervento del cardinale Camillo Ruini e le domande di Mario Calabresi. Qui tutto l'intervento.

Jobs l’eterno lavoratore

Sono dispiaciuto della dipartita di Jobs, ma nello stesso tempo un po' infastidito da tutto questo clamore, che sia invidioso? Può darsi, due cose mi hanno tenuto lontano dal mondo Mac, la prima per me la più importante è il costo, appena ti avvicinavi ai prodotti Apple ti trovavi a guardare più il cartellino del prezzo che il prodotto, la seconda è quella specie di mondo chiuso incompatibile con il resto della realtà informatica che è la comunità degli utenti Apple. Chi usava un Mac poi non cambiava più, Apple ti rubava la libertà.
Dicono che la mela del simbolo sia stata scelta in onore (dei Beatles) e sopratutto di Newton, una mela che cade, lo stupore, la scoperta di un nuovo mondo, già ma la cosa più stupefacente è rimasta ignota a Newton, come ha fatto quella mela ad arrivare lassù?

Divertentissimo questo articolo sul Foglio

"Naturalmente, a quel vecchio furbacchione di Jobs l’idea di essere percepito come “il Gesù Cristo della Modernità” non è mai dispiaciuta, e in fondo è praticamente dalla fondazione della Apple che il vecchio Steve si diverte a mescolare la narrazione della propria storia con quella del Cristo Redentore. E se l’episodio più curioso che viene spesso raccontato dai più anziani dipendenti della Apple è quello relativo al famoso Natale del 1977, quando Jobs si presentò alla festa organizzata dalla Apple travestito proprio da Gesù Cristo, la storia forse più significativa sulla rappresentazione religiosa del mondo della Mela è la scelta fatta da Jobs all’inizio del 2003 per presentare quel graziosissimo oggetto rettangolare di nome iPhone. Un oggetto che, come disse in quell’anno Jobs con tono eccitato nel corso di uno dei Keynote speech più famosi della storia della Apple, “sono certo che farà il miracolo di cambiare il mondo”.

 

Memorabile la concusione, che ci fa ricordare che Jobs è comunque un grande.

“Ricordarsi che morirò presto è il più importante strumento che io abbia mai incontrato per fare le grandi scelte della vita. Perché quasi tutte le cose – tutte le aspettative di eternità, tutto l’orgoglio, tutti i timori di essere imbarazzati o di fallire – semplicemente svaniscono di fronte all’idea della morte, lasciando solo quello che c’è di realmente importante. Ricordarsi che dobbiamo morire è il modo migliore che io conosca per evitare di cadere nella trappola di chi pensa che avete qualcosa da perdere. Siete già nudi. Non c’è ragione per non seguire il vostro cuore. Essendoci passato attraverso posso parlarvi adesso con un po’ più di cognizione di causa di quando la morte era per me solo un concetto astratto e dirvi: Nessuno vuole morire. Anche le persone che vogliono andare in paradiso non vogliono morire per andarci. E anche che la morte è la destinazione ultima che tutti abbiamo in comune. Nessuno gli è mai sfuggito. Ed è così come deve essere, perché la Morte è con tutta probabilità la più grande invenzione della Vita. E’ l’agente di cambiamento della Vita. Spazza via il vecchio per far posto al nuovo. Adesso il nuovo siete voi, ma un giorno non troppo lontano diventerete gradualmente il vecchio e sarete spazzati via. Mi dispiace essere così drammatico ma è la pura verità. Il vostro tempo è limitato, per cui non lo sprecate vivendo la vita di qualcun altro. Non fatevi intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone. Non lasciate che il rumore delle opinioni altrui offuschi la vostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, abbiate il coraggio di seguire il vostro cuore e la vostra intuizione. In qualche modo loro sanno che cosa volete realmente diventare. E tutto il resto, ragazzi, tutto il resto è semplicemente secondario. Grazie a tutti”.

Pasqua 2011

Lo so rischio di essere ripetitivo ma il giorno di Pasqua c'è l'insediamento dei frati nel santuario di “Nostra Signora, Regina di Palestina e di Terra Santa”. Un santuario di Palestina in terra di Israele è un fatto che commuove e muove, che la Regina della Pace sia anche lì e sempre "di speranza fontana vivace".

Approfitto per augurare che possiate vivere una Buona Pasqua.

P. Franco: L'anno scorso, per circostanze apparentemente fortuite, c'è stato un incontro tra due frati dell'Ordine e il segretario del Patriarcato Latino di Gerusalemme, il quale appena saputo che erano Servi di Maria che andavano a vedere se era possibile aprire una casa in Terrasanta, la terra di Gesù e di Maria, è rimasto come sorpreso perchè ha detto – noi stavamo aspettando questo – e immediatamente ha proposto ai Servi di Maria di custodire il santuario mariano del Patriarcato che comprende Israele, Palestina e Giordania, sono una quindicina di preti, non sono tanti però il territorio è molto grande. Il segretario che è poi diventato il vescovo ausiliare, ha detto: è provvidenziale il fatto che sia un ordine dedicato alla Madonna che possa custodire e proporre alla gente il luogo che noi abbiamo pensato come il santuario mariano di tutta la Terra Santa.

Questa è la facciata del santuario che è stato costruito nel 1933. Esterno Santuario

Adesso sono momenti difficili perchè i cattolici sono palestinesi ma il Santuario è nel territorio di Israele, quindi era impensabile per il Patriarcato latino chiedere a dei sacerdoti palestinesi di stare nello Stato di Israele. Un ordine internazionale, sopra le parti, dedicato alla Madonna, è apparso come una provvidenza. Questo però è interessante perchè mi ha ricollegato direttamente alle origini.

I Servi di Maria e qui sotto vedete la fotografia del documento ufficiale di approvazione dell'Ordine dell'11 febbraio 1304.

L'approvazione dell'Ordine avvenne da parte di un papa, domenicano, per l'esplicita ragione che questo piccolo gruppo di persone, meno di 250 frati in qual momento, mentre i francescani erano circa 15.000, era dedicato alla figura della Vergine Maria. Qui sono alcuni brani che possiamo leggere, il Papa gioca tutta la sua autorità per un piccolo pugno di persone, perché?:

bolla "… voi professate ed osservate la Regola di Sant'Agostino, approvata  dalla Sede Apostolica, e,  per l'affetto di devozione che nutrite verso la gloriosa beata Vergine Maria, vi prendeste il Nome da lei,  chiamandovi umilmente Servi della stessa Vergine; […] Noi però, che ben volentieri prendiamo occasione di dimostrare, come possiamo, la nostra devozione verso la stessa Vergine nostra Signora, non volendo che alcuno contro di voi e contro il vostro Ordine possa tentar qualche cosa in vostro danno, come se esso non avesse la piena fermezza dell'approvazione Apostolica, a fin di togliere dagli animi di tutti ogni dubbio ed esaudire le vostre suppliche, espressamente con autorità Apostolica, confermiamo e approviamo la vostra Regola e le sue Costituzioni, la rafforziamo con l'ausilio della presente scrittura,  e concedendovela, decretiamo che essa debba esser sempre da voi inviolabilmente osservata per ogni tempo futuro"; questo è interessante perchè la devozione alla Vergine Maria non è pietistica ed in quel momento storico, come anche adesso, c'erano delle difficoltà nella Chiesa: c'erano delle critiche forti ad una certa ricchezza che si viveva nella Chiesa, san Francesco nasce in quel periodo lì e contesta la Chiesa stando dentro la Chiesa. Vi ricordate l'affresco di Giotto, Il sogno di Innocenzo III, Giotto che dipinge san Francesco con i piedi dentro la Chiesa. Però tanti gruppi andavano via dalla Chiesa, era una situazione difficile, di aperta contestazione alla Chiesa. La devozione alla Vergine Maria vuol dire che la Vergine è lo strumento attraverso cui Dio si è fatto uomo e questo suo modo di essere presente tra di noi, continua attraverso un'umanità, che è quella che è, ma è quella presa da Cristo e si chiama Chiesa. Dire la devozione alla Vergine Maria vuol dire: io sono attaccato a quello strumento per cui Dio si è fatto uomo e continua ad essere presente nell'umanità, sono attaccato alla Chiesa. E' per questo che il Papa gioca la sua autorità per un pugno di persone, non avrebbe nessun altro senso se non dire: quella è proprio la fede cattolica, 250 o 15.000 ed è l'originalità propria dei Servi di Maria.

Ho cominciato con il Santuario in Terrasanta perché è la stessa dinamica. E', da parte del Patriarcato, dire: questi qui mi garantiscono il fatto che insegnano a stare davanti alla Vergine Maria in tutto il suo mistero e dall'altra parte noi abbiamo deciso, primo per un motivo ecclesiale: lì è la Chiesa che ci ha chiesto, è la Chiesa che ha chiesto ai Servi di Maria una presenza, secondo: lì c'è una cristianità che sta lottando per sopravvivere e vale la pena di dire noi siamo con voi, perchè quello è il Corpo di Cristo, non è solo il luogo dove ha vissuto Cristo ma è il corpo di Cristo oggi, che ha bisogno di essere sostenuto. E terzo, questa è più una questione interna all'Ordine però è interessante, è dare anche un segnale del fatto che noi siamo vivi, tant'è vero che la Chiesa ci chiede una presenza, siamo anziani, malati, però nella Chiesa ci siamo ancora e abbiamo un senso.

AGGIORNAMENTO: Per chi volesse partecipare contribuendo lascio i riferimenti:
BANCA INTESA SANPAOLO
Conto intestato a Casa Servi Di Maria
Numero Conto: 000002177043
IBAN: IT53I0306905010000002177043
BIC: BCITITMM

BANCOPOSTA
Conto intestato a Casa Generalizia dell’Ordine dei Servi di Maria
Numero Conto: 29430006
IBAN: IT90 R076 0103 2000 0002 9430 006
BIC: BPPIITRRXXX

Nella causale scrivere: Pro TERRA SANTA o frasi analoghe

sito:http://settantavolte7.altervista.org/
 

Il volto della Libia



Uno è anche i libri che legge, sto leggendo “Il cavallo rosso” di Eugenio Corti e c’è una parte del libro che mi ha un po’ angosciato, più delle descrizioni delle violenze e della capacità di male dell’uomo perché si sa il male è male può fare più o meno orrore ma ha lo stesso volto, lo stesso giudizio: è il male.

La cosa che mi ha angosciato è l’incertezza in cui vivevano i parenti in attesa di notizie, dove il male non si è ancora manifestato e il bene non ha vinto, il figlio partito in guerra sarà ancora vivo? Non arrivano notizie sarà un bene o un male?

Oppure verso la fine della guerra chi era nemico non sparava più verso di noi perché spossato e sconfitto e chi era dalla tua parte non lo era più anzi ti sparava addosso perché si era già all’inizio del dopo guerra e si lottava per chi doveva gestire il potere.

L’incertezza, l’informazione manipolata, la lotta per il dopo, e il male che non ha più questo nome ma avanza, e oggi la Libia ha lo stesso volto.

Eppure il giudizio è netto, come quello del Papa dell’Angelus del 27 Marzo 2011 “ rivolgo un accorato appello agli organismi internazionali e a quanti hanno responsabilità politiche e militari, per l’immediato avvio di un dialogo, che sospenda l’uso delle armi”.

O dello stesso E.Corti di un intervista per i suoi 90 anni che con due risposte secche da due graffi alla nostra mentalità:

L’Islam.
Sul piano militare il gap con l’occidente sembra essere ancora enorme. Ma gli islamici credono, gli occidentali non credono più in niente. Tra chi crede e chi non crede, vince chi crede. Dovremo anche qui affidarci all’intervento soprannaturale e alla Madonna. Per questo ritengo fondamentale le poco conosciute ma clamorose apparizioni di Zeitun, avvenute in Egitto nel 1968.

La guerra.
La sensazione fondamentale che ti dà la guerra è che non serve a nulla. Lo sa bene chi, come me, ha combattuto, prima sul fronte russo e poi in Italia nei “soldati del re”. La guerra è fatta per non essere fatta: non risolve niente.

E le bugie hanno le gambe corte e soprattutto non esistono bugie umanitarie come dimostra il giudizio di G.Ferrara dell’1 Aprile 2011.

Altra documentazione su questo è qui.

Il video citato da Ferrara è qua.

Progetto Terra Santa

Ricevo e giro volentieri questa lettera, che un gruppo di frati accetti volentieri l'affido di un santuario Mariano in una terra così martoriata come è quella del medio-oriente è una notizia da far sapere, il sanutario in questione è una meta di pellegrinaggio per migliaia di persone, tra tutte le difficoltà e le perplessità rimane lo sguardo contento di chi mi raccontava questa nuova avventura. Se volete aiutarli fatemi sapere.

Perchè dagli occhi si capisce quando una vita ricomincia

 

Il Patriarcato di Gerusalemme affida ai Servi di Maria la custodia del Santuario Mariano nazionale di Deir Rafat (località di Beit Shemesh), la cui immagine è venerata con il nome di “Nostra Signora, Regina di Palestina e di Terra Santa”.

La località si trova a circa 35 Km da Gerusalemme sulla strada che conduce a Tel Aviv.

Attualmente il santuario è custodito dalla “Suore contemplative di Betlemme, dell’Assunzione e di San Bruno” – una congregazione nata in Francia: con esse collaboreremo nella gestione del Santuario. Essendo venute prima di noi esse abitano nella costruzione adiacente al santuario, noi invece dovremmo abitare nella parte posteriore, fino ad ora servita come alloggio ai custodi della proprietà.

La casa a noi affidata ha attualmente tre camerette ed una cucina abitabile (ovviamente dopo una piccola ristrutturazione e imbiancatura) , mentre il resto è stato lasciato in abbandono ed utilizzato come deposito.

Il nostro compito in Terra Santa sarebbe quello di:

  1. rilanciare, in comunione con le monache, il Santuario di Deir Rafat come luogo di pellegrinaggio, assistendo spiritualmente i pellegrini ed organizzando la devozione mariana, non solo per il santuario ma anche per tutta la Terra Santa.

  2. Offrire ospitalità a piccoli gruppi o a singole persone – in particolare alla Famiglia ed amici dei Servi – che desiderano passare un po’ di tempo in Terra Santa per motivo di ritiro, pellegrinaggio o aggiornamento.

  3. Aiutare il Patriarcato Latino nel servizio di curia e cancelleria.

  4. Aiutare il Patriarcato Latino nell’insegnamento della Mariologia ai seminaristi della diocesi.

Il primo gruppo dei Servi di Maria inizierà ufficialmente la sua presenza in Terra Santa il 24 Aprile 2011, Pasqua di Resurrezione.

Necessità urgenti:

  1. Ristrutturare e imbiancare l’abitazione del “custode”.

  2. Acquisto della suppellettile di arredamento di una casa.

  3. Acquisto di una piccola vettura

  4. Ristrutturazione del restante dell’edificio in vista della ospitalità.

Grazie,

fr. Gino


Israele1
Campagna circostanteLa campagna attorno

Esterno SantuarioIl santuario

Nostra abitazione da ristrutturareAbitazione da ristrutturare

Nostra abitazione, gia  casa dei custodiNostra abitazione, gia  casa dei custodi

Vescovo ausiliare di Gerusalemme. Sulla destra la nostra abitazione.Con il Vescovo ausiliare di Gerusalemme. Sulla destra la nostra abitazione

regina palestina e Terra SantaQuadro venerato di Deir Rafat

 

mi è arrivata questa testimonianza

resurrezione

"Questa lettera è stata scritta dall’amica e compagna di classe del liceo con cui ho condiviso i primi anni del movimento e anche la prima conoscenza di quelli che sarebbero diventati i nostri mariti; è morta lo scorso settembre in seguito ad un’operazione per l’asportazione di un tumore alla testa.

Cara  amica mia, leggi tu queste righe ai nostri amici.
Se state leggendo è perché è accaduto quello che temevo. Non si è mai pronti per questo passo, ma, quando chiama, bisogna andare.
Vi abbraccio tutti e vi ringrazio della vostra amicizia di questi anni.
Attraverso voi sono grata anche a tutte le facce che in questi 30 anni mi hanno fatto vedere la faccia di Gesù, e in particolare penso ad A. che al ginnasio mi disse: “Vieni” e a don Giussani grazie al quale è iniziato tutto. Tutto, cioè Gesù che abita la mia vita.
E allora GRAZIE a Dio se la mia vita mi è piaciuta.
Come vorrei che anche i miei figli potessero dire così alla fine della loro: una vita bella perché abitata da Gesù. Pregate per loro e accompagnateli col vostro amore.
Ora vado a vedere se, oltre al centuplo quaggiù, che ho visto con i miei occhi, c’è anche l’eternità che ci ha promesso.
E allora ci abbracceremo tutti in una grande festa a Gesù.
Un bacio a tutti
L."

Riunione

Ieri in ufficio riunione, di quelle in cui si fa il punto della settimana, non di quelle straordinarie in cui si partecipa in vista di un obbiettivo immediato, si fa il punto per come proseguire. Sono le riunioni più difficli da gestire, mi preparo, solo il giorno prima ho avuto la conferma di tutti i parteciapanti, l’ordine del giorno è stato dato nella riunione precedente per cui tutti ne sono al corrente: la valutazione del proprio rendimento, del prorio obbiettivo, se siamo allineati con la "mission", se ci sono difficoltà soggettive e oggettive risontrate nel nostro lavoro della settimana. Valutazione e rischi intrapresi. Insomma robetta, c’è praticamente tutto! Inizio a prepararmi mentalmente già la sera prima, mentre moglie e figlia richiedono attenzione, la mia mente pensa ad un approccio semplice della questione, come esemplificare che l’intraprendenza del singolo venga armonizzata con l’obbiettivo comune? Sto pensando a un video per iniziare.
Un fenomeno strano è che più si avvicina il momento della riunione più aumenta la mia incertezza, penso che è già successo altre volte, e che tutte le volte è stata sconfitta dai fatti, mi tranquillizzo, poi iniziano ad arrivare le persone, qualcuno non è mai puntuale, si dovranno abbreviare i tempi, queste riunioni le facciamo prolungando l’orario di lavoro anche nel tempo della pausa pranzo per cui qualcuno si presenta munito di crackers, ci siamo quasi, si presenta anche un collega che riesce a partecipare solo al momento iniziale, ok. Si comincia.

riunione

Mi faccio il segno della croce e comincio:

C: L’angelo del Signore portò l’annuncio a Maria

T: e la Vergine concepì per opera dello Spirito Santo …

Quale incertezza? Non avevo mai sentito pregare i miei colleghi così bene.
E la risposta viene come le altre volte, come un bel giorno…