Unita-mente

Che la divisione dei cristiani sia una cosa dolorosa ma evidente è cosa risaputa, non c’è unità in politica, non c’è unità nei rapporti, insomma ci si vede la domenica in Chiesa e poi ognuno a casa sua, a meno che si faccia parte di qualche movimento o associazione o gruppo. (Grande grazia)
Uno così pensa che questa unità sia solo un desiderio che in pratica non si potrà concretizzare.
C’è la supplica di Cristo "che siano una cosa sola", che rimanda alla nostra libertà, ci sono "differenze addirittura teologiche" ha detto pochi giorni fa una esponente di una Associazione Cattolica riferendosi ad altri cattolici. 
La cosa triste è che questo incide sui rapporti personali come freno per un amicizia, l’amicizia: il mezzo con cui Cristo ha scelto di vivere nel mondo, ("Vi ho chiamato amici" Gv15,15) è sotto scacco.
Ciò nonostante lo Spirito opera, Cristo l’eterno lavoratore lavora, e la bellezza in certi volti risplende.
 
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Nel 1982 a Lahore, capitale del Punjab in Pakistan, ho incontrato dai missionari di Mill Hill di cui ero ospite un docente islamico laico della famosa Università islamica (la più antica nell’islam dopo quella del Cairo), il prof. Kausar Jatoi. Gli chiedo perché l’islam ha così poche società e associazioni missionarie, mentre cattolici e protestanti ne hanno molte. Eppure l’islam si diffonde molto più facilmente del cristianesimo. Risponde: "Noi musulmani siamo tutti spontaneamente missionari, perché abbiamo un senso profondo della nostra identità e della bontà dell’islam. Non abbiamo bisogno di missionari "professionisti". Tra voi cristiani non c’è entusiasmo per la vostra fede, la vivete come un fatto privato personale, quindi avete prodotto molti organismi e istituti missionari, inviati anche nelle regioni islamiche per convertire i musulmani a Cristo". Questo, diceva, indica chiaramente che la religione cristiana è straniera in Asia. E insisteva su questo concetto: "Noi non abbiamo i "missionari" stranieri, le conversioni all’islam avvengono attraverso il commercio e l’emigrazione di credenti in Allah. Inoltre l’islam crea una forte comunità fra i credenti, che protegge, sostiene e accompagna; voi cristiani siete individualisti e la comunità dei credenti in Cristo esiste solo quando andate in chiesa, poi ciascuno va per conto suo". Naturalmente ho ribattuto dicendo che il cristianesimo, specialmente oggi, è una libera adesione alla fede, mentre l’islam è una costrizione, una violenza sull’individuo. In parte Jatoi mi dà ragione ma aggiunge: "Voi mettete in primo piano l’individuo, noi la comunità e senza il sostegno di una comunità, di una famiglia, è molto difficile mantenere viva la fede". P.Gheddo tutto qui 
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6 commenti su “Unita-mente

  1. Bè non è vero neppure che il cristianesimo è un andare in chiesa e poi ognuno per contro proprio, almeno se guardiamo a quelle che comunemente vengono chiamate "sette evangeliche", ma che nei tanti sbagli dottrinali che possono portare avanti, non hanno però lo sbaglio di considerarsi tra loro degli estranei, e sono uniti veramente come una grande famiglia.

    Io prima di ritornare in seno alla Chiesa Cattolica, e per pure Grazia di Dio, ero in una chiesa evangelica, e devo ammettere con dolore che nonostante abbia vissuto con entusiamo i compiti della Parrocchia, nonostante adesso stia per entrare nell’Ordine Francescano Secolare, l’amore che ho sentito in quella chiesa evangelica, non l’ho ritrovata.

    Lì trovavo le parole del Signore veramente realizzate…quando diceva che gli altri avrebbero riconosciuto i cristiani dall’amore che provavano tra di loro. E lo dico con dolore, perchè quanto vorrei trovare nella Chiesa che ritengo la Vera Chiesa, quell’amore evangelico che ritrovo nella vita dei Santi e nelle primitive comunità cristiane…

    Buona serata…pace e bene.

  2. Evangelica
    Capisco quello che dici, ma è simile a quello che mi ha fatto scrivere il post, se esci fuori da un posto in cui si vive bene il vangelo, e ti guardi intorno, cerchi di parlare con altri fratelli, nascono difficoltà impensate e inimmaginabili prima e le parole di Gesù stanno lì come roccia.
    E c’è chi su questo ci campa, ho fatto un esempio ne potrei fare altri, poi ci sono i testimoni e gli amici quelli in cui vedi che è possibile, che ti aiutano a vivere con letizia, e se ci troviamo a Bivigliano la prox volta potresti fare un salto…

    Interessante la tua storia…

  3. Si il Signore mi ha presa per mano e mi ha fatto fare un bel giro prima di farmi comprendere senza via di scampo quale era la via dove voleva che Lo servissi.

    Comprendo quello che hai scritto. Io trovo difficoltà enormi ovunque provi a testimoniare la gioia che Dio mi dona ogni giorno. Nella Parrocchia stessa spesso mi vedo come una mosca bianca e c’e’ stato un periodo in cui la tentazione di guardarmi indietro è stata davvero forte. Ma poi io ho compredo che come San Francesco non potrei mai voltare le spalle alla Chiesa di Dio perchè se anche sembra che imbarchi acqua da ogni dove…so che c’e’ Gesù su quella barca, sereno e tranquillo che dorme. E bastera svegliarlo quando proprio non dovessi più resistere per far tornare le acque calme e serene.

    Io seguo da poco il tuo blog (posso darti del tu?) cosa ci sarebbe a Bivigliano?

  4. Magari 70-80 anni fa si poteva dire che erano  ipocriti o meglio superficiali tenevano più alla bella liturgia che all’imitazione di Cristo, oggi li vedo senza padre, e il padre è quello che tiene insieme la famiglia, magari conosco esperti della fede, ma padri…
    Un Humus cristiano c’è ancora ma più che l’onestà è l’ignoranza che la fa da padrone, ignoranza anche a volte colpevole, non si "vuole" andare a fondo perchè si intuisce che uno potrebbe perdere qualcosa, e non sa (mancanza di padre) cosa si guadagna.

    Ma stiamo andando fuori dal seminato, il post si riferiva (posso fare nomi e cognomi), a cattolici "impegnati". 

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